51PmLyMFSzL-horzEccoci con un nuovo ospite nel nostro salotto virtuale del venerdì. Oggi è venuta a trovarci Antonella Maggio. 

D: Prima di tutto benvenuta sul nostro sito, parto subito con la prima domanda.
Qual è stata la primissima cosa che hai scritto? L’hai fatta leggere a qualcuno o è rimasta in un cassetto?

R: Ciao Cinzia, grazie per avermi ospitata nel tuo salone virtuale. Il mio primo lavoro, quello che amo definire “serio” è un romanzo fantasy/romance, scritto quando avevo solo diciannove anni e pubblicato in self publishing. È stato letto da mia madre, mia cognata e il mio fidanzato e da chissà quanti altri lettori ma all’epoca la mia scrittura era molto acerba e ho deciso di ritirarlo dalla vendita. Ammetto di non aver ancora trovato il coraggio di rivederlo perché temo di stravolgere la storia e io sono molto legata a essa.

D: Che genere tratti? Come nasce la passione per questo genere, è stato influenzato da qualcosa?

R: Ho iniziato scrivendo storie fantasy ma in esse c’era sempre la componente romantica. Due anni fa ho poi abbracciato il genere romance, lo adoro, amo leggerlo e anche scriverlo, sognare in prima persona mentre batto le dita sulla tastiera del mio computer e sperare di regalare sogni o emozioni ai miei lettori.

D: Quali sono secondo te i pro e i contro dell’essere una scrittrice, dell’avere questa passione?

R: Domandina difficile, dato che ultimamente sono in una fase di profonda valutazione. Scrivere è la mia passione, è stata la mia salvezza, lo spiraglio di luce quando ho attraversato un periodo nerissimo della mia vita e quando ho scoperto che le mie storie piacevano, che riuscivo a regalare sorrisi ed emozioni ai miei lettori, ho giurato a me stessa che non avrei più smesso. Questo è uno dei tanti vantaggi dell’essere “scrittore” e uso di proposito le virgolette perché non amo molto definirmi scrittrice. Mi piace scrivere, inventare storie per stravolgere la realtà, ambire al lieto fine che spesso nella vita non ci è concesso e solo chi ha una fervida fantasia può riuscirci ma, spesso, il mondo dell’editoria è un grande oceano e io un piccolo pesciolino che nuota quasi sempre controcorrente. Di qui nascono i numerosi contro o svantaggi dell’aver scelto questa strada. Devi nuotare sempre, non ti devi fermare anche se sei stanco, anche quando qualcuno cerca di mettere i bastoni tra le ruote; bisogna essere forti, coraggiosi ma alla fine è così per tutte le cose della vita.

D: Quando scrivi ti identifichi nei protagonisti o li vedi come spettatrice al di fuori dalla scena?

R: Cerco sempre di mantenere le distanze dai miei protagonisti, di essere una persona esterna ma loro sono parte di me, sono i miei figliocci quindi è inevitabile rivedermi in loro o conferire ai personaggi una parte di me.

D: Preferisci scrivere in terza persona o in prima persona? Passato o presente?

R: Nella scrittura mi piace sperimentare, inventarmi e reinventarmi. Ho scritto in terza persona al passato, poi sono passata alla prima sempre utilizzando il tempo passato e adesso sto sperimentando la prima persona al presente.

D: Che opinione hai del self-publishing e di chi si autopubblica?

R: Sono partita anche io dal self-publishing e continuo a esserlo anche se collaboro e pubblico con due case editrici. Se fatto bene, nel rispetto dei lettori, è un ottimo trampolino di lancio, una gran bella soddisfazione personale.

D: Parlaci della tua opera più significativa.

R: Potrà sembrare una risposta banale, ma tutte le mie storie sono significative perché ciascuna di loro custodisce una parte di me. Al momento però, quella che porto nel cuore è “Questo nostro dolce Natale” edito Butterfly Edizioni. Scrivere questo romanzo è stato terapeutico, un modo particolare per fare pace con i fantasmi del mio passato, per ammettere e curare il dolore di una perdita importante che ha segnato la mia vita e poi nella dedica ci sono anche i miei nonni e mia cugina venuti a mancare.

D: L’ultimo libro che hai pubblicato? Com’è nata la storia?

R: L’ultimo libro che ho pubblicato è “Sfida d’amore a San Valentino” edito Butterfly Edizioni. La storia tra Ethan e Nicole è nata per gioco, parlandone con la mia editrice, Argeta Brozi. Io sono una delle tante persone che non sopporta la festa di San Valentino, la ritengo stupida e commerciale, ma nella società attuale finiamo sempre per giustificare che una festività come quella del giorno degli innamorati, non dovrebbe cadere un solo giorno all’anno, bisognerebbe amarsi sempre, dimostrare affetto e i sentimenti ogni giorno e bla bla bla ma lo stress che ci impone questa nostra vita troppo frenetica, fa in modo che ogni giorno diventa sempre più difficile dedicare attenzioni e gentilezze e quindi festeggiare San Valentino è inevitabile, giusto. La mia Nicole è un po’ come me, crede nell’amore ma a furia di rimediare solo delusioni comincia a mettere tutto in discussione. Ethan ha un sorriso bellissimo, un passato che l’ha segnato fortemente ed è un ragazzo romantico come pochi… e poi c’è l’amore. A volte è necessario fare cose assurde affinché sbocci, come ad esempio una sfida per dimostrare chi è più romantico tra gli uomini o le donne.

D: Hai già in programma nuove storie da scrivere? Prossime pubblicazioni?

R: Ho l’agenda ma soprattutto la testa piena di storie da scrivere, spero solo di avere il tempo e il modo per farlo anche se al momento dedico tutta me stessa alla scrittura. Al momento ho solo altre due pubblicazioni certe, una con Les Flaneurs e l’altra come self e si tratta del seguito del mio romanzo “Un’estate a Rimini per innamorarsi”, una storia nata come esperimento per approdare nel genere romance e della quale i lettori mi hanno richiesto espressamente la continua anche se si trattava di un libro autoconclusivo.

D: C’è qualcosa che vuoi dire a chi leggerà questa intervista?

R: Ringrazio chi è giunto a leggere sino a qui. Mi rendo conto che spesso scrivo e scrivo, così come parlo e parlo, e magari corro il rischio di annoiare 😀 Ne approfitto inoltre per ringraziare anche tutti i miei lettori e chi mi segue. Siete speciali e illuminate la mia vita.

D: Ultima domanda: cosa auguri a te stessa per il futuro?

R: Mi auguro il futuro, tanto mi basta. Spesso mi è difficile anche immaginare il domani e questo spezza le ali e i sogni, non ti fa credere nei progetti, in te stessa. Spero almeno che chi raccoglierà la mia agendina con tutte le trame abbozzate, si dia poi da fare per svilupparle. Ci conto, eh!

Grazie per aver dedicato il tuo tempo a questa intervista. 

Grazie a voi perché con la vostra gentilezza e disponibilità date modo agli autori esordienti come me di farsi conoscere.

 

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