Ciò che è fuori di te è una proiezione di ciò che è dentro di te, e ciò che è dentro di te è una proiezione del mondo esterno. Perciò spesso, quando ti addentri nel labirinto che sta fuori di te, finisci col penetrare anche nel tuo labirinto interiore. E in molti casi è un’esperienza pericolosa.
(Haruki Murakami)

Labirinto fisico e interiore, èoggetto di studi e riflessione da artisti e tecnici dall’alba dei tempi. Ma da cosa ha origine? Il primo labirinto di cui si hanno notizie fa riferimento alla mitologia greca.

Minosse incaricò Dedalo di costruire un luogo dal quale fosse impossibile uscire, per imprigionare il Minotauro. Così si parla del labirinto di Cnosso che insieme al labirinto di Lemno in Grecia, il labirinto di Meride in Egitto e il labirinto di Porsenna in Italia sono i primi labirinti di cui abbiamo notizia.

Un luogo dunque dove è facile perdersi ma dove ritrovarsi è un’esperienza unica. In Italia troviamo tanti bellissimi labirinti, a partire dal già citato labirinto di Porsenna risalente alla civiltà etrusca. Si tratta di una serie di cunicoli sotterranei visitabili presso il comune di Chiusi. Ma la storia ci ha regalato altre bellissimi dedali in tutto il territorio italiano!

Il labirinto del giardino di Villa Pisani a Stra

Si trova in Veneto uno dei più complessi e affascinanti labirinti costruiti nel ‘700. Commissionato nel 1720 dal Doge veneziano Alvise Pisani  all’architetto Gerolamo Frigimelica, il labirinto aveva insieme uno scopo ludico e spirituale. Un luogo dove trovare la retta via appare tanto complesso da costituire una sfida importante, reda interessante anche da ciò che si trova al centro del labirinto.

Nove cerchi concentrici circondano una torre. Una volta saliti sulla stessa, si raggiunge l’unico punto  dal quale è possibile ammirare dall’alto l’intera composizione. Le scale elicoidali della torre, però, sono anch’esse pensate per confondere. Ad ogni gradino il senso dell’orientamento viene compromesso. In cima si fa però la piacevole scoperta della statua di Minerva, la Dea della saggezza!

labirinto

Il labirinto del Giardino di Villa Pisani è stato capace di far perdere Napoleone Bonaparte e di far desistere dall’entrarvi Benito Mussolini e Adolf Hitler, che avevano scelto Villa Pisani come sede di incontri istituzionali.

Il Giardino di Villa Barbarigo a Valsanzibio

Ci troviamo ancora in Veneto, questa volta per scoprire un giardino dalla bellezza naturalistica e allegorica. Il Labirinto del Giardino di Villa Barbarico ha la bellezza di quattrocento anni, come le piante secolari che vi sono state inserite all’epoca della sua realizzazione. Siamo nella seconda metà del 1600. L’architetto Pontificio Luigi Bernini viene incaricato di progettare un labirinto che abbia valenza ludica e salvifica. Un percorso di purificazione interiore che si avvicina molto di  più al valore che i labirinti hanno assunto in epoca medievale, più che al significato che attinge dalla mitologia greca.

Il labirinto del Giardino di Villa Barbarigo dunque non è solo un luogo dove affrontare un percorso interiore. Si può anche mmirare la bellezza della vegetazione installata quattrocento anni fa.

Labirinto Effimedo ad Alfonsine

Se parliamo di valori spirituali dei labirinti non possiamo non invitarvi a visitare un altro luogo suggestivo italiano che si trova nella cittadina di Alfonsine, in provincia di Ravenna. Si tratta di un labirinto più recente, che ha iniziato a vedere la luce nel 2007 ad opera di Carlo Galassi. Un’esperienza unica nel suo genere! Il labirinto è ispirato alla Divina Commedia di Dante!

In continua espansione, l’opera cresce ogni anno dalla sua prima realizzazione, si presenta come un labirinto dinamico. Si trovano, infatti, delle porte (Una, ad esempio, porta il nome di Virgilio) che possono essere chiuse dai fruitori del labirinto, costringendo gli altri a cambiare strada. Un’esperienza moderna di un tema, quello del labirinto, destinato a sopravvivere.

Labirinto di Arianna

Altra opera dalla recente realizzazione è il Labirinto di Arianna, all’interno della Fiumara d’arte. Si tratta di un museo a cielo aperto lungo il fiume Tusa, in Sicilia. Il labirinto è nel caso specifico non una composizione vegetale ma una scultura, opera dello scultore Italo Lanfredini. Un’opera da vivere internamente nella quale una volta entrati non si può più tornare indietro ma è necessario attraversarla tutta.

Realizzata in calcestrutto e dal colore simile a quello della terra cotta, dà proprio l’impressione di affrontare un viaggio all’interno della terra. L’idea dell’artista era quella di “costringere” il fruitore in un viaggio nel quale si è portati ad una riflessione, lungo un cammino obbligato che dunque permette il totale abbandono ai propri pensieri.

Il concetto di labirinto è dunque cambiato. Dall’opera bellica, al valore ludico, allegorico, fino ad arrivare ad un cammino spirituale e poi trovare espressione nelle realizzazioni dell’arte contemporanea. Un tema che mai cesserà d’essere attenzionato. Un labirinto infinito attraverso le infinite possibilità che queso ci offre.

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