Nella nostra società è sempre più facile imbattersi con persone insoddisfatte o scontrarsi con la nostra insoddisfazione personale o lavorativa.

Spesso, l’insoddisfazione rappresenta un segnale che indica semplicemente che c’è qualcosa che non va. Ci avverte che è necessario cambiare qualcosa nella nostra vita in modo da raggiungere una maggiore soddisfazione. Da questo punto di vista, l’insoddisfazione non è negativa. Anzi, ci incoraggia al cambiamento per migliorare la nostra situazione.

Questa condizione assolutamente normale può trasformarsi però in un disagio psicologico e divenire cronica.

L’insoddisfazione cronica è uno stato mentale che si esplica in due modalità:

1- non essere mai soddisfatti di se stessi

2- non essere mai soddisfatti di quello che si ha intorno.

 Questi individui sprofondano in uno stato di dispiacere permanente che impedisce loro di vivere la quotidianità presente e non riescono a trovare l’origine della propria insoddisfazione. Riescono solo a riportare il loro vissuto emotivo che è quello di essere demotivati, annoiati e di cattivo umore.

L’insoddisfatto si lamenta sempre perché non è soddisfatto neppure quando ottiene ciò che desidera. Se gli regalate qualcosa vi farà notare che non è quello che preferisce, che non sarà mai il buon momento per fare qualcosa e non gli darete mai la giusta risposta.

L’insoddisfazione stessa diventa un’ossessione quando tutto gira attorno a essa come se gli eventi positivi fossero stati soppiantati e si vedesse sempre il bicchiere vuoto. L’insoddisfatto si trova nell’impossibilità di essere felice perché qualcosa dentro di lui lo spinge a continuare la sua ricerca di qualcos’altro che non ha ancora ottenuto. La difficoltà è insita nel fatto che non riesce a pensare che ha già nel presente quello che può essere la fonte della sua felicità.

Questo senso di insoddisfazione cronica ha di solito origini nelle prime esperienze relazionali, dove si formano le immagini di sé, degli altri e del mondo circostante. Per comprendere e gestire questa insoddisfazione bisogna indagare queste prime esperienze, provando a capire quali sono le convinzioni che continuano a influenzarli ancora oggi.

Fabiana

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