La Toscana è una regione che offre paesaggi poliedrici. Si va dal mare, in collina, nelle città d’arte, insomma, gli itinerari per una vacanza all’insegna di arte, cultura e relax non mancano davvero.

L’inverno è nel suo pieno trottare verso la primavera, quindi direi che possiamo cominciare a programmare una gita da fare appena il sole inizierà a fare l’occhiolino dal cielo ancora brontolone. Conoscete Pienza? Siamo nel centro della Val d’Orcia, quella parte di Toscana caratterizzata da un paesaggio color:”terra di Siena” ovvero un’ocra calda e unica nel suo genere.

Percorrendo la strada che da Siena ci porta verso il borgo rinascimentale che ho scelto per voi, sembra di entrare in quadro di Leonardo da Vinci.  Le distese collinari si perdono verso l’orizzonte tra sfumature calde e gli immancabili cipressi che svettano verso il cielo incorniciando il paesaggio e le strade bianche. Lungo il percorso scorgerete alcuni casolari e romantiche chiesette. Il convento di Sant’Anna in Camprena, ad esempio, a pochi chilometri da Pienza, è uno degli esempi da ricordare. Alcune scene de: “Il paziente Inglese” sono state girate qui, del resto la val d’Orcia sembra essere davvero un set cinematografico. Perfetto per le atmosfere magiche del cinema, magiche e romantiche, ma di questo vi racconterò una volta arrivati a Pienza.

Eccoci arrivati! Arroccata in cima ad un colle che domina la valle, la “città  ideale rinascimentale” si offre in tutto il suo splendore. Fortemente voluta da Papa Pio II, che ne volle fare esempio architettonico di “buon governo”, Pienza deve il suo progetto rinascimentale all’architetto Bernardo Rossellino. Arrivando in piazza ci facciamo immediatamente un’idea della piccola meraviglia in cui ci troviamo: il palazzo vescovile, il Duomo e il palazzo Pretorio, incorniciano la piazza, catapultandoci immediatamente nel 1400 e nel fermento rinascimentale.

Vi avevo promesso una parentesi cinematografica: tornando a parlare di set, Palazzo Piccolomini ha fatto da cornice alla scena del ballo in “Romeo e Giulietta”. Proprio quel ballo in maschera durante il quale si conobbero i due sfortunati amanti. Ma noi vogliamo essere più solari dei nostri shakespeariani protagonisti e preferiamo prendere per mano amanti più fortunati e imboccare insieme una delle stradine che si diramano dalla piazza per affondare nel cuore più intimo della cittadina. Ci attendono scorci architettonici, paesaggistici  e negozietti caratteristici.

Volete stuzzicare l’appetito? Lo so che passare dal rinascimento architettonico al cibo può sembrare brutale ma, vi assicuro, non mi vergogno a definire il formaggio di Pienza una vera e propria opera d’arte per il gusto! Del resto è una chicca culinaria ben notaL’aria frizzantina di fine inverno, una fettina di tipico pane toscano senza sale, pecorino del luogo, un leggero velo di olio toscano e un bicchiere di Chianti: ditemi se non vi ho fatto venire l’acquolina in bocca?

I ristoranti tipici in città non mancano, ma possiamo scegliere un agriturismo tornando dalla vicina Bagno Vignoni.

Perché? Perché voglio farvi immergere nelle acque termali che furono godute già dagli antichi romani.  Fino Lorenzo il Magnifico il quale non disdegnò di lasciarsi cullare dall’acqua calda che, ancora oggi, sgorga dalla sorgente riempendo la vasca fumante posta al centro del minuscolo borgo. Vedere corpi immersi tra vapori inusuali al centro di un borgo rinascimentale è una visione quasi onirica. L‘inverno rende ancora più suggestiva la scena, godibile l’abluzione e magico il momento.

A questo punto, mentre la sera scende sulla val d’Orcia e le luci accendono i borghi come in un presepe, resi languidi e rilassati dalle acque termali, so già che avrete una fame da lupi!!!

Cosa aspettate!!! Vestitevi e andiamo! La cucina toscana ci aspetta, per concludere con un brindisi questa romantica giornata perché, per citare Lorenzo il Magnifico:” chi vuol esser lieto sia! del doman non v’è certezza!”.

Buon viaggio sognatori!
Barbara Giuliano. 

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    By: Barbara Giuliano

    Mi chiamo Barbara, catanese d’adozione, vivo e lavoro in questa città.
    Di giorno impiegata in una grande azienda…di sera tolgo la maschera e torno al mio vero “io”: varco la soglia della mia tana…dove mi ospitano 5 gatti, un microcane, luci soffuse, colori caldi, libri…libri e ancora libri! e lì scrivo, leggo, dipingo (ricordandomi che anni di scuola d’arte ed accademia non sono stati vani).
    Appassionata di rock, motociclette e del cinema di Woody Allen, condivido le mie passioni con pochi buoni amici, una buona dose di ironia e una bella corazza di autoironia…quella che poi ti salva anche dalle situazioni più stravaganti.
    Tutto ciò che è nuovo, apparentemente lontano o diverso può solo completarci e aprirci la mente, per questo motivo, nel blog, mi occupo di due tipi di viaggi: quelli che facciamo con la fantasia leggendo un libro e quelli che facciamo “geograficamente” scoprendo posti nuovi.
    In poche parole, credo di occuparmi di cibo. Sì, cibo per l’anima.

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    Grasse: profumo di rosa.
    Giù la maschera: il Carnevale Estense.
    Medjumbe l’isola del sole d’inverno.
    San Valentino in noir.
    Granada: spirito andaluso.

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