downloadBuongiorno, diamo il via alle interviste del venerdì per il mese di maggio.
Questa mattina c’è con noi Luisa Scrofani… conosciamola meglio attraverso qualche domanda!

D: Prima di tutto benvenuta sul nostro sito, parto subito con la prima domanda. Come ti sei avvicinata alla scrittura? Emulazione? Curiosità? Esigenza?

R: Ciao e grazie per avermi accolta. La scrittura mi ha sempre accompagna come esigenza per esprimere le mie emozioni. Scrivevo poesie. E’ stato però l’incontro con la mia amica nonché coautrice, Valeria Diurno, a farmi andare oltre le rime baciate e scrivere il primo romanzo. La passione per le saghe tv e letterarie, si è trasformata in voglia di creare qualcosa di mio, nostro.

D: qual è il momento in cui, secondo te, una persona che ama scrivere si qualifica come scrittore?

R: Quando è qualificato dai lettori. Non mi sento ancora una scrittrice. Non basta tirare giù trecento pagine di senso compiuto, quello potrebbero farlo tutti. Bisogna conquistare, trasmettendo emozioni e non mollare ma…scrivere, scrivere e superarsi.

D: Preferisci iniziare una storia e concluderla o riesci a gestire più storie contemporaneamente?

R: Attualmente abbiamo due generi di romanzi, opposti, in lavorazione. Riusciamo bene a portare avanti il lavoro su più fronti.

D: Si dice che uno scrittore prima d’ogni altra cosa debba essere un lettore accanito. C’è chi sostiene persino che non si dovrebbero scrivere libri prima d’aver letto centinaia, migliaia di libri, almeno i classici della letteratura italiana. Che ne pensi al riguardo? E quali sono le letture che più di appassionano?

R: Esatto. Bisogna leggere moltissimo e confrontarsi. Sono eclettica, non ho un genere preferito. Un libro mi colpisce e lo leggo, al di là del genere. Se proprio devo scegliere però punto sui Fantasy, Paranormal.

D: Preferisci scrivere in terza persona o in prima persona?  Passato o presente?

R: In prima è sicuramente più facile.

D: Secondo te, al di là della scrittura, perché è importante leggere libri?

R: Apre la mente, arricchisce il linguaggio e la conoscenza. Leggere è evasione.

D: Che rapporto hai con i personaggi che racconti? Quanto ti somigliano?

R: Alcuni li odio. Scrivere di loro per cinque anni me li ha resi insopportabili. Ahaha! A parte gli scherzi, più o meno, nessuno di loro mi somiglia ma, sono così tanti e diversi che, in ognuno, potrebbe comunque esserci qualcosa di me. Forse, sarebbe più corretto dire, che in alcuni ci sono caratteristiche che io non ho ma vorrei.

D: L’ultimo libro che hai pubblicato? Com’è nata la storia?

R: Imbalance, volume uno. L’inizio di una saga Urban Fantasy Romance, una trilogia più il prequel. L’idea nasce da ciò che io e Valeria ci eravamo stancate di leggere. Siamo partite dall’eliminare dei clichè e delle incoerenze presenti in molti romanzi fantasy, anche famosi, e abbiamo avuto il punto di partenza. Per ogni “elemento” tolto, trovavamo il sostituto.

D: Hai già in programma nuove storie da scrivere? Prossime pubblicazioni?

R: Allora. Stiamo lavorando al secondo libro di Imbalance, ci troviamo a metà della storia. Nel frattempo, come dicevo sopra, abbiamo le linee generali e il primo capitolo di un nuovo romanzo del tutto diverso.

D: C’è un libro che avresti voluto scrivere tu?

R: La mia storia. Chissà…

D: Ultima domanda: Vuoi dire qualcosa a chi ci sta leggendo? Dove contattarti? Appuntamenti?

R: Abbiamo una pagina Facebook ufficiale, potete contattarci al link:

https://www.facebook.com/vallusia/?ref=aymt_homepage_panel

Grazie per aver dedicato il tuo tempo a questa intervista. Tratto  Rosa.

Intervista a cura di Cinzia La Commare e Alessia Di  Maria

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