Cenerentola, Biancaneve, La bella addormentata nel bosco… quante volte abbiamo sognato tra le canzoni delle favole? Quante volte abbiamo riso e gioito guardando gli animaletti parlanti e il tanto atteso lieto fine? Se pensate che le favole vi hanno segnati (perché le usate come metro di paragone con la vita), forse vi servirà sapere come erano originariamente…

Le favole non sono sempre state così come le conosciamo, nè le ha inventate il signor Walt Disney! Le storie che conosciamo non sono altro che favole tratte da scritti che risalgono a centinaia e centinaia di anni fa.

Favole

C’erano una volta i Fratelli Grimm e ancor prima Charles Perrault e cento anni prima Giambattista Basile. Scrittori con un certo gusto per il sadico, evidentemente. Ma forse ciò che rende ancor più sadici questi racconti è proprio il trovarci a confrontarle con le favole che conosciamo oggi!

La Sirenetta… il contratto era leggermente diverso.

Il cartone animato che si svolge per metà “in fondo al mar” e per metà sulla terra ferma inizia bene o male come nella storia originaria di Hans Christian Andersen. La Sirenetta vede il principe, se ne innamora, lo salva da un naufragio e… fa un contratto con la Strega del mare. Gli accordi non vedono la voce della Sirenetta magicamente rimbalzare nella conchiglia del nemico. La lingua di Ariel viene letteralmente mozzata. Ma cosa potrebbe accadere se i piani di Ariel fallissero? La morte. Ebbene sì, la nostra tanto amata Sirenetta  muore. Il principe si innamora di un’altra donna e sebbene Ariel possa sopravvivere uccidendo il suo amato lei decide di togliersi la vita e si riunisce alla schiuma del mare. Alla faccia del lieto fine… però fin qui qualcosa di poetico c’è. L’amore di Ariel ha superato ogni cosa!

Le favole e i rapporti familiari difficili: Biancaneve e la… madre!

Ebbene, la favola così come la conosciamo noi è tratta sia dalle storie dei Fratelli Grimm sia da quelle di Basile. Da queste si vede una matrigna che in realtà è la mamma di Biancaneve, sangue del suo sangue, che chiede come prova della sua morte il fegato e  polmoni da mangiare a cena . Il cacciatore, come sappiamo, non riuscirà a uccidere la bella principessa così porterà alla regina gli organi di un cinghiale. Ma come finisce la storia? Con una regina punita dalla stessa Biancaneve, costretta a ballare su delle scarpe di ferro ardente fino alla morte. Insomma, la cattiveria comunque era di casa.

Cenerentola e lo splatter!

Come è noto ormai a molti, nella storia dei fratelli Grimm le sorellastre di Cenerentola taglieranno una le dita dei piedi e l’altra il tallone pur di tentare l’ardua impresa di calzare la scarpetta. Ma quello che in pochi sanno è che il padre della dolce fanciulla sposerà tre donne, non due, perché la seconda… viene uccisa da Cenerentola! Già, tanto innocente e graziosa non era la ragazza.

Le favole e l’amore: non è il caso de “La Bella addormentata nel bosco”

Torna un nome che ci sta traumatizzando tutti “Basile”. Nella storia “Sole, Luna e Talia” e in un romanzo anonimo del XIV secolo (Perceforest) viene raccontata una storia che inizia in un modo quasi identico alla storia che conosciamo. Una ragazza (Talia) cade in un sonno simile alla morte a causa di una scheggia. Viene lasciata nel bosco a dormire eternamente finchè un Re (prima differenza ma non avete ancora visto niente) la trova. La ragazza è bellissima così… decide di abusarne. Nove mesi dopo nascono due gemelli, uno dei quali ciuccia un po’ là e un po’ qua cercando il seno materno e tira fuori la scheggia dal dito. La regina scopre l’infedeltà del marito, ordina l’uccisione dei bambini e della ragazza che, svegliata dopo il suo lungo sonno ha l’improvvisa voglia di sposare il suo stupratore. La storia finisce con il Re che getta nel fuoco la Regina (che a sua volta voleva gettare nel fuoco Talia, che al mercato mio padre comprò), i due si sposano e vissero tutti felici e contenti…

Quanto vi ho traumatizzati in una scala da “Le sorellastre di cenerentola si tagliano le dita dei piedi” a “Aurora sposa il suo stupratore”?

Alessia Di Maria

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