Un viaggio che dura nove mesi, un avventura che non ha simili, perché ogni gravidanza è a se, perché ogni donna che sta per diventare mamma è diversa dall’altra, perché ogni bimbo è unico.

pregnant-1088240_960_720Il mio viaggio è cominciato il 24 dicembre 2014, la vigilia di Natale più bella della mia vita perché ho scoperto che tu, grandissimo amore della mia vita, eri dentro di me e saresti arrivato a riempire la vita mia e di tuo padre. Un bambino cercato e voluto, un bambino che si chiama Emanuele e che ora ha sei mesi.

Non vi starò a raccontare di come è stata la mia gravidanza, ma vi dirò di come sono stati questi nove mesi.
Nove mesi ricchi d’amore, dove ogni cosa era accentuata dagli ormoni. Nemmeno una voglia, neanche una! Ah si, la voglia di gelato, ma quella c’è sempre stata, sono una golosona.

A 17+5 il tuo primo calcio “Ehi mamma, senti un po’ che muscoli”, da li una trottola continua, ti sentivo in ogni dove… il mio polipetto.

Un viaggio accompagnato da altre amiche pancione con  SMS notturni, mattutini, ad ogni ora.

“Non lo sento, cosa faccio?”

“non vorrà uscire prima del tempo!”

a 38+1 quel “mal di pancia strano”, la pancia dura e nessuna voglia di mangire

“amore mi sento strana andiamo in ospedale”

Rimandata a casa con le contrazioni non giuste, dopo due ore di nuovo li… “Signora è in travaglio”

OH MIO DIO OH MIO OH MIO DIOOOOOOO OHMAMMAMIA

Mio marito non mi ha lasciato un attimo. Il 23 agosto alle 19.00 sono entrata in travaglio

“nascerà leone come me”

Piango mentre scrivo, l’emozione nel ricordare un giorno cosi speciale è unica… ogni contrazione mi avvicinava a quel momento. Passavano le ore, attendevo, l’orologio scorreva veloce, un dolore che non si può spiegare, un dolore misto alla felicità che tu da li a  poco saresti stato finalmente nelle nostre braccia.

È arrivato il 24 agosto. “amore non sarà leone è già dispettoso.. non sarà come la mamma?”

pregnancy-775041_960_720Gian non mi ha lasciato un attimo la mano. Finalmente alle 04.30 rottura delle membrane e la voglia di spingere.

Alle 05.40 ero pronta per andare in sala parto, e anche se presa dai dolori la mia preoccupazione è stata “ fatemi mettere le pantofole non posso venire scalza”. Gian mi sussurra all’orecchio “dai amore, questa è l’ultima spinta”.

Con tutta la forza che ho in corpo alle 06.00 spaccate del 24 agosto 2015 il tuo pianto. Sei venuto al mondo amore mio.
L’infermiera mi guardò e mi disse “sei stata brava valentina, SEI MAMMA”.

Niente primo contatto con me, dovevano aspirarti, il tuo papà va dietro l’infermiera, assiste al primo bagnetto, nel frattempo mi mettono il braccialetto al polso, il bracciale più bello che io abbia mai indossato, c’è scritto il tuo nome, il tuo peso…

Nessun diamante vale quanto i nostri due bracciali.

Dopo un po’ ti vedo, avvolto in una coperta celeste fra le braccia di mio marito, tuo padre, il tuo eroe. Sei sereno e stanco… che viaggio, vero amore mio?

Felice che tuo papà ti abbia preso tra le braccia per primo, noi in fondo eravamo già stati nove mesi sempre a contatto, tu rispondevi al suono della mia voce e alle mie coccole.

“Ecco la tua mamma”.

Tu sopra di me, scoppio a piangere. Un pianto liberatorio, un pianto di felicità, un pianto amore mio che racchiude tutto il nostro meraviglioso viaggio. La mia vita Emanuele, è cominciata in quel momento, nel momento in cui ho visto per la prima volta le tue labbra, il tuo naso e i tuoi occhi, nel momento in cui ho capito che eri molto di più di quello che mi aspettavo, nel momento in cui ho dimenticato ogni spinta, ogni contrazione, ogni dolore.

Mi sono guardata intorno e ho ringraziato ancora una volta quello staff meraviglioso che ci ha accompagnato, non ci ha lasciati soli, e quella donna, Francesca, l’ostetrica, che ti ha accolto nella vita reale.
Ho guardato Gian e l’ho amato ancora di più. Ho riguardato te e ho ringraziato Dio.

Questo è il tuo viaggio, questa è la meraviglia della vita.. ora tocca a te, ora SEI MAMMA.

Valentina  Caddeo.

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