Non esistono razze aggressive ripetono ormai estenuati i tanti esperti ed educatori cinofili, a chi tenta di risolvere un problema trovando soluzioni impensabili. Eppure sembra non contare il parere degli esperti, di chi ha la conoscenza per poter prendere una decisione o quantomeno indirizzare verso scelte idonee.

puppy-140306_1920 Al palesarsi di un problema si tende ad eliminarne gli effetti, non la causa. La conseguenza qual è? Che invece di punire chi sfrutta i cani o non sa gestirli (diamo il beneficio dell’ignoranza) alcuni paesi in giro per il mondo hanno deciso, già da parecchi anni, di abolire le razze canine considerate da loro “pericolose” o “aggressive”. Già! Abolire! Nel senso che sono proprio illegali. Esistono già delle chiare leggi che ne proibiscono la “detenzione”, come fossero armi, non cani. A farne le spese, tra i tanti, anche i cani di un signore del Maryland, Usa. Queste razze, erano già considerate “pericolose” dunque proibite dalle autorità locali. Sono state scoperte quando la loro dimora è andata in fiamme e uno dei tre cani è rimasto accanto al padrone ferito aspettando i soccorsi. Dalle testimonianze dei pompieri i cani erano docili e sono rimasti calmi mentre gli uomini erano impegnati a salvare l’uomo e la sua dimora, ma nonostante ciò appartenevano a razze proibite dunque sono stati allontanati senza pietà dalla città. E adesso, dopo l’annuncio del Quebec anche a Montreal saranno vietati i cani considerati aggressivi. Ma mentre a Montreal chi possiede già questi cani potrà tenerli e sterilizzarli, nel Quebec le direttive sono chiare: tutte le razze “aggressive” già presenti nel territorio saranno eliminate o soppresse. Una presa di posizione che fa paura. Una decisione incredibile che palesa l’incapacità analitica di una situazione tanto complessa. I casi di aggressioni da parte di alcune specifiche razze sono statisticamente superiori; l’utilizzo delle suddette per lotte clandestine e delinquenza è pitbull-909374_1920maggiore, ma dietro un cane divenuto(non nato) aggressivo sta sembre un uomo, che secondo un antico detto dovrebbe esser il suo migliore amico non la sua condanna. Esiste una selezione bieca e illecita di cani senza certificati, si sviluppa sempre più un mercato clandestino che mira alla produzione di armi e non all’allevamento di cani, si alimenta con l’ignoranza e con l’illegalità e non verrà spezzata con la soppressione di razze canine che hanno storia oltre che vita. Gli uomini che stanno dietro ai cani sfoggiati senza cura, venduti senza regola, troveranno sempre un nuovo metodo di lucro, nuove creature da sfruttare. Loro, invece, i cani che stanno uccidendo, troveranno solo la morte, e non solo per mano di chi li ha sfruttati, ma anche per mano di chi dovrebbe garantire sicurezza e legalità, di chi non dovrebbe prendere decisioni guidati dalla foga di un corteo che riesce a vedere solo il carnefice e non i fili di un burattinaio pericoloso. Prima di educare i cani andrebbero educati gli uomini.

Alessia Di Maria

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