61dXvPBEPsL-tileEccoci alla seconda intervista del venerdì. Abbiamo il piacere di ospitare nel nostro salotto virtuale la scrittrice Fabiana Andreozzi.

Le abbiamo rivolto qualche domanda per conoscerla meglio…

D: Prima di tutto benvenuta sul nostro sito, parto subito con la prima domanda. 
Qual è stata la primissima cosa che hai scritto? L’hai fatta leggere a qualcuno o è rimasta in un cassetto?

R: Grazie per avermi ospitato sul vostro sito. Allora vediamo un po’, ho sempre scritto da quando ho imparato a tenere la penna in mano ma quando ho iniziato seriamente, per seriamente intendo portare a compimento il progetto, è stato al primo anno di liceo, sono partita da una serie di racconti per approdare poi al mio romanzo più lungo e di stesure infinite, scherzando lo chiamavo i promessi sposi. Era la storia di due adolescenti al terzo anno di liceo scientifico. L’unica mia lettrice in quel momento era la mia migliore amica, con cui condividevo la medesima passione, per cui ci leggevamo reciprocamente. Questa opera non è poi rimasta inedita, ma è stata parzialmente ripresa, modificata e scritta ex novo con un altro protagonista maschile e nuovi personaggi insieme alla mia amica di scrittura Vanessa… è stata la nostra prima pubblicazione nel 2010.

D: C’è un romanzo al quale ti senti più legata? Perché?

R: I romanzi che scrivo da sola o a quattro mani, sono tutti come figli per me, quindi sono legatissima, in un modo o nell’altro, a tutti. Eppure in particolar modo è proprio questo primo romanzo a essermi rimasto nel cuore, D&S Non voglio perderti, per svariati motivi… mi ricorda in parte la mia adolescenza perché senza volerlo molte cose del libro mi sono successe e quando avevo iniziato a scriverlo il primo anno di liceo non avrei mai immaginato che potessero capitarmi. E poi perché parla di giovani, parla come i giovani di oggi. Non è una semplice storia d’amore, ma un romanzo corale che racconta uno spaccato di vita proprio dell’adolescenza senza tanti disincanti e illusioni. È uno dei libri che ho scritto che ho riletto più volte negli anni, ed è tutt’ora in revisione per approdare nella sua nuova versione su amazon, ormai libero da impegni contrattuali.

D: Quali sono secondo te i pro e i contro dell’essere una scrittrice, dell’avere questa passione?

R: Parto dal presupposto che non mi definisco una scrittrice, amo solo scribacchiare storie che mi fanno sognare a occhi aperti. Quindi scrivere per me ha solo aspetti positivi, è terapeutico, ti permette di metterti a nudo, di focalizzare pensieri, emozioni, sensazioni, ti permette di vivere altre mille vite, viaggiare senza costi nel tempo e nello spazio. È compagnia, forza, vita, è aria, cibo.

Se devo individuare proprio dei contro, allora penso alla gente che non ha umiltà quando scrive e non è in grado di riconoscere i propri limiti, a chi svilisce e attacca infangando i lavori altrui. Tutti pessimi comportamenti che rovinano questo mondo dorato.

D: Quando scrivi ti identifichi nei protagonisti o li vedi come spettatrice al di fuori dalla scena?

R: Molto spesso mi identifico perché molte protagoniste non sono altro che proiezioni di me, per aspetto fisico, carattere, per professione, studi… insomma ho mille miei cloni in giro e ognuna ha una sua propria vita. Altre volte sono totalmente diverse da me, ma cerco sempre di identificarmi per riuscire a comprendere la psicologia del personaggio ed essere più credibile possibile nelle espressioni, nei comportamenti, nelle sensazioni che vive sulla pelle.

D: Preferisci scrivere in terza persona o in prima persona?  Passato o presente?

R: Sono partita secoli orsono a scrivere in terza persona al passato e ora devo essere sincera inorridisco solo a guardarla ;D No, va beh, scherzo. È vero amo scrivere e leggere in prima persona presente ma la realtà è che non ci deve essere una preferenza ma è solo la storia da raccontare a suggerirci come è meglio narrarla. Un chick lit in terza persona passato perde tutta l’ironia e l’immediatezza, così come un horror o un thriller dà più immedesimazione e adrenalina al presente. Uno storico o un fantasy pieno di personaggi è migliore in terza. Se si vogliono occultare le informazioni al lettore è meglio una prima persona, se si vuole mostrare cosa succede quando il protagonista non è sul luogo allora serve una terza… per cui al di là del piacere personale è la storia che rende decisiva la scelta.

D: Che opinione hai del self-publishing e di chi si autopubblica?

R: Amo il self publishing, lo consiglio a tutti quelli che vogliono provare a pubblicarsi. Se fosse andato di moda anche quando abbiamo pubblicato noi le prime opere non mi sarei buttata su nessuna piccola CE… le soddisfazioni e la visibilità raggiunta con amazon non ha paragoni con il passato. Cosa penso di chi si autopubblica? Penso molto bene purché chi si autopubblica non metta in circolo scritti senza né capo né coda.

D: Hai mai affrontato il famoso blocco dello scrittore? Come lo hai superato?

R: Il blocco dello scrittore è il mio compagno di una vita ma non perché non so cosa scrivere, di idee né ho troppe, è che non mi soddisfa mai come rende, lo stile, oppure non so scegliere l’idea migliore… questo mi capita quando scrivo da sola, per questo di solo mio in rete ci sono solo dei racconti… ho un livello troppo alto di autocensura che mi blocca, facendomi riniziare puntualmente tutto da capo o ricorreggere per la n millesima volta. Lo supero scrivendo a quattro mani, quando scrivo in compagnia c’è sempre l’altro a farmi da filtro quando il mio cervello cade nell’impasse e quindi non rischio mai di restare bloccata.

D: L’ultimo libro che hai pubblicato? Com’è nata la storia?

R: Gli ultimi due sono usciti vicini vicini perché sono romanzi a quattro mani prodotti con due amiche diverse. AAA Cercasi marito a Las Vegas fa parte della quadrilogia love match, scritta insieme a Sara Pratesi. Sono dei romanzi ideati anni fa e ancora inediti.

Kiss me… baby invece è uscito nelle feste di Natale e l’ho scritto con Vanessa Vescera. L’idea è nata al volo, volevamo scrivere un romanzo breve che parlasse d’amore e del Natale. La storia di Luna e Andrea ha molto ancora da raccontare, per cui sollecitate dalle alcune nostre lettrici abbiamo deciso di progettare il seguito.

D: Hai già in programma nuove storie da scrivere? Prossime pubblicazioni?

R: Di storie in programma ce ne sono a milioni, quelle semplicemente da correggere sono tantissime perché io da sola, o io e Vanessa, o io e Sara, abbiamo scritto una marea di roba visto che sono passati un botto di anni ;D (per rendere l’idea con Vanessa sono circa 10 anni e con Sara circa 15… io da sola scrivo cose di senso compiuto come minimo da 20 anni ;D)

Comunque prossimamente (verso febbraio) con Vanessa dovrebbe riuscire la nuova edizione di Amore nel sangue, che pubblicammo nel 2011 con 0111 editore. Come detto prima, stiamo iniziando a scrivere il seguito di Kiss me… baby.

Con Sara stiamo correggendo il 4* volume che concluderà la serie Love Match, che dovrebbe uscire a fine aprile. Serie che ci ha talmente preso ed entusiasmato che abbiamo deciso di regalare 4 spin off della serie più un altro libro ;D

Da sola sto ultimando due romanzi, di cui ho già le cover ma non so se vedranno mai la luce di amazon visto che continuo a correggere ;D Uno è un rosa contemporaneo un po’ serio e tormentato, L’equazione imperfetta di noi.

L’altro è un New adult ambientato nella mia amata città, Nemici del cuore.

 

D: C’è qualcosa che vuoi dire a chi leggerà questa intervista?

R: Mmm questa è la domanda più difficile ;D Posso solo invitare i lettori a dare una possibilità alle scrittrici italiane, tra i self si nascondono molti bellissimi libri che non sfigurano di fronte a quelli pubblicati dalle CE. Non sto parlando ovviamente dei miei, raramente li consiglio, un po’ per vergogna un po’ per timidezza. Ma ci sono tanti ottimi lavori e basta leggere le anteprime di amazon, senza tuffarsi in acquisti inconsulti o leggere mille recensioni fuorvianti, per scoprirli

D: Ultima domanda: cosa auguri a te stessa per il futuro?

R: l’augurio che mi faccio è più di uno in termini di scrittura… partiamo dal primo che è quello di vedere completati, corretti e pubblicati tutti i lavori ancora sospesi. Poi continuare a regalare emozioni alle poche affezionate lettrici che abbiamo, sono poche ma come dicono sempre valgono per milioni… io praticamente ho lo stimolo a pubblicare solo grazie al loro genuino entusiasmo… E per concludere, vorrei che i nostri lavori approdassero all’estero dove si legge molto di più!

Grazie per aver dedicato il tuo tempo a questa intervista. Tratto  Rosa.

Grazie a tratto rosa per questa bellissima intervista e per aver ascoltato i miei deliri ;D

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