FotorCreatedBuongiorno e benvenuti alla prima intervista del venerdì di Aprile. Oggi è passata a trovarci Antonia Serranò…

D: Prima di tutto benvenuta sul nostro sito, parto subito con la prima domanda. 
Come ti sei avvicinata alla scrittura? Emulazione? Curiosità? Esigenza?

R: Scrivo da quando ero piccola. Conservo ancora dei quaderni pieni di poesie e racconti. Ovviamente sono lavori che non vedranno mai la luce, ma mi piace tenerli. A un certo punto, sia per gli impegni universitari che per la mia profonda insicurezza, ho smesso. Non ho fatto, però, i conti con il destino e così, mentre spiegavo le tecniche della narrazione, il sistema dei personaggi, i dialoghi, ho pensato di scrivere un racconto che riunisse tutto questo per rendere più interessante una parte così teorica. Da lì è nata la mia saga fantasy, L’undicesimo maestro, edito da Libromania.

D: Secondo te si nasce “scrittori?”, si diventa o possono verificarsi entrambe le circostanze?

R: Sarebbe bello dire che si nasce “scrittori”, ma non credo sia così. Di sicuro uno scrittore deve avere un mondo interiore da raccontare, ma non può ignorare la tecnica. Quindi, si nasce e si diventa scrittori.

D: Quali sono secondo te i pro e i contro dell’essere una scrittrice, dell’avere questa passione?

R: Scrivere è una passione viscerale, una passione che ti tiene sveglia la notte perché uno dei tuoi personaggi ha l’insonnia e vuole raccontarti e farti scrivere un pezzo della sua storia, una passione che ti porta a prendere appunti sugli scontrini o ad annotare un nome sul dorso della mano. Scrivere, però, è anche combattere contro la mia insicurezza, aspettare una risposta dalle Case Editrici, sentirsi dire che dovrei usare il tempo che “spreco” in cose più utili.

D: Si dice che uno scrittore prima d’ogni altra cosa debba essere un lettore accanito. C’è chi sostiene persino che non si dovrebbero scrivere libri prima d’aver letto centinaia, migliaia di libri, almeno i classici della letteratura italiana. Che ne pensi al riguardo? E quali sono le letture che più di appassionano?

R: Sono una lettrice accanita, amo definirmi onnivora perché leggo di tutto, amo in particolar modo la letteratura inglese e russa sebbene il mio romanzo preferito sia Le memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar. Credo che questo mi aiuti molto nella scrittura per il lessico, per la struttura del testo, per il sistema dei personaggi. Nel contempo, però, ritengo che, se una persona non ha la fantasia per creare una storia, aver letto tanto serva solo come piacere personale. Quindi, leggere è indispensabile per tutti, ma non è l’unica condizione per diventare scrittori.

D: Preferisci scrivere in terza persona o in prima persona? Passato o presente?

R: Normalmente scrivo in prima persona e, da poco, ho iniziato a preferire il presente. Però dipende dalle storie che voglio raccontare: hanno il maledetto vizio di prendere il sopravvento sulle mie intenzioni!

D: Secondo te, al di là della scrittura, perché è importante leggere libri?

R: I libri per la mente sono come il pane per il nostro corpo. I libri nutrono la mente e l’anima, ci fanno vivere più storie e più vite, tengono in allenamento il nostro cervello, preservandolo da brutte malattie come l’ignoranza e la chiusura mentale.

D: Che rapporto hai con i personaggi che racconti? Quanto ti somigliano?

R: Come ho già fatto capire, i miei personaggi sono dispotici: mi svegliano la notte, mi costringono a scrivere ovunque e a pensare a come renderli più reali possibili. Le somiglianze non sono molte. Spesso prendo spunto dalla realtà, ma raramente dalla mia.

D: L’ultimo libro che hai pubblicato? Com’è nata la storia?

R: L’ultimo libro che ho pubblicato è Il verso dell’amore, un chick lit. L’ho iniziato quasi per caso, giusto per vedere se riuscivo a rendere più fluido il mio modo di scrivere. Si tratta di un libro che mi ha insegnato molto. L’ho pubblicato come self e questo mi ha dato modo di conoscere un mondo nuovo, pieno di scrittrici dotate di talento e pronte ad aiutarsi in modo corretto. Certo, non tutte sono così, ma è stata comunque una bella esperienza.

D: Hai già in programma nuove storie da scrivere? Prossime pubblicazioni?

R: Attualmente ho dei lavori in cantiere: un racconto già pronto per un’antologia, il secondo volume della mia saga e un altro chick lit. Non ho idea di quando porterò a termine gli ultimi due lavori perché in questo periodo sono molto impegnata, ma spero entro l’anno.

D: C’è un libro che avresti voluto scrivere tu?

R: Le memorie di Adriano o Espiazione.

D: Ultima domanda: Vuoi dire qualcosa a chi ci sta leggendo? Dove contattarti? Appuntamenti?

R: Mi dispiace, ma per il momento non ho appuntamenti certi, ma vi terrò informati. Vorrei solo ringraziare chi ha avuto la gentilezza di arrivare sino alla fine dell’intervista. Quanto ai miei contatti, mi trovate su FB nella mia pagina personale o sulle pagine dei miei libri: L’undicesimo maestro e Il verso dell’amore. A breve provvederò a creare una pagina autore in cui riunirò tutto perché sono un po’ pigra e non aggiorno molto spesso! Inoltre potete trovarmi su Whattpad come antoniamgs

Grazie per aver dedicato il tuo tempo a questa intervista. Tratto Rosa.

Intervista a cura di: Cinzia La Commare e Alessia Di Maria

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