51z2HIoZ21L-tileBenvenuti all’appuntamento settimanale con le interviste del venerdì, questa mattina abbiamo il piacere di ospitare la scrittrice Jessica Maccario. Prima di passare alle domande, un caloroso benvenuto!

Bene, adesso conosciamo meglio Jessica e la sua attività di scrittrice!

D: Prima di tutto grazie per aver concesso questa intervista per il nostro sito, parto subito con la prima domanda. 
Qual è stata la primissima cosa che hai scritto? L’hai fatta leggere a qualcuno o è rimasta in un cassetto?

R: Grazie a te per l’invito! 🙂 il mio primo manoscritto era una storia d’amore ambientata in Irlanda che feci leggere alla mia professoressa d’italiano e a un paio di altre persone. Non ho mai voluto pubblicarla, ma circa due mesi fa ho acquistato la cover e mi piacerebbe risistemarla con lo stile di adesso per vedere cosa ne uscirebbe fuori.

D: C’è un romanzo al quale ti senti più legata? Perché?

R: Alla mia duologia romantica composta dai romanzi “In volo con te” e “Questo viaggio è per sempre”, perché mi sento molto vicina alla storia in parallelo dei due protagonisti, alle insicurezze e alle paure di Giulia e alla delusione di Tommaso di essere deriso a causa della sua omosessualità. Mi sono impegnata a lungo su questi romanzi per arrivare a concedere loro un lieto fine nonostante le difficoltà che ciascuno dei due deve affrontare.

D: Quali sono secondo te i pro e i contro dell’essere una scrittrice, dell’avere questa passione?

R: Avere una passione e potergli dedicare del tempo è gratificante, come lo è quando qualcuno legge le tue storie. Inoltre, a me piace isolarmi dal resto del mondo per addentrarmi in un altro creato da me, adoro viaggiare con i miei personaggi in posti che magari non avrei mai occasione di conoscere meglio, far arrivare certi messaggi di argomenti che mi stanno a cuore. Tra i “contro” ci sono tre aspetti: bisogna far attenzione ad affrontare certe tematiche delicate, consci del fatto che ci sono ancora molte discriminazioni in giro e che incappare nelle critiche è molto facile; è difficile far diventare questa passione un lavoro vero e proprio e trovare qualcuno che crede davvero in te; chi scrive si ritrova spesso solo, alcuni sono persino costretti a usare pseudonimi per nascondersi, perché molti vedono la scrittura come una perdita di tempo o non approvano certe scelte (soprattutto per chi scrive erotico). Nonostante il mondo dello scrittore sia a volte competitivo, ho trovato persone che mi sostengono sia nel mondo social che in quello reale, anche se le difficoltà sono molte, sia a livello di costi sia di pregiudizio verso gli autori che scelgono di essere self.

D: Quando scrivi ti identifichi nei protagonisti o li vedi come spettatrice al di fuori dalla scena?

R: In alcuni protagonisti mi identifico di più rispetto ad altri, a seconda delle loro storie. Come dicevo, Giulia e Tommaso sono quelli in cui ho riposto alcune mie insicurezze, alcuni pregiudizi che vedo ogni giorno attorno a me. Ma anche Peter, il protagonista della serie fantasy Gli Elementali, ha molti aspetti in comune con me, potrei dire che è maturato con me. Mi è difficile estraniarmi del tutto dai miei romanzi.

D: Preferisci scrivere in terza persona o in prima persona? Passato o presente?

R: Ho provato entrambe le modalità, per il fantasy uso la terza persona al passato e alterno diversi pov, per il romantic suspense “Io ti libererò” ho scelto la terza persona suddividendo i capitoli tra il pov di Sean e quello di Sally, mentre la duologia è in prima persona al presente, dal punto di vista di Giulia. Mi emoziono di più scrivendo in prima persona e mi sembra più semplice coinvolgere le persone con questa modalità, seppur bisogna impegnarsi maggiormente per far emergere il carattere degli altri personaggi attraverso i dialoghi. Credo che un autore dovrebbe essere in grado di gestire più modalità.

D: Che opinione hai del self-publishing e di chi si autopubblica?

R: Penso che essere self debba sempre essere una scelta ben ponderata, non un tentativo per arrivare ad altro o la famosa ultima spiaggia. Io ci sono approdata dopo aver pubblicato con un editore, ho sempre voluto tenere aperte entrambe le strade perché sono convinta che l’una non sia per forza meglio dell’altra, tanto l’editore quanto il self-publishing hanno aspetti positivi e negativi. Mi piace poter gestire in autonomia il prezzo, è gratificante vedere le vendite in prima persona (soprattutto con il kindle unlimited dove si vede il numero delle pagine lette al giorno) ed è più economico stampare le copie per rivenderle. Sono tuttavia felice di aver fatto questa scelta, di non essermi buttata subito sul self e consiglio a tutti di provare entrambe le vie, ricordandosi che essere self comporta comunque un impegno e una serietà.

D: Hai mai affrontato il famoso blocco dello scrittore? Come lo hai superato?

R: Cerco di non fermarmi mai del tutto, di scrivere due righe anche quando non sono dell’umore giusto, ma ci sono delle volte in cui sento la stanchezza o ho altre preoccupazioni ed è difficile concentrarsi. Oppure il famoso blocco mi viene durante la correzione, quando vorrei rendere meglio una scena e penso di non riuscirci. Di solito provo a farla leggere a qualcun altro, vado avanti e ci ritorno in seguito, lasciarla riposare per qualche giorno aiuta a vederla da un’altra prospettiva.

D: L’ultimo libro che hai pubblicato? Com’è nata la storia?

R: Le mie ultime due pubblicazioni sono un racconto lungo e un romanzo. Il racconto lungo s’intitola “Un amore coi fiocchi”, è il mio regalo di Natale per tutti i lettori che mi seguono ed è un amore che sboccia nei giorni precedenti il Natale tra una donna e un maestro delle elementari dove studia sua figlia e dove le due si recano per prendere parte alle prove della recita. Il romanzo è il romantic suspense “Io ti libererò”, nato come racconto e in seguito divenuto romanzo poiché sentivo l’esigenza di approfondire il tema della droga e di fare una sorta di analisi psicologica di Sally, il cui passato torna a minacciarla nel locale in cui si esibisce con una maschera disegnata sul volto. La storia d’amore è nata in seguito, perché inizialmente mi sono concentrata sul rapporto padre-figlia, sul coraggio di un padre che non si è mai arreso e per anni ha cercato la sua bambina, con il solo intento di salvarla.

D: Hai già in programma nuove storie da scrivere? Prossime pubblicazioni?

R: Sto revisionando “L’amore non si arrende”, il terzo fantasy della trilogia “Gli Elementali”, che mi prenderà almeno sei mesi. Ho diversi romance da parte e molte cover che mi aspettano, ma prima devo superare questo scoglio. Mi piace anche scrivere racconti per antologie con altri autori perciò dovrò trovare anche il tempo per scriverne altri 😉

D: C’è qualcosa che vuoi dire a chi leggerà questa intervista?

R: Innanzitutto vi ringrazio e vi invito a venirmi a trovare sulla mia pagina dei libri (https://www.facebook.com/JessicaMaccariolibri) oppure sul sito http://jessicamaccario.wix.com/jessicamaccariobooks . Sono anch’io una grande lettrice per cui è probabile che mi vedrete sui gruppi di facebook a consigliare libri. A presto! 🙂

D: Ultima domanda: cosa auguri a te stessa per il futuro?

R: Vorrei trovare una stabilità con il lavoro e in generale nella vita. Per quanto riguarda la scrittura, mi piacerebbe recuperare un po’ di fiducia in me stessa, essere più aperta e meno timorosa in pubblico, essere meno critica con me stessa. Mi auguro di migliorarmi sempre di più, di non smettere mai di mettermi in discussione e, soprattutto, di avere sempre qualcosa da dire. La mia paura più grande è quella di perdere l’entusiasmo verso questa mia passione a causa delle difficoltà che ci sono. Per fortuna nei momento di sconforto tra autrici ci sosteniamo molto 🙂

Grazie per aver dedicato il tuo tempo a questa intervista. Tratto Rosa.

Grazie per questa opportunità!!

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