Firmato Butterfly Edizioni, “Prova a guardare col cuore” è il romanzo che segna l’esordio di Antonella Valletta, giovanissima autrice di Monopoli (Ba) che con questo romanzo ha vinto il concorso “Piccole storie, grandi emozioni” lanciato dalla casa editrice.

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SINOSSI

Amici fin da bambini, Thomas e Louise si separano all’improvviso per volere della famiglia di lei, senza che abbia modo di avvisarlo. Conservando gelosamente un anello dal valore affettivo inestimabile che le ha regalato Thomas, Louise vive nella convinzione che un giorno i due si rincontreranno. Ma, dopo anni, i ragazzini spensierati che erano, sono stati cancellati dalle brutture della vita: Thomas – che odiava la guerra –  si è arruolato nell’esercito britannico e, da ragazzo ingenuo che credeva nei sentimenti, è diventato cinico e diffidente, uno che non si fa scrupoli e che non vuole legami. Louise, da ribelle e indipendente, acconsente di sposarsi per non deludere suo padre, anche se non è ciò che desidera. Dietro la corazza di presunzione, però, Thomas nasconde una delusione cocente, il bisogno di essere accettato e soprattutto un segreto custodito per anni. Quando il destino incrocerà di nuovo le loro strade: nulla sarà come prima.

RECENSIONE

La storia di Louise e Thomas è una storia di altri tempi. Si svolge a cavallo del 1757 e il 1775 ed è perciò, il loro un rapporto uomo-donna molto diverso da quello a cui siamo abituati oggigiorno. A quei tempi, la casistica era o fidanzati o amici, non vi erano le tipologie degli amici di letto, amici di giorno amanti di notte, storie a scadenza o a rate. A quell’epoca o si faceva sul serio o altrimenti il letto con una donna non lo si condivideva. Thomas e Louise erano due ragazzini ingenui e profondamente legati nel 1757, due persone che venivano da due mondi contrapposti; lei donna educata secondo i canoni delle buone maniere, figlia graziosa di gente perbene; lui, ragazzo a modo, ma figlio di un oste che trascorreva la sua vita tra la taverna di famiglia e il granaio abbandonato, luogo segreto degli incontri con Louise. Li i due ragazzi si raccontavano le vicende giornaliere e imparavano a volersi bene. E fu proprio li, una sera in mezzo al fieno a contemplar le stelle, che Thomas regalò a Louise un anello d’argento “che aveva la forma di due mani che tenevano un cuore, su cui vi era una corona”. Un anello che portava in sé un simbolo tradizionale irlandese, il paese d’origine di Thomas. La ragazza lo indossò subito e lo custodì sempre gelosamente. Da quella sera a quanto pare non si videro più, perché Louise e la sua famiglia partirono alla volta di Philadelphia e lei non avvisò mai Thomas di questa partenza. Tornò a Sudbury dopo quindici anni insieme a suo padre e sua sorella Mary Jane, dopo che aveva perso sua madre e gli affari economici di suo padre si erano rivelati fallimentari. Ritornare al paese d’origine era dunque la scelta meno dispendiosa e più giusta da fare per loro. Per Louise era anche fonte di attacchi di nostalgia e felicità, per quel luogo dove aveva trascorso i momenti più belli della sua fanciullezza e dove aveva lasciato un pezzo di cuore. La vita scorre tranquilla, Louise e Mary Jane riprendono il ritmo della cittadella, e nel frattempo in un giorno qualunque Thomas e Louise si incontrano. E poi si scontrano, e poi restano impalati prima di confessarsi i loro sentimenti. Intanto la guerra civile continua, e Louise viene sollecitata da suo padre a contrarre matrimonio e a sistemarsi, come fa una donna di buona famiglia. Tra colpi di scena, problemi e beghe familiari i due protagonisti non hanno certo vita facile, anzi il tutto si complica per malintesi e riservatezza.

E’ un romance storico molto interessante, quello di Antonella Valletta, ben strutturato, con chiari e precisi riferimenti dell’epoca, linguaggio semplice e scorrevole, con dialoghi tipici dell’epoca. C’è il bon ton, i rudi cavalieri, le guerriglie e le preoccupazioni, attualissime, di veder sistemati i propri figli. E ovviamente la travagliata storia d’amore. Ricorda vagamente le storie narrate da Jane Austen in “Orgoglio e pregiudizio” e “Ragione e sentimento”, ma manca tutta la poesia e l’ironia della Austen. Diciamo che questo romanzo ha tutte le premesse per essere un buon romanzo, perché ha tutti gli elementi per esserlo. Ciò di cui pecca è lo sviluppo della storia, che è perfetta nei passaggi essenziali ma mancano quelli intermedi. E’ un po’ sintetico, e non ha quel pathos e quel batticuore che lasciano al lettore gli scrittori romantici. Come esordio è perfetto così. Una scrittura ancora acerba, quella della Valletta, che credo farà strada perché ha tutti gli ingredienti giusti per diventare una brava scrittrice, dosandoli meglio.

star 3

 

 

Marianna De Pilla

 

 

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