Sono argomenti che non vorremmo affrontare mai e ci rendiamo conto di quanto effettivamente siano necessari solo appena tutti quei “chissà quando” ci crollano addosso.

E questo accade per gli animali come per le persone, perché mai vorremmo pensare a quando i nostri cari, più o meno pelosi, non ci saranno più. Ma quando le decisioni vanno prese a caldo, se di caldo si può parlare quando un caro muore, la confusione regna sovrana.

Per le persone è scontato. Le agenzie funebri pensano a tutto, e tu, alla fine, solo a saldare il lauto compenso.

Che poi si creda o no ad una vita ultraterrena, tutti (o quasi) riconoscono il diritto alla dignità di vivi e, soprattutto, di morti.

Ma dove finisce la dignità di un cane, di un gatto, del rapporto che abbiamo costruito con loro, quando muoiono?

Il mio cane è morto appena una settimana fa e quando, appena saputo al telefono, mia sorella mi ha detto “So che è difficile pensarci adesso, ma… cosa vuoi fare con Byron?” io pensavo solo all’ultima parola della frase e cioè il nome dell’amico che mi aveva lasciata. E lì avrei voluto prevederlo, pensarci prima, anche se aveva appena quattro anni e mezzo, ma questa vita è imprevedibile, per non dire altre parole offensive che servirebbero solo a sfogare un malessere che ancora non passa.

E allora cosa fare? Cosa fare con i nostri amici una volta che non ci saranno più? Spesso si lascia fare alle cliniche, quando muoiono lì. Loro hanno affiliazioni con le ditte di trasporti di rifiuti speciali e dunque non so, non so davvero dove finiscano. Ma qualcuno è talmente scosso da non volerlo sapere, perché vede quello come un corpo vuoto mentre il suo amico spera sia altrove, magari in quel Paradiso che Papa Francesco dice essere aperto anche agli animali, oppure al proprio fianco, in qualche modo.

Non c’è una reazione giusta e una sbagliata. Basta però conoscere tutte le possibilità, per essere preparati e soprattutto per non pentirsi di niente.

Esistono delle ditte che cremano i nostri amici e restituiscono al proprietario l’urna con le sue ceneri.

Byron è dentro al mio comodino, dentro ad un’urna, su uno scaffale basso. In qualche modo, dorme ancora accanto a me.

Le urne possono essere semplicemente delle scatole sigillate, oppure un vaso dal quale può nascere una pianta.

C’è poi chi il proprio cane o il proprio gatto vuole seppellirlo nel proprio giardino e per questo vanno consultate le regole comunali perché fino a poco tempo fa in questo campo c’erano un po’ di problemi, tendenzialmente burocratici.

La cremazione, però, non è solo finalizzata al tenersi l’urna in casa. Le ceneri potete distribuirle in giardino, potete buttarle a mare, potete metterle in una pianta, potete fare quello che secondo voi è giusto, ma abbiate voce in capitolo nel destino di quel corpo che, pur senz’anima, vi ha dato tanto e merita rispetto, memoria e dignità.

Sperando abbiate bisogno di queste informazioni più tardi possibile, auguro ai vostri amici una vita lunga ma soprattutto felice, che non tutti hanno questa fortuna e dobbiamo riuscire a godere delle più piccole parentesi di felicità.

Un abbraccio,

Alessia.

 

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