Finalmente arrivano i primi giorni di bel tempo e con essi tiriamo fuori le biciclette, che sia per modificare il nostro rituale casa/asilo-scuole/lavoro o semplicemente per fare qualche bella gita nella natura.

E quando i nostri bimbi sono ancora troppo piccoli per percorrere autonomamente le strade con noi, come fare per rendere loro confortevole il viaggio, tra pisolini e momenti di entusiasmo? Ovviamente dipende dall’età del pupo, dal percorso che abbiamo in mente e dalla nostra resistenza! Per fortuna, per ognuna delle nostre esigenze, l’industria dei supporti per bici ci viene incontro. Quindi procediamo per gradi e scegliamo insieme le nostre migliori opzioni.

Per i bimbi più piccoli una delle possibilità è quella di utilizzare il marsupio.

Supporti porta bebè: scopri quale fa al caso tuo

Non appena il nostro cucciolo è in grado di stare perfettamente seduto possiamo passare al seggiolino anteriore, che normalmente va fino ai 15 kg e si monta tra sella e manubrio. Sono molto piacevoli per i nostri piccoli, perché hanno la visibilità completa sul panorama. Attenzione però a sceglierne una tipologia con i poggiapiedi. Sono un po’ più scomodi per il genitore, ma diminuirete il rischio che il vostro monello infili la scarpina nei raggi.

Arriva poi il momento in cui però l’ingombro anteriore diventa davvero complesso da gestire (oppure arriva un secondo pargolo e dobbiamo montare un doppio seggiolino). A questo punto è necessario passare al seggiolino posteriore, che va fino ai 25 kg e si può ancorare sul piantone o sul portapacchi. Anche in questo caso è necessario verificare il sistema di ancoraggio efficiente e ben saldo. In più si possono scegliere varie tipologie. Alcuni hanno anche il poggiatesta, ma se ne doveste scegliere uno senza questo tipo di dotazione c’è comunque la soluzione. Potrete senza problemi recuperare uno di quei cuscini da aeroplano per rendere la gita più confortevole.

In entrambi i casi ricordiamo di selezionare solo seggiolini a norma UNI EN 14344:2005, per avere la certezza di mantenere la sicurezza, indispensabile, per i nostri bambini.

E ovviamente, ricordatevi che per ogni ciclista, anche il più piccolo – e solo passeggero – è obbligatorio prevedere il casco, anch’esso regolamentato da norme europee.

Ma se abbiamo più bambini, o più strada da percorrere? Nel nostro ultimo viaggio a Copenaghen abbiamo potuto visionare altre due modalità molto utilizzate per il trasporto dei bambini in bici.

Copenaghen per i bambini: viaggiare in famiglia

Il primo è l’appendice: una specie di mezza bici priva della ruota davanti, che si “aggrappa” alla bicicletta del genitore. È utilizzabile dai figli un pochino più grandi che stanno già cominciando a pedalare. Un buon modo per condividere gioie e fatiche delle biciclettate e per insegnare al meglio ai nostri piccoli la viabilità e la gestione del mezzo.

Ho tenuto per ultima la mia soluzione preferita, quella che spero un giorno di poter regalare a mio marito: il carrellino.

La bicicletta con il carrellino è un must have in Danimarca, dove le famiglie hanno spesso più di due figli. Una soluzione unica, che si può attaccare al retro della bici tramite una pinza che si ancora al forcellino posteriore, oppure sul davanti.

All’interno del carrellino c’è una comoda seduta dove i bimbi possono essere agganciati a cinture di sicurezza che rendono ancora più protetto il viaggio dei nostri figli. Possono essere accessoriate inoltre con coperture anti-intemperie o con zanzariere che permettono il passaggio dell’aria ma evitano agli insetti di infastidire i nostri cuccioli. Per non parlare dello spazio di stoccaggio per giochi e altri ingombri scomodi da portare a spalle.

Purtroppo, nella maggior parte delle nostre città le piste ciclabili non sono sufficientemente comode e larghe per quest’ultima soluzione, ma la tendenza europea sta prendendo una direzione sempre più bike oriented, quindi scommetto che a breve sarà facilissimo vedere sempre più genitori e bimbi viaggiare in bicicletta in città!

Ovviamente sempre nel massimo rispetto delle norme europee e in nome della sicurezza!

Bianca Ferrari

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