51OQzZ1LX1L._SX331_BO1,204,203,200_Oggi nel nostro salotto virtuale un’altra autrice, sto parlando di Federica Leva che ci ha concesso un po’ del suo tempo per questa breve intervista:

D: Prima di tutto benvenuta sul nostro sito, parto subito con la prima domanda. 
Come ti sei avvicinata alla scrittura? Emulazione? Curiosità? Esigenza?

R: Grazie infinite per l’invito, Cinzia!

Credo di aver sognato di diventare una scrittrice fin da quando ero una ragazzina. Prima scrivevo per piacere personale – un racconto al giorno, rigorosamente non più lungo di un foglio A4 battuto alla macchina da scrivere – senza immaginarlo come una professione. Amavo e amo tuttora leggere, ed ero appagata dal piacere che traevo dalle storie meravigliose di cui mi abbeveravo e da quelle, semplicissime, che uscivano dalla mia fantasia. Poi, crescendo, mi sono accorta che sarei stata felice, se avessi potuto vivere delle mie parole. Mi sarebbe piaciuto dare agli altri l’appagamento che la lettura dava a me.

D: Secondo te si nasce “scrittori?”, si diventa o possono verificarsi entrambe le circostanze?

R: Penso che si nasca con una predisposizione particolare alla narrazione e all’esigenza di creare storie proprie. Poi la lettura di buoni libri, l’esperienza e l’acquisizione consapevole della tecnica narrativa fanno il resto.

D: Quali sono secondo te i pro e i contro dell’essere una scrittrice, dell’avere questa passione?

R: Una volta, quand’ero “più giovane”, coglievo soprattutto i lati positivi di questa passione: la libertà di scrivere quello che volevo, la speranza di trovare, un giorno, il mio pubblico. E c’era anche la soddisfazione dei riconoscimenti che ottenevo, sia ai concorsi che al di fuori. Più tardi, sono emersi anche i lati negativi: ore infinite trascorse in solitudine, momenti che non potrò più condividere con alcune persone e un po’ di dubbi che ogni tanto mi affollano la mente…

D: Si dice che uno scrittore prima d’ogni altra cosa debba essere un lettore accanito. C’è chi sostiene persino che non si dovrebbero scrivere libri prima d’aver letto centinaia, migliaia di libri, almeno i classici della letteratura italiana. Che ne pensi al riguardo? E quali sono le letture che più di appassionano?

R: Sono d’accordo. È’ come se volessi operare un paziente senza aver fatto pratica: impossibile! Leggere è essenziale. Un tempo divoravo anche un libro al giorno, ora non ho tanto tempo a disposizione, ma mi mantengo sempre attiva. Leggo di tutto, purché ben scritto. Stile e struttura sono due parametri essenziali nelle mie scelte di lettura. Un tempo avrei risposto di preferire i fantasy classici e la narrativa non di genere, ma ho letto anche storici meravigliosi, erotici eleganti e romance divertenti, pertanto non posso più fare una scelta radicale. Se un libro è ben scritto e ha una buona trama, mi piace. Gli unici generi che non mi attraggono molto solo l’horror, perché sono fifona di natura, e la fantascienza – guardo film e telefilm di SF, ma non amo leggerla.

D: Preferisci scrivere in terza persona o in prima persona?  Passato o presente?

R: Non ho preferenza sulla persona. Di solito, le mie storie nascono fin dall’inizio con un narratore preciso e difficilmente lo modifico. Non è quasi mai una scelta razionale, ma spontanea. Come tempo, leggo e scrivo rigorosamente al passato.

D: Secondo te, al di là della scrittura, perché è importante leggere libri?

R: Leggere è un modo meraviglioso per viaggiare con la mente, per vivere più vite in qualunque tempo e luogo. Consente di evadere dalla quotidianità e spesso ci aiuta a renderla più sopportabile. Non solo, leggendo possiamo trovare risposte ad alcune domande inconsce e più volte, di fronte alle difficoltà, ci comportiamo come farebbe un personaggio che ci piace molto. Questo può aiutarci a diventare persone migliori.

Inoltre, leggere significa acculturarsi. Si mantiene sempre vivo il vocabolario, si riducono gli incidenti di errori ortografici e grammaticali, a scuola o al lavoro, e se stiamo leggendo un romanzo erudito, impariamo anche nozioni che prima ignoravamo.

D: Che rapporto hai con i personaggi che racconti? Quanto ti somigliano?

R: Li amo tutti, anche i cattivi. Sì, c’è molto di me in tutti loro, nel bene e nel male.

D: L’ultimo libro che hai pubblicato? Com’è nata la storia?

R: Gli ultimi romanzi pubblicati sono la riedizione di testi già editi e che per varie vicissitudini sono ritornati a me. Sono nati entrambi diversi anni fa. Il romanzo che ho appena pubblicato, “Cantico sull’oceano – Le note del cuore” affonda le radici in un’idea molto semplice: una coppia in cui lui amava lei più per il suo valore professionale che non per quello umano. Da lì ho creato la vicenda di Elenoire, pianista di grande talento, in conflitto con il suo cuore: rinunciare alla vera musica che sente dentro di sé o al marito? Li ama entrambi, come può decidere? Mentre si dirigono verso Nizza, i due si smarriscono in uno strano villaggio, popolato da stravaganti personaggi che sembrano conoscere il loro animo in profondità. Il cambiamento sarà inevitabile, per entrambi, e alla fine sarà Adrien a cercare il perdono di Elenoire… ma lo otterrà?

D: Hai già in programma nuove storie da scrivere? Prossime pubblicazioni?

R: Sì. Ho in mente alcune trame romance, un thriller e dovrò terminare la saga fantasy.

D: C’è un libro che avresti voluto scrivere tu?

R: Ah, sì, ho letto libri meravigliosi, in passato! Non mi dispiacerebbe se fossero mie perle come “Canone inverso” di Maurensig o “La trilogia degli Arpisti” della McKillip.

D: Ultima domanda: Vuoi dire qualcosa a chi ci sta leggendo? Dove contattarti? Appuntamenti?

R: Siate pazienti :D! Sono un’autrice molto, molto lenta a produrre libri. Scrivo velocemente, ma poi investo mesi e anni a rileggere e quindi tempi di pubblicazione sono piuttosto lunghi. Però, i lettori non devono disperare, prima o poi arriverà tutto quello che ho promesso. Per rintracciarmi possono accedere al mio blog www.federicaleva.it, oppure mi possono trovare in fb, al profilo personale o sulle mie pagine autore.

Grazie per aver dedicato il tuo tempo a questa intervista. Tratto  Rosa.

Grazie di cuore a te, Cinzia!

Intervista a cura di:  Cinzia La Commare e Alessia Di  Maria. 

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