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Questo pomeriggio abbiamo il piacere di avere con noi Tiziana Iaccarino per una breve intervista che ci permetterà di conoscerla meglio, e di conoscere meglio la sua attività di scrittrice.

Siete curiose? Allora passiamo alle domande:

D: Prima di tutto benvenuta sul nostro sito, parto subito con la prima domanda. 
Qual è stata la primissima cosa che hai scritto? L’hai fatta leggere a qualcuno o è rimasta in un cassetto?

R: Ciao! Grazie a te per avermi permesso di raccontare qualcosa di me. La primissima storia che ho scritto si intitolava “La signora”, se non erro. Non ricordo neanche che età avessi, ero molto giovane, ma l’ho cestinata, perché io sono molto esigente con me stessa e, di solito, cestino ciò che non mi convince.

D: C’è un romanzo al quale ti senti più legata? Perché?

R: “Sulle orme della notte” (Ciesse Edizioni, 2012) per me è un  romanzo importante, sia perché racconta una storia molto forte e sia perché è l’opera che reputo di maggiore qualità rispetto alle altre. Inoltre, ci sono degli spunti presi dalla mia vita.

D: Quali sono, secondo te, i pro e i contro dell’essere una scrittrice, dell’avere questa passione?

R: I pro sono diversi: la fantasia da poter sfogare su un foglio bianco, la voglia di raccontarsi, in qualche modo, e raccontare, magari prendendo spunto da proprie esperienze e la possibilità di seguire una passione che può dare molte soddisfazioni.

I contro sono pochi, uno in particolare: l’aspettativa. Se ci si impegna tanto e si spera in risultati concreti, si può incappare in molte delusioni. C’è chi scrive per la mera passione, senza obiettivi, senza l’idea di fare qualcosa di importante o di arrivare da qualche parte, e chi invece, alla fine della fiera, sogna anche in grande e spera in soddisfazioni concrete.

D: Quando scrivi ti identifichi nei protagonisti o li vedi come spettatrice al di fuori dalla scena?

R: Mi identifico assolutamente, soprattutto se per raccontare la loro storia ho preso spunto da un’esperienza personale.

D: Preferisci scrivere in terza persona o in prima persona?  Passato o presente?

R: Io amo scrivere in prima persona, perché è un modo molto intimo di raccontare. La terza, ogni tanto, la uso, ma non la sento mai del tutto mia. Di solito preferisco usare il passato, ma non disdegno l’uso del presente.

D: Che opinione hai del self-publishing e di chi si autopubblica?

R: Un tempo l’autopubblicazione era considerata l’unica scelta di chi non passava le valutazioni delle case editrici. Le opere di quelli reputati “senza talento”. Oggi è tutto cambiato. Tra i self-publisher ci sono moltissimi autori di talento e la prova di questo è il fatto che se ne siano rese conto anche le grosse case editrici. Ora queste ultime sono attente alle nuove leve grazie al self-publishing.

D: Hai mai affrontato il famoso blocco dello scrittore? Come lo hai superato?

R: Credo che lo affrontano tutti. Lo si supera senza pensare a niente. Senza scrivere. Il tempo è di aiuto quasi sempre.

D: L’ultimo libro che hai pubblicato? Com’è nata la storia?

R: L’ultimo che ho autopubblicato si intitola “Non voglio che te”. Una storia ambientata nella Toscana degli anni ’60. Non so dirti come sia nata, ma è stata totalmente spontanea.

D: Hai già in programma nuove storie da scrivere? Prossime pubblicazioni?

R: Ho diverse cose da ultimare. Prossimamente dovrebbe uscire “Lanty in love”, il seguito di “Lanty&Cookies”, la commedia romantica in stile chick lit targata Genesis Publishing e sto ultimando il seguito di “Come miele sul cuore”, ma il titolo vorrei fosse ancora top-secret. Inoltre, dovrei proseguire la stesura di altre due storie, ma preferisco non parlarne ancora.

D: C’è qualcosa che vuoi dire a chi leggerà questa intervista?

R: Vorrei semplicemente ringraziare chi legge ciò che scrivo.

D: Ultima domanda: cosa auguri a te stessa per il futuro?

R: Salute e serenità, in primis. Poi, ovvio che se uno lavora tanto, spera anche nelle soddisfazioni.

Grazie per aver dedicato il tuo tempo a questa intervista.

Tiziana: Grazie a te!

 

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