La vita perfetta ’ di Renèe Knight è un thriller del 2016 edito da Piemme. Caso editoriale inglese e pubblicato dalla stessa casa editrice de ‘ La ragazza del treno ’

 

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‘ La vita perfetta ’ è definibile come thriller psicologico a tratti piuttosto crudo. Il libro narra la storia di Catherine Ravencroft donna di mezz’età affermata nell’ambito dei media (è infatti una documentarista piuttosto informata) che, dopo il recente trasloco, si ritrova sul pianerottolo di casa, un pacco destinato a lei. Al suo interno trova un libro e, incuriosita, comincia a leggerlo. La storia appare incalzante, ma quando il tutto si vela di drammaticità, Catherine comprende che si tratta di un libro che parla di lei. Disperata, Catherine comincia a non dormire e a soffrire di quelli che appaiono come attacchi di panico mal gestiti, proprio come è avvenuto venti anni prima, di ritorno da una vacanza con il figlio dalla Spagna. Catherine nasconde un terribile segreto che, a causa del libro, rischia di venire a galla. La verità distorta e le crudeli parole del manoscritto arrivano al marito e al figlio venticinquenne e ciò porta Catherine in un vortice che la spinge a ricordare il passato e a volerne scappare fino ad un tragico finale, in cui i segreti sotterrati a lungo verranno semplicemente liberati scatenando le reazioni dei personaggi che ruotano intorno alla protagonista. Il libro è narrato da tre punti di vista e si alterna tra passato e presente, rendendo la narrazione piuttosto incalzante. Al fianco della protagonista vi sono capitoli di chi ha messo in moto tutto questo vortice di segreti custoditi così gelosamente dalla donna, lo scrittore o, come amo definirlo io, il burattinaio. In effetti, lo scrittore di questo manoscritto non ha fatto altro se non tirare le fila dei suoi burattini, Catherine prima di tutti. Ha fatto in modo di indebolirla, di renderla indifesa. E si può dire che ci sia riuscito. Catherine si è resa vulnerabile agli occhi di chiunque e questo l’ha portata sull’orlo della distruzione. I personaggi sono impostati in modo piuttosto comprensibile. Sono ben delineati caratterialmente e sebbene le descrizioni non siano molte, l’autrice fa in modo di farci conoscere anche il più piccolo particolare attraverso le azioni, i pensieri e le parole. L’uso delle parole, in questo libro, è più vivo e importante che mai. Credo che sia proprio il potere della parola in mano ai personaggi a determinare l’andamento del libro e mai come in questo romanzo è importante prestare anche alla più piccola parola scritta.

Vorrei spendere qualche parola in favore di Piemme, ora.

Partiamo dalla copertina del libro: è una signora copertina. Semplice e lineare, non è troppo impastata. I font usati per titolo, casa editrice, nome autrice e genere del libro sono semplici e non troppo pompati, rendono il titolo leggibile, ma soprattutto la copertina si presenta molto bene. La trama del libro è chiara e lineare, ma soprattutto accattivante. Anche in questo caso l’uso della parola è molto importante e credo proprio abbiano capito bene come attirare il lettore. Renèe Knight ha presentato il suo primo libro e devo ammettere che spero ne scriva altri, poiché ho trovato tutta la storia ben strutturata. Prima di parlare di questo, però, vorrei fare i miei complimenti a chi si è occupato della traduzione. Molto spesso mi capita di leggere traduzioni di libri davvero pessime. Io credo che chiunque possa sbagliare, ma il lavoro di editing è lungo e non è sicuramente fatto da una sola persona, perciò mi permetto di fare i complimenti perché questo romanzo è stato tradotto in modo impeccabile. Non ho trovato un solo errore, né di battitura né grammaticale. A quanto pare tutto ciò è diventato una vera rarità, perciò sono davvero contenta di dire che c’è chi sa fare bene il proprio lavoro. Ora, è anche chiaro che dietro ad una traduzione buona ci deve essere anche una buona base e ciò che mi sento di dire riguardo la scrittrice, oltre a ciò che ho già detto è che ha del talento. Molto, a mio parere. Come ho già accennato, la storia è stata scritta molto bene. Scrivere diversi punti di vista e fare attenzione ad ogni singolo salto temporale non è semplice, ma la Knight è stata molto abile e ha fatto in modo che tutto scorresse senza intoppi, in modo scorrevole e, soprattutto, in grado di attrarre il lettore. Io stessa, infatti, ho letto il libro in pochissimo tempo.

In conclusione, mi sento di consigliare questo romanzo a tutti gli amanti del genere, ma anche a chi desidera cambiare. Consiglio questo libro a chiunque abbia voglia di leggere qualcosa di buono e di variare rispetto alla solita narrativa. Confido anche nel fatto che la scrittrice riuscirà a pubblicare altro perché sono piuttosto curiosa di leggere.

Yls.

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