12899705_234047356950337_531402427_nBuon pomeriggio, eccoci alla seconda intervista di questo venerdì 1 aprile. Per la prima volta rivolgeremo qualche domanda a Mya McKenzie cercando di entrare un po’ nel suo mondo e capire qualcosa di lei e della sua passione per la scrittura.

D: Prima di tutto benvenuta sul nostro sito, parto subito con la prima domanda. 
Come ti sei avvicinata alla scrittura? Emulazione? Curiosità? Esigenza?

R: Credo di essere nata con il desiderio di scrivere. Fin da quando ho memoria, ho avvertito l’impulso di raccontare storie, di fissare nero su bianco le descrizioni di mondi fantastici che immaginavo. Credo quindi sia stata più un’esigenza che altro, un modo per liberare la fantasia, sbrigliare le emozioni, trovare appagamento nell’immaginare e nel costruire una vita parallela alla mia.

D: Secondo te si nasce “scrittori?”, si diventa o possono verificarsi entrambe le circostanze?

R: Penso che nascere con una predisposizione alla fantasia e all’inventiva sia indispensabile, ma credo fermamente che essere creativi non basti per definirsi scrittori. Per potersi fregiare di questo titolo occorre studiare, leggere molto, applicarsi con costanza e scrivere praticamente ogni giorno.

Per me la scrittura è un processo in continua evoluzione, un percorso che ci porta a migliorare costantemente, affinando lo stile, arricchendo il vocabolario, trovando il giusto equilibrio tra discorsi diretti, descrizioni e narrazione.

Essere scrittori significa accettare l’idea di non sentirsi mai “arrivati”.

 

D: Quali sono secondo te i pro e i contro dell’essere una scrittrice, dell’avere questa passione?

R: Beh, i vantaggi sono tantissimi. Quando scrivo mi immergo completamente nel mondo che ho immaginato, perciò è come se fossi accanto ai miei personaggi, così vicina da provare le loro emozioni sulla mia pelle. Ogni volta, è come se vivessi una vita parallela, fatta di incontri, eventi e sentimenti che altrimenti non potrei provare.

Il bello dello scrivere è che ho una completa autonomia sui personaggi e su tutto il loro microcosmo, perciò posso fare ciò che voglio, lasciandomi ispirare dalle emozioni del momento.

L’altra faccia della medaglia è che, a volte, perdo un tantino il contatto con la realtà e spesso, quando l’ispirazione prende il sopravvento, trascuro un po’ chi mi sta accanto. Poi però, so come farmi perdonare…

 

D: Si dice che uno scrittore prima d’ogni altra cosa debba essere un lettore accanito. C’è chi sostiene persino che non si dovrebbero scrivere libri prima d’aver letto centinaia, migliaia di libri, almeno i classici della letteratura italiana. Che ne pensi al riguardo? E quali sono le letture che più di appassionano?

R: Sono perfettamente d’accordo. Ho letto tantissimi libri, soprattutto durante l’adolescenza, quando il tempo a disposizione per me stessa era praticamente infinito. Ora, che purtroppo è diventato un lusso, leggo molto meno di quello che vorrei, ma appena posso prendo un romanzo dei miei autori preferiti e m’immergo nel loro mondo.
Leggere per me è uno svago, per cui preferisco letture leggere, che mi coinvolgano fin dalle prime pagine, con una netta predilezione per il genere noir, giallo e, ovviamente, rosa.

D: Preferisci scrivere in terza persona o in prima persona? Passato o presente?

R: Mi viene più spontaneo scrivere in terza, al passato. Ma dopo tanti romanzi con la costante presenza del narratore esterno, nei mesi scorsi mi sono prefissa di scriverne uno in prima persona e devo dire che sono rimasta molto soddisfatta del prodotto ottenuto, sia per quanto riguarda l’intensità delle emozioni che ho provato nello scrivere sia per il risultato finale. Così tanto che quello che sto scrivendo in questo momento è proprio in prima persona, al presente.

 

D: Secondo te, al di là della scrittura, perché è importante leggere libri?

R: Leggere ci arricchisce. Non soltanto per quanto riguarda le emozioni o le strutture grammaticali, ma anche perché ci permette di conoscere realtà nuove, raggiungere culture lontane, rivivere momenti passati.

Un buon romanzo ci può regalare spunti di riflessioni, opportunità di confronto con gli altri o, semplicemente, qualche ora di svago e relax, che di questi tempi non è un obiettivo da sottovalutare.

 

D: Che rapporto hai con i personaggi che racconti? Quanto ti somigliano?

R: Mi affeziono ad ogni singolo personaggio che creo, persino quelli cattivi. Ogni volta che finisco un romanzo il ricordo dei protagonisti mi segue ovunque vada e per le settimane successive non riesco a pensare ad altro che a loro e a ciò che abbiamo condiviso in tanti mesi di lavoro. Lasciarli andare è molto difficile e, a volte, impossibile, tanto da costringermi ad elaborare per loro una seconda avventura.

Nonostante questo, i miei personaggi non mi somigliano per niente. Di tanto in tanto lascio in loro qualche mio pensiero, ma preferisco sempre fornirli di un’identità propria, che a volte è diametralmente opposta alla mia.

Non sarebbe altrettanto divertente se li facessi uguali a me!

 

D: L’ultimo libro che hai pubblicato? Com’è nata la storia?

R: Quasi tutti i miei romanzi prendono vita nei sogni. Al risveglio, se l’idea mi stuzzica, la elaboro, la sviluppo e la fisso nella mente prima che il ricordo svanisca.
Escape, fresco fresco di pubblicazione, è nato allo stesso modo.

La storia ruota intorno ad un viaggio che i protagonisti compiono nello Yosemite National Park, con addosso nient’altro che uno sacco a pelo e in testa tutte le domande che si pongono sulla propria vita.

L’intenzione di fondo era di creare un romanzo in cui i protagonisti riuscissero a testare i propri limiti, non solo quelli fisici necessari per sopravvivere tre settimane in mezzo al nulla, ma soprattutto quelli che hanno autoimposto alle proprie vite. Come dice il titolo stesso, Escape è una specie di fuga dalla propria quotidianità, un’opportunità per capire se accettare o stravolgere la propria vita.

 

 

D: Hai già in programma nuove storie da scrivere? Prossime pubblicazioni?

R: Sì, la mia fantasia è sempre molto attiva. Non posso controllare l’ispirazione e non so mai quando verrò folgorata da un’idea entusiasmante, ma non mi succede spesso di stare davanti al pc senza sapere cosa scrivere.

Per chi come me non fa lo scrittore di professione, iI tempo è sempre troppo poco, perciò mi ritrovo spesso con più storie di quelle che posso gestire. Al momento ho un romanzo in revisione, uno in stesura e altri tre di cui non ho che qualche appunto per la trama.
Punto a pubblicare un romanzo prima dell’estate, ma il lavoro di programmazione e promozione che sta dietro alla riuscita di un buon romanzo è davvero enorme e toglie tempo prezioso alla stesura delle nuove opere, per cui non so ancora se riuscirò a farcela.
Però incrocio le dita…

 

D: C’è un libro che avresti voluto scrivere tu?

R: Nonostante scriva rosa da moltissimo tempo, mi sono approcciata alla lettura di questo genere soltanto negli ultimi anni. Gli autori che ho letto non sono molti ma, tra tutti, non posso che citare Nicholas Sparks. Ho letto quasi tutte le sue opere e quella che mi ha colpito di più è stata “La scelta”.

E’ un romanzo che mi ha stravolto l’anima, chiuso lo stomaco, che ha esaurito tutte le lacrime che avevo a disposizione, che mi ha fatto sorridere e che, soprattutto, mi ha fatto riflettere. I personaggi erano ben studiati, le loro vicende ben orchestrate e il tema tanto delicato che per giorni non sono stata in grado di leggere altro.

Questo è l’obiettivo che ho in mente quando scrivo: riuscire ad arrivare così in profondità nel cuore dei lettori da costringerli a prendersi una pausa per assimilare e godersi appieno le emozioni che ho suscitato in loro.

 

D: Ultima domanda: Vuoi dire qualcosa a chi ci sta leggendo? Dove contattarti? Appuntamenti?

R: La vera forza di uno scrittore sta nei propri lettori.

Un pubblico curioso e attivo, che sappia esaltare un buon lavoro, ma anche criticare un romanzo con qualche pecca, credo possa fare la differenza.

Le recensioni sono utilissime, soprattutto per chi si approccia a questo mondo. Quelle positive permettono di avere visibilità e di farsi conoscere; quelle negative per capire cosa non va nella propria opera, quali sono i gusti dei lettori, quali aspettative sono state disattese.

So che molti non se la sentono di lasciare recensioni sugli store online o sui social, ma chiederei loro di fare un piccolo sforzo e scrivermi, anche in privato se preferiscono, così che possa avere un riscontro e, magari, un’opportunità di confronto.

Chiunque voglia lasciare la propria opinione o anche soltanto pormi domande o fare due chiacchiere, può scrivere un’email a myamckenzie@myamckenzie.com o lasciare un messaggio sui vari social.


https://www.facebook.com/McKenzieMya/

https://twitter.com/MyaMc_Kenzie

http://blog.myamckenzie.com/

 

Grazie per aver dedicato il tuo tempo a questa intervista. Tratto Rosa.

Grazie a voi, per questa grande opportunità.

Intervista a cura di: Cinzia La Commare e Alessia Di Maria

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