La seconda intervista di questo venerdì non poteva non avere come protagonista Valeria Diurno, ci ha già parlato di lei Luisa Scrofani nell’intervista precedente, ma noi vogliamo conoscerla ancora meglio attraverso qualche domanda che le abbiamo rivolto.

 

D: Prima di tutto benvenuta sul nostro sito, parto subito con la prima domanda. 
Come ti sei avvicinata alla scrittura? Emulazione? Curiosità? Esigenza?

R: Innanzi tutto ti ringrazio per l’intervista. Sono stata da sempre una lettrice assidua dai gusti eclettici e un amante di serie tv. Ma non ho mai pensato di scrivere fino a quando non ho conosciuto Luisa Scrofani, più di quattro anni fa. Dato che ci appassionavano gli stessi libri e telefilm fantasy, ma che iniziavamo a trovare leggermente prevedibili e con i soliti cliché, ci siamo ritrovate a pensare a cosa avremmo o non avremmo potuto cambiare. Una cosa tira l’altra ed è nato “Imbalance”: il nostro primo romanzo Paranormal Romance.

D: qual è il momento in cui, secondo te, una persona che ama scrivere si qualifica come scrittore?

R: Mi dispiace ma a questa domanda trovo difficoltà dato che ancora non riesco a vedermi così. Forse quando avremo scritto una decina di libri riuscirò a dire di essere una scrittrice.

D: Preferisci iniziare una storia e concluderla o riesci a gestire più storie contemporaneamente?

R: Riesco a gestire più storie insieme, infatti con Luisa, oltre la saga di “Imbalance”, stiamo pensando a un nuovo romanzo di genere completamente differente dal Fantasy.

D: Si dice che uno scrittore prima d’ogni altra cosa debba essere un lettore accanito. C’è chi sostiene persino che non si dovrebbero scrivere libri prima d’aver letto centinaia, migliaia di libri, almeno i classici della letteratura italiana. Che ne pensi al riguardo? E quali sono le letture che più di appassionano?

R: Da lettrice accanita ti posso dire che leggere molti libri, aiuta sicuramente nella scrittura. Ma, a mio modesto parere, non sono d’accordo sul fatto che per scrivere bene bisogna leggere classici della letteratura italiana; i tempi cambiano e anche il modo di scrivere si evolve, quindi ripeto, secondo me basta leggere qualsiasi cosa ed avere una buona base di cultura generale.

D: Preferisci scrivere in terza persona o in prima persona?  Passato o presente?

R: Preferisco le storie in prima persona presente, ma dato che con il nostro primo romanzo avevamo troppi personaggi da gestire ci è toccato scrivere, con qualche difficoltà, in terza persona.

D: Secondo te, al di là della scrittura, perché è importante leggere libri?

R: È importante perché ti aiuta ad avere un linguaggio sempre più forbito oltre che un cervello in continuo allenamento.

D: Che rapporto hai con i personaggi che racconti? Quanto ti somigliano?

R: Con alcuni personaggi il rapporto è leggermente esasperante (scherzo). Secondo me nessuno di loro mi assomiglia ma, sicuramente, Luisa direbbe che il personaggio di -Katy Williams- con il suo carattere sarcastico e saccente, è nato pensando a me.

D: L’ultimo libro che hai pubblicato? Com’è nata la storia?

R: “Imbalance” è nato facendo tabula rasa di quasi tutti i cliché e sostituendoli con idee nuove.

D: Hai già in programma nuove storie da scrivere? Prossime pubblicazioni?

R: Intanto dobbiamo finire la saga di Imbalance e poi, abbiamo altre storie che ci “ronzano” in testa da sviluppare.

D: C’è un libro che avresti voluto scrivere tu?

R: Avrei voluto scrivere “Cinquanta sfumature di grigio” ma per stravolgerlo completamente.

D: Ultima domanda: Vuoi dire qualcosa a chi ci sta leggendo? Dove contattarti? Appuntamenti?

R: https://www.facebook.com/vallusia/ Questa è la nostra pagina ufficiale del romanzo. Vorrei solo aggiungere per i nostri lettori che abbiamo bisogno di recensioni.

Grazie per aver dedicato il tuo tempo a questa intervista. Tratto Rosa.

Intervista a cura di Cinzia La Commare e Alessia Di Maria

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