Ci sarà capitato di pensarlo, ma probabilmente in pochi ne conoscono la validità scientifica.

L’Ortoterapia è una disciplina solida e riconosciuta. Sappiamo bene quanto faccia star bene prendersi cura delle piantine a casa, o anche soltanto essere circondati da vegetazione, alitissimi alberi e piccole piantine. Forse ne saranno meno felici gli allergici ai pollini, ma basterebbe anche solo scegliere le piante giuste di cui circondarsi!

ortoterapia

Ma che l’ortoterapia sia salutare non lo scopriamo soltanto perché è intuibile, non lo sappiamo soltanto perché semplicemente ci rendiamo conto di star meglio in queste circostanze. La scienza non solo lo conferma, ma la studia per utilizzarla in differenti e interessantissimi campi.

Ma a chi fa bene l’ortoterapia?

Fa bene a tutti, ma ci si approccia in maniera diversa a seconda delle proprie esigenze. Partiamo banalmente dai piccoli problemi di stress. Stiamo parlando dunque di condizioni non patologiche.

Piccola digressione: quando una condizione è da considerarsi patologica? Sicuramente una patologia va diagnosticata da un dottore. E si può parlare di patologia quando una sofferenza (in questo caso psicologica o psichiatrica) inficia le abitudini sociali o la salute del soggetto. Piccolo esempio: se il nostro essere tristi si limita a farci piangere davanti ai film romantici e davanti ai film allegri parliamo di una tristezza che fa parte dello spettro emotivo umano. Se la nostra tristezza non ci fa uscire di casa e ci blocca a letto per giorni e giorni e settimane, forse abbiamo bisogno di un esperto, non soltanto di prenderci cura delle piante a nostro piacimento.

Dunque l’ortoterapia fa bene nel quotidiano, che voi siate felici o tristi. Si tratta di una buona abitudine per stare meglio con se stessi, rilassarsi e, prendendoci cura di qualcosa (nel caso specifico le piante) ci prendiamo cura di noi stessi. E non è, appunto, un’ipotesi. Ormai è largamente diffusa come fosse una auto “terapia”. Ci tengo a mettere tra virgolette il termine perché le terapie, quelle vere, ce le da il dottore ed è appunto lì che stiamo arrivando.

Prendersi cura delle piante può aiutare anche persone con patologie psicologiche e psichiatriche.

Come? Esistono ormai non solo corsi di formazione per istruire operatori del settore, che guidano precise categorie di pazienti in questi percorsi. Esistono dei corsi sull’ortoterapia, atti all’insegnamento del progetto di questi percorsi. Sì perché non basta, come vi dicevo, prendersi cura delle piante da soli. Certo è una gran cosa e non fa male a nessuno, ma se si vogliono ottenere dei risultati in presenza di patologie è sempre meglio e indicato affidarsi agli esperti. Ogni patologia, disturbo o condizione, infatti, ha delle esigenze specifiche, come la scelta dei colori, o la progettazione di un percorso guidato senza piante pericolose o talvolta che non chiudano la visuale agli operatori che controllano i pazienti.

Ma a chi si rivolge l’ortoterapia?

Anziani, disabili, malati di Alzeimer o Parkinson, ma anche a persone affette da depressione, pazienti oncologici o soggetti in situazione di disagio sociale. L’ortoterapia ha degli effetti incoraggianti e importanti sulla pressione sanguigna, sulla circolazione, la produzione di serotonina e vitamina D e sui movimenti, con la loro fluidità e la corretta postura.

Perciò possiamo asserire con fermezza che l’ortoterapia fa bene a tutti, dal prendersi cura banalmente di una piantina all’essere inserito in programmi di “fisioterapia mentale” con personale specializzato. Ma è fondamentale capire quando noi (o chi ci sta intorno) abbiamo bisogno soltanto di avere una bellissima distrazione naturale o un’attenzione medica che indichi la strada giusta da intraprendere.

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Spero vi sia piaciuto l’argomento e che vi abbia fatto venir voglia di piantare un albero o di comprare una piantina! Se non sapete come prendervene cura… che ne dite di iniziare con la musica?

Gli effetti della musica sulle piante: la scienza conferma

 

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