Questo tipo di approccio alle cure neonatali, che sostituisce l’incubatrice con il marsupio, è nato quasi per caso in Colombia per una carenza di culle terapeutiche necessarie ai bambini nati prematuri.

Successivamente si è diffusa anche nei paesi industrializzati, ma vediamo in cosa consiste. Praticamente il neonato viene appoggiato in verticale sul seno della madre, coprendolo, poi a seconda delle necessità climatiche, con gli stessi indumenti materni.

Tra mamma e bambino si instaura un contatto pelle a pelle protetto dal tessuto che fa da marsupio di stoffa, in cui il neonato viene protetto dalle fonti di stress e dal freddo. Questa situazione ricrea un’esperienza simile a quella intrauterina che è stata interrotta bruscamente dalla nascita prematura. In questo modo il piccolo instaura una relazione positiva con la mamma e ha una stimolazione benefica per lo sviluppo fisico e psichico.

Alla fine degli anni 80 in Colombia due pediatri, Martinez e Rey, sottoposero a verifica i dati della marsupioterapia. Raccolsero i dati fisiologici, biochimici, neurologici e psicomotori di 530 neonati di peso inferiore a un chilo e mezzo. I risultati furono sorprendenti, non solo la marsupioterapia manteneva la temperatura corporea dei neonati, ma anche per il rapido recupero delle sue condizioni fisiche. In Colombia, inoltre, tale approccio servì anche per far diminuire i casi di abbandono incentivando il legame materno.

La canguro terapia prevede anche l’allattamento esclusivo al seno, un ulteriore metodo per sviluppare il legame madre-figlio.

La nascita e i giorni a seguire costituiscono un momento rilevante per la nascita di questo rapporto madre-bambino che gradualmente coinvolgerà anche il padre. La nascita prematura costituisce un vero e proprio intoppo alla nascita di questo processo fisiologico di creazione del legame perché il neonato viene allontanato e condotto in terapia intensiva. La culla termica è adibita in modo che la respirazione, l’alimentazione e la temperatura vengono supportate e mantenute costanti. Ma l’incubatrice è inserita in un contesto sterile e isolato, il neonato si trova praticamente solo e dall’altro lato i genitori non hanno modo di sperimentarsi come tale e vivono una situazione sospesa come se quel bimbo tanto atteso non fosse ancora il loro.

Lo shock del bambino è anche lo shock dell’adulto che appare confuso, disorientato. Esperiscono ansia e preoccupazione per le condizioni del figlio e per il suo futuro. La brusca separazione porta maggiori paure e un aumento di fantasie negative. La canguro terapia potrebbe essere una risposta per acuire le emozioni di questi neo-genitori.

Fabiana

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