Un’altra esilarante quanto commovente testimonianza cinematografica che porta in scena storie di vita vissuta. Florence, da oggi al cinema, è tratto dalla storia vera di Florence Foster Jenkins (Nome che coincide con il titolo originale del film).

Florence, nata a Wilkes Barreil 10 luglio del 1868 e morta a New York il 26 novembre 1944, è stata una cantante, un famoso soprano, nota principalmente per le scarse, se non nulle, doti canore. Ciò può esser facilmente dedotto anche dall’affascinante trailer del film, ma andiamo un po’ indietro. Florence è nata con una passione, quella della musica. Il padre, però, si rifiutò di pagarle lezioni di canto così lei si limitò a studiare pianoforte negli anni della sua infanzia. Sposata, contrasse dal marito la sifilide che le provoco dei danni alle articolazioni, tali da impedirle di suonare ancora. Alla morte del padre, però, ereditò una quantita ingente di denaro che le permise di attivarsi nel mondo della musica. Fu determinante, dapprima dietro le quinte, fondando e sovvenzionando il Verdi Club e prendendo lezioni di canto, poi tornò a galla quel desiderio viscerale: Florence voleva cantare! E così ci riuscì, tra le critiche e le risate, tra singolari apprezzamenti e commenti fuorvianti che inducevano gli ignari ad andare ad ascoltare questa cantante tanto particolare. Appare chiaro anche dalle registrazioni che Florence non avesse senso dell’intonazione e del tempo ma a lei, evidentemente, non importava. Anzi! Andava fiera della sua trentennale carriera artistica e della capacità di calcare un palcoscenico ignorando il motivo delle risa della platea. Si limitava ad un sorriso e ad asserire “La gente può anche dire che non so cantare, ma nessuno potrà mai dire che non ho cantato”.
Coraggio? Elevate aspettative? Totale inconsapevolezza delle proprie doti (o assenza di doti)? Cosa importa? A chi importa? Florence era felice, così come lo erano tutti gli spettatori fedeli che accorrevano sempre numerosi, ma non troppo, ai suoi tanto attesi concerti.

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