Oggi nel nostro salotto virtuale è passata a trovarci Diletta Brizzi, e noi abbiamo approfittato per rivolgerle qualche domanda 🙂

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D: Prima di tutto benvenuta sul nostro sito, parto subito con la prima domanda. 
Come ti sei avvicinata alla scrittura? Emulazione? Curiosità? Esigenza?

R: Grazie a voi per avermi accolto. Ho iniziato a scrivere per esigenza personale. La mia mente era così piena di idee che metterle su carta avrebbe dato un senso a tutto e così è stato. La mia voglia di evadere dalla realtà, dalla vita di tutti i giorni mi ha portato a scrivere storie soprattutto fantasy.

D: Secondo te si nasce “scrittori?”, si diventa o possono verificarsi entrambe le circostanze?

R: Secondo me possono verificarsi entrambe le cose o meglio l’una è concatenata all’altra. Si può nascere col “gene scribacchino” ma sono la forza di volontà, l’impegno a migliorarsi sempre e anche lo studio portano lo scrittore a un livello successivo. Non si finisce mai di imparare.

D: Quali sono secondo te i pro e i contro dell’essere una scrittrice, dell’avere questa passione?

R: Fino a ora non ho mai trovato nessun contro nell’essere una scrittrice. Magari quando dico alle persone che scrivo libri mi guardano con la faccia stranita ma a quello ho fatto il callo. Sicuramente i pro sono l’essere a contatto con un pubblico molto vasto, senza contare che il mondo della scrittura mi ha fatto conoscere lettori e scrittori meravigliosi.

D: Si dice che uno scrittore prima d’ogni altra cosa debba essere un lettore accanito. C’è chi sostiene persino che non si dovrebbero scrivere libri prima d’aver letto centinaia, migliaia di libri, almeno i classici della letteratura italiana. Che ne pensi al riguardo? E quali sono le letture che più ti appassionano?

R: Sono d’accordo con la prima frase. Io stessa prima di iniziare a scrivere romanzi e racconti ero e sono tutt’ora una lettrice compulsiva. Fa parte del processo per migliorarsi di cui parlavo prima purché ovviamente non si ricada nell’emulazione di questo o quello scrittore. Le letture che più mi appassionano fanno parte del genere fantasy – per citarne uno famoso Harry Potter – e del romance sia storico sia contemporaneo. Ma sono anche una lettrice dei classici basti pensare che il primo libro che ho letto e che mi ha portato ad appassionarmi alla lettura è stato Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen e che la mia tesina che ho portato alla maturità è stata fatta su Jane Eyre.

D: Preferisci scrivere in terza persona o in prima persona?  Passato o presente?

R: Dipende molto dalla trama che ho costruito. Take me into your Hell, pubblicato in self prima e ora tolto dal commercio in attesa della nuova veste edita da Les Flaneurs Edizioni, lo avevo scritto insieme a Yvan Argeadi in terza persona passato per poter parlare in maniera più completa dal punto di vista di tutti i personaggi.

La She is my Sin Saga invece l’ho scritta interamente in prima persona passato per poter far sì che il lettore si immedesimi meglio nel protagonista di ogni racconto.

D: Secondo te, al di là della scrittura, perché è importante leggere libri?

R: La lettura è importante perché stimola l’immaginazione senza contare il fatto che la considero il mio tranquillante. Dopo una lunga giornata di lavoro, stando a contatto col pubblico, l’unico modo che ho per staccare la spina è leggere.

D: Che rapporto hai con i personaggi che racconti? Quanto ti somigliano?

R: Bella domanda. Quella che mi somiglia di più è Persefone, protagonista femminile di Take me into your Hell anche se devo dire che in ogni protagonista femminile c’è un po’ di me: Aurora (L’Eredità del Serpente)vive in un mondo tutto suo, Dike (Peccato d’Amore) è una sognatrice e una lettrice compulsiva, Mary (Anima Scarlatta) è una donna che nel suo passato ha sofferto molto, Dracula (Il Fascino del Male) pur essendo costretto a vivere nell’oscurità non smette di cercare la luce.

D: L’ultimo libro che hai pubblicato? Com’è nata la storia?

R: L’ultimo racconto che ho pubblicato è stato Anima Scarlatta, terzo racconto della saga She is my Sin. La storia è nata in modo da poter collegare i primi due racconti: Aurora nel primo e Dike nel secondo hanno un’affinità che solo poche persone possono avere. Da qui la mia idea di scrivere il racconto su Mary, donna che non ricorda niente del proprio passato se non qualche ricordo frammentario, e su Abaddon, demone della Perdizione. A differenza degli altri due racconti (basati più sul sentimento) questo ha delle tinte più cupe ed è soprattutto più psicologico.

D: Hai già in programma nuove storie da scrivere? Prossime pubblicazioni?

R: Sì, di storie ce ne sono parecchie a cominciare dal quarto racconto della She is my Sin Saga, poi un dark romance e infine la pubblicazione con Les Flaneurs Edizioni della nuova versione di Take me into your Hell. Insomma, ho parecchio lavoro da fare.

D: C’è un libro che avresti voluto scrivere tu?

R: Sinceramente no. Non perché penso che ciò che scrivo sia la miglior cosa mai uscita, quanto perché se ho scritto determinate storie invece di copiare linee guide di storie già esistenti,è perché sento il bisogno di scrivere storie originali, senza togliere a nessun altro il lavoro fatto.

D: Ultima domanda: Vuoi dire qualcosa a chi ci sta leggendo? Dove contattarti? Appuntamenti?

R: Mi potete trovare sulla mia pagina ufficiale su Facebook (Diletta Brizzi Autrice) oppure all’indirizzo email dilettabrizzi@gmail.com

Grazie per aver dedicato il tuo tempo a questa intervista. Tratto  Rosa.

Intervista a cura di Alessia Di Maria e Cinzia La  Commare.

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