Finalmente è passato Natale e Santo Stefano e siamo salvi… eh no, ovviamente no, c’è ancora Capodanno a metterci ansia!

Con l’avvicinarsi della fine dell’anno, cominciamo a pensare ai successi ottenuti, i traguardi raggiunti e inevitabilmente pensiamo anche ai nostri fallimenti. È importante chiedersi: “Cosa pensiamo di queste esperienze fallimentari? Che genere di valutazione diamo ai fallimenti e ai nostri successi?”  

Delusione e tristezza, per molti di noi, possono prevalere su qualsiasi altra emozione, cominciano ad affiorare rimpianti e rimorsi di scelte sbagliate che peseranno sulla nostra autostima e inficeranno il nostro umore, fino a diventare vera e propria depressione nei casi più estremi.

Il Nuovo Anno arriva investito con una sorta di magia salvifica che ci fa sperare che durante il prossimo tutto possa cambiare. Durante l’ultima notte, salutiamo l’anno vecchio facendo promesse di voltare pagina, cambiare abitudini, ultimamente vanno tanto di moda i resoconti su Facebook. La maggior parte delle volte restano solo parole perché effettivamente ci prodighiamo a essere diversi solo per un po’ e poi retrocediamo alle nostre care e immortali abitudini, soprattutto quando ci siamo posti degli obbiettivi molto sfidanti.

A prima vista può sembrare sbagliato questo nostro atteggiamento di avere tanti buoni propositi e poi portarli avanti per un tempo ristretto. In realtà le ricerche dimostrano che cercare di fare qualcosa che reputiamo difficile può avere conseguenze positive sul nostro umore. Bisogna però porsi degli obiettivi sfidanti ma che al tempo stesso siano realistici e realizzabili.

Quindi, una strategia che potrebbe aiutare a contenere questa delusione è quella di non crearsi grandi aspettative, ma porsi questi piccoli obiettivi intermedi concreti e raggiungibili, perché riuscire a realizzare tanti piccoli step ci porterà a rafforzare l’autostima e saremo più proattivi nel fare sempre di più.

Dobbiamo considerare che la nostra vita non segue un copione prestabilito che possiamo programmare precedentemente, non possiamo ponderare gli imprevisti della vita e neppure prevedere se quello che effettivamente abbiamo desiderato poi ci renderà felici. In realtà non ci accorgiamo che viviamo più nell’attesa di quello che dovrebbe accadere, piuttosto che vivere intensamente l’attimo presente… e spesso i sogni raggiunti non soddisfano sempre il nostro bisogno di essere felici.

Volevo concludere l’articolo con questa bellissima frase di Jim Morrison che con parole semplici ci indirizza a ricordarci che se sorridi la vita ti sorride:

 

Non essere così triste e pensieroso,

ricorda che la vita è come uno specchio:

ti sorride se la guardi sorridendo

Anche voi vi state preparando a salutare il nuovo anno con un bilancio dei traguardi e dei fallimenti raggiunti? Se è così non siate troppo severi con il vostro giudizio e per l’anno futuro pensate più a piccoli traguardi sfidanti ma raggiungibili.

Fabiana

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *