Vi piacciono i cavalli? Se la risposta è sì, non potrete non amare questo sport in cui questi animali sono al centro dell’attenzione. Ecco cos’è il dressage…

Dressage in francese significa addestramento, ed è proprio di questo che si tratta: addestrare i cavalli, che di solito sono di razze purissime, a fare determinati esercizi. 

I movimenti che cavallo e cavaliere eseguono sono geometrici (detti arie) ed è per questo che i campi in cui si svolgono hanno delle dimensioni precise: 20×40 metri per le gare di basso livello e 20×60 in quelle di livello medio alto. 

Sui lati del campo sono disposte delle lettere che servono a dividere il campo in parti uguali. Mentre in ogni caso i lati corti sono divisi in due parti uguali della lunghezza di dieci metri (lettere A e C).

  •  Nei rettangoli di dimensione 20×40 i lati lunghi sono per semplicità divisi da sole tre lettere ciascuno: la E e la B, posti esattamente a 20 metri uno dall’altra. A distanza di sei metri dal lato corto sono poste la F e la K dal lato della lettera A, mentre dal lato della C si trovano le lettere M e H.
  • Nei rettangoli di dimensione 20×60 i lati lunghi sono suddivisi come sopra, ma ovviamente le lettere B ed E sono poste a 30m dal lato corto, mentre tra le lettere F-B, M-B, H-E, K-E sono poste le lettere, nell’ordine, P, R, S, V.

Esistono ben 4 categorie in cui cavalieri e cavallerizze si sfidano: la E (elementare), la F (facile), la M (media) e la D o Grand Prix (difficile).

Ogni categoria ha posto accanto un numero che serve a determinare la difficoltà. Logicamente il livello più alto sono il Grand Prix e il Grand Prix Special, che sono anche due specialità delle Olimpiadi. Figure speciali di queste due discipline sono il piaffer e il passage, in questi due movimenti gli arti del cavallo sono sollevati.

Le figure che i cavalieri possono far realizzare ai cavalli sono prestabilite dalla FISE (Federazione Italiana Sport Equestri) e sono:

  • Il Passage: ovvero quando il cavallo trotta con un ritmo più preciso ma lento e sollevando tutti gli arti.
  • Il Piaffer: ovvero un trotto sul posto a ritmo e senza che il cavallo vada avanti.
  • Il cambiamento di galoppo in aria: ovvero quando il cavallo deve alternare spesso l’andatura facendo si che ad ogni falcata si muovano gli arti posteriori con cui si esercita la spinta per il galoppo. Prima con l’arto posteriore destro e poi il sinistro.
  • La pirouette: quando il cavallo al galoppo ruota solo con gli arti posteriori e fa un giro completo su di sè.

In ogni gara ci sono due o tre giudici che danno ad ogni figura un punteggio che può variare da 1 a 10, dove la sufficienza è data dal 5. Il calcolo del punteggio è dato in percentuale tramite un calcolo complicato che tiene conto del voto totale e del numero dei giudici. Il punteggio è dato anche dai cosiddetti punti d’insieme che valutano andatura, comportamento del cavallo, esattezza delle figure ma anche assetto e uso degli aiuti da parte del cavaliere.

Voi direte: che aiuti? Beh, il dressage è uno sport di memoria poiché sia il cavallo che il cavaliere imparano a memoria i vari passaggi e i vari movimenti. Il cavaliere se nota inesattezze da parte del cavallo può parlargli e dirgli cosa fare, ma, e qui è la cosa davvero bella, se anche il cavallo non dovesse eseguire il passo, anche dopo il suggerimento, l’errore è sempre del cavaliere.

La razza di cavalli che è più idonea al dressage è l’Hannover, poiché è ritenuto un cavallo dai bei movimenti, dal corpo armonioso e soprattutto dal buon carattere. 

Il dressage è uno sport di precisione ma soprattutto d’affiatamento. Se manca l’affiatamento fra cavaliere e cavallo, viene meno una delle cose più importanti per la riuscita di un buon esercizio. 

#StayTuned #StayPink #StaySporty

Gioia De Bonis

 

 

 

 

 

 

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