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Buongiorno miei divoratori di libri! Oggi voglio dare un tocco di noir alle vostre vacanze. Come ve la state passando? Il mare è bello? O siete rimasti a casa? Beh, qualsiasi sia la meta per le vostre vacanze, sono assolutamente certa che vada la pena di leggere ‘L’invito’ di Ruth Ware, un thriller ad ambientazione contemporanea edito da Corbaccio che mi ha molto colpita. Ve lo confesso, sono una fan dei thriller e questo romanzo è svettato nella mia top ten nell’immediato! Vorrei però parlarne con voi, giusto perché mi sembra corretto darvi dei motivi per acquistare questo incredibile romanzo!

Iniziamo dalla copertina. La copertina è perfetta si adatta alla trama del libro e, non solo, risalta il tema del romanzo stesso. Questa copertina rappresenta benissimo l’elemento thriller. Insomma, ci troviamo davanti a delle posate e una di queste è insanguinata: semplice ed effetto. La tovaglia sgualcita sullo sfondo, poi, non può fare altro che richiamare a qualcosa proveniente dal passato. Sì, ma cosa? Ecco, questa è la domanda giusta da porvi, ma chiaramente, per le risposte, sarà necessario che voi leggiate il libro. ‘L’invito’ di Ruth Ware è stato tradotto molto bene. In alcuni punti penso anche che sia stato molto difficile tradurre e mantenere il senso della versione del romanzo originale, ma sono stata molto soddisfatta nella lettura: grammatica ineccepibile e traduzione impeccabile. Di certo la Corbaccio ha fatto centro!

La storia. Se amate i thriller psicologici questo libro vi farà perdere la testa, oltre a tenervi con il fiato sospeso. Vecchi rancori e dissapori si tingeranno di rosso sangue e la morte avrà il nome delle persone che amate. Ruth Ware è stata magistrale nell’orchestrare tutto questo romanzo, non ha lasciato nulla al caso e, anzi, ha disseminato il libro di indizi, tanto che, leggendo ‘L’invito’ mi sono ritrovata a diventare persino io un detective e ho annotato più di una volta tutto ciò che mi sembrava strano o degno di nota. Ho capito chi fosse il colpevole, ma fino alla fine, cavolo!, ho temuto per la protagonista del romanzo che, come potrete vedere, sarà la principale indiziata, ma sarà veramente lei la cattiva della situazione? Ruth Ware gioca con la psicologia dei suoi personaggi e del lettore stesso: ho trovato ogni personaggio così ben caratterizzato da considerarlo reale. Ad un certo punto della lettura, ho iniziato a guardarmi intorno come se fosse possibile che qualche assassino potesse venire ad uccidermi. È stato davvero inquietante, ma in senso positivo poiché credo che un thriller dovrebbe sempre fare questo effetto, soprattutto quando è la psicologia dell’uomo a far da padrona al romanzo.

Vorrei aprire una parentesi sul finale, senza spoilerare nulla in modo tale che compriate il libro e lo leggiate: mamma mia! MAMMA MIA. Ho adorato il finale di questo romanzo che mi ha fatta anche piangere in certi punti, soprattutto al ritorno nel passato. E il cattivo della situazione? Ah, è stato veramente molto geniale da parte di Ruth Ware far evolvere il romanzo in questo modo. Fino all’ultimo sono rimasta con il fiato sospeso e una volta terminata la lettura sono rimasta sconvolta. Avrei voluto piangere perché avevo bisogno di altre pagine da leggere!

Se devo essere sincera, inoltre, vorrei dirvi che dopo la lettura di questo romanzo, ciò che ne ho imparato è che fidarsi è bene, ma non fidarsi è decisamente meglio. Le persone sanno essere crudeli e spietate. Le persone tendono a giocare con te per i loro scopi e in questo romanzo è visibile tutto ciò che ho appena elencato. Insomma, è un thriller davvero da cardiopalma. Se volete qualcosa di coinvolgente (e sconvolgente) vi consiglio ‘L’invito’ di Ruth Ware senza pensarci due volte. È un’ottima lettura e merita di essere conosciuta!

Come sempre, comunque, vi lascio!

Alla prossima,

Yls.

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