Come per ogni festa, che sia dei nonni, degli innamorati, del papà, delle donne o delle mamme, cerchiamo giustificazioni. Sempre di più sentiamo l’esigenza di avere un perché che ci liberi dal peso di feste che sembrano fini a se stesse. E in effetti dietro alla maggior parte di queste festività ci sono motivi molto importanti che vanno ricordati!

La festa della mamma, come quella del papà (

Festa del papà: qualche curiosità sulla sua storia.

), non è sempre esistita. La mamma l’abbiamo amata sempre tutti i figli, dall’alba dei tempi, eppure talvolta si ama senza dar peso a tantissime cose. Tra queste ci sono anche problematiche che vengono del tutto ignorate. Ma qualcuno, negli anni, ha lottato affinché con una festa che può sembrare banale si costruisca l’occasione di confronto e di presa di coscienza.

Non stiamo parlando dei “recenti “anni ’60, ma di quelli del secolo precedente. Siamo negli anni ’60 dell’Ottocento quando la pacifista Ann Reeves Jarvis, insieme alla figlia Anna e Julia Ward Howe, decise di attivarsi per sostenere le mamme. La mortalità infantile dovuta alle malattie e alla contaminazione del latte divagava. Jarvis così iniziò a organizzare incontri, picnic per favorire l’amicizia tra madri appartenenti a gruppi precedentemente nemici come nordisti e sudisti. Julia Ward Howe tentò già nel 1870 l’istituzione di una sorta di festa della mamma. Il “Mother’s Day for Peace (Giornata della madre per la pace) come momento di riflessione contro la guerra, ma non ebbe successo.

Fu Anna, la figlia di Ann Reeves Jarvis a festeggiare per la prima volta nel 1908 la Festa della mamma così come la conosciamo. Fu proprio in memoria di quella madre tanto attiva e sensibile nei confronti delle problematiche delle mamme. Ma soprattutto verso quella forza capace di superare anche le più aspre barriere. L’iniziativa di Anna fu premiata tanto da essere ufficializzata dal presidente Woodrow Wilson nel 1914.

E in Italia?

La festa della mamma è arrivata ufficialmente in Italia dopo gli anni ’50. Ci fu un tentativo durante il ventennio fascista, una festa della mamma che premiava le madri più prolifiche. Ma l’iniziativa più decisiva fu ad opera della chiesa cattolica. Don Otello Migliosi, parroco di Tordibetto di Assisi, decise di festeggiare la festa della mamma.  Lo fece per il suo valore religioso ma anche come terreno di incontro e di dialogo tra culture.

La mamma nella storia è stata festeggiata come donna da curare, da comprendere ma anche come essere umano che unisce. La mamma è la speranza contro la morte, contro l’ostilità, contro la guerra. Sia da un punto di vista religioso sia da un punto di vista del tutto laico, la mamma è forte anche quando ha bisogno di essere protetta contro i mali di questa complessa e durissima vita.

Auguri a tutte le mamme, festeggiamo la festa della mamma, perché la loro forza, nella storia, ha unito i più deboli, ha tenuto i cardini di questo folle mondo. Sebbene non sia del tutto scontato, è l’amore delle madri che deve essere il nostro esempio da osservare per vivere, insieme.

Alessia Di Maria

 

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