Un nuovo titolo per la collana eLit, “Un caffè con Raffaello”, di Marilena Boccola edito da HarperCollins disponibile dal 28 settembre. 

 

Titolo: Un caffè con Raffaello
Autore: Marilena Boccola
Editore: HarperCollins Italia
Collana: digitale eLit
Genere: Romance contemporaneo
Prezzo ebook: € 3,99
Data pubblicazione: 28/09/2018
Pagine: 230
Autoconclusivo

 

Trama

Un trio indissolubile, quello formato da Melissa, Caterina ed Edoardo, studenti fuori sede all’università di Urbino. Qualcosa però, all’inizio dell’ultimo anno accademico, si incrina tra Edo e Cate, a causa dell’arrivo nella vita della ragazza del misterioso Raf. Lei ne sembra irrimediabilmente affascinata, anche perché, durante i loro incontri, lui le parla della vita e delle opere di Raffaello, argomento della sua tesi di laurea, e lo fa come se si identificasse totalmente con l’artista. Edo, che ha cominciato a provare per Cate qualcosa di più di una semplice amicizia, cerca di dissuaderla dal fidarsi di un uomo che non le promette nulla e che sparisce per intere settimane senza lasciarle nemmeno un recapito. I due finiscono per litigare molto spesso e lui teme che rivelarle di essersi innamorato possa decretare la fine della loro amicizia e non l’inizio di una storia d’amore. Se solo quel Raf, che nessuno di loro amici ha mai conosciuto, sparisse dalle loro vite esattamente come è arrivato…

Titoli della stessa autrice usciti su eLit:

1) Baci, sabbia e stelle

2) Nella rete di Shakespeare

BIOGRAFIA AUTRICE

Marilena Boccola è un’appassionata lettrice che scrive da sempre per il puro piacere di farlo. Laureatasi a Padova in Scienze Politiche, vive a Mantova con il marito e due figli e lavora presso una cooperativa sociale.

Fin da piccola ha tenuto un diario e negli anni ha scritto diversi racconti, tra cui alcuni per i suoi bambini. Uno di essi, Il Ragno Luigi, vincitore del concorso letterario Racconti nella rete 2011, è stato pubblicato nell’omonima antologia edita da Nottetempo.

Romantica e sognatrice, negli ultimi tempi si è cimentata nella scrittura di romanzi rosa senza tralasciare un pizzico di erotismo. A partire dal 2015, ha pubblicato in self Una casa per due, Una vita in più, Abbracciami più forte, la raccolta Abbracciami, è Natale e altri racconti, Sposa per vendetta e il suo seguito Maledetta gelosia riscuotendo apprezzamenti e recensioni favorevoli.

Con HarperCollins Italia ha pubblicato in digitale i romanzi Baci, sabbia e stelle (giugno 2016) e Nella rete di Shakespeare (settembre 2017) raccolti in un’unica edizione cartacea nella collana eLit Harmony a luglio 2018.

Positiva e solare, è convinta che la vita ricambi nello stesso modo chi le sorride.

 

ESTRATTI

«Onestamente, vedere Edo allupato mi fa specie…»
«Esagerata! Semplicemente stava dando corda a una ragazzina che l’aveva notato… è abbastanza normale per un musicista essere circondato da fan. Tanto più che, diciamocelo, lui non è niente male…»
«Ah, no? A esser sincera, non ho mai guardato Edo da questo punto di vista… e poi gli anni scorsi non mi sembra che avesse chissà quale seguito…»
«A parte il fatto che la band è decisamente migliorata da quando hanno cambiato il cantante, non dirmi che Edo non è un bel ragazzo?!» La guardo, dubbiosa. «Cate, è inutile che fai quella faccia! Edo, con quei capelli neri un po’ lunghi, la barba incolta, gli occhi scuri e penetranti ha indubbiamente il suo fascino… per non parlare del fisico! È alto, prestante…»
Sbuffo. «I capelli e la barba sono così perché è troppo pigro per tagliarli con costanza!» protesto.
«Quello che conta è il risultato… e per il resto, non dirmi che la luce divertita che ha sempre in fondo agli occhi non sarebbe in grado di far impazzire una donna?!»
«Infatti, a volte mi manda in bestia! Anche quando non vedo la luce, per la verità; mi basta il tono irritante della sua voce per sentirmi presa in giro…»
«Tu non fai testo perché sei sua amica, se ne fossi innamorata sarebbe tutta un’altra cosa.»
L’ascolto stranita, incapace di ipotizzare situazioni che non ho mai osato nemmeno lontanamente immaginare.

Che cazzo mi è saltato in mente?, si era chiesto a intervalli regolari, ogni volta che il pensiero aveva indugiato troppo a lungo sulle sensazioni elettrizzanti che aveva provato rubando a Caterina quel che aveva tentato di spacciare per un bacio innocente, dato per fare pace. Quello, almeno, voleva essere l’intento iniziale, ma perché mai si era trasformato in qualcosa d’altro? E perché si sentiva il cuore gonfio come un palloncino sul punto di scoppiare?

«Perché hai pianto?» mi chiede senza tanti giri di parole.
«È così evidente?» Mi metto sulla difensiva.
Annuisce, serio. Noto i suoi denti bianchi torturare le labbra in attesa della mia risposta. Mi scopro a rendermi conto di aver sempre apprezzato la piccola imperfezione degli incisivi leggermente accavallati l’uno sull’altro. Come se, insieme alla cicatrice sul sopracciglio, fosse un suo piccolo marchio di fabbrica, che lo rende unico.
«Sempre lui, vero?» si decide a domandare, dato che lascio passare qualche minuto senza rispondere. Lo vedo stringere più forte la matita tra le dita. «Cristo, Cate! Cosa ti aspettavi da uno che scompare e riappare quando cazzo gli gira?» giunge da solo alla conclusione. Sento pungere il naso e percepisco il calore di una lacrima solitaria rigarmi la guancia, seguita subito dopo dalle altre che non riesco a frenare. Edo si alza in piedi e mi attira contro di sé, in un abbraccio che quasi mi soffoca. Poso la testa sul suo petto e mi lascio accarezzare adagio i capelli.
«Non ne vale la pena, lo capisci?» Mi solleva il viso verso di lui, tenendomi le guance tra le mani.
«Io…» singhiozzo. «… io… credo di essermi innamorata, ma lui non mi vuole.» E giù a piangere sempre più forte.
Edo stringe i denti – vedo la sua mascella contrarsi – ma non dice nulla. Lascia che i singhiozzi mi scuotano le spalle e continua ad accarezzarmi dolcemente la testa e la schiena, fino a quando il suo tocco caldo e rassicurante piano piano mi calma. Ormai stremata, mi fa sdraiare sul divano, senza smettere di stringermi forte a sé, e inizia a disseminarmi la fronte, gli occhi e le guance di piccoli baci consolatori. La vicinanza del suo corpo vigoroso rianima la fiammella che si accende in me ogni volta che sto con lui, ma adesso i suoi baci apparentemente innocui la stanno trasformando in un incendio che sento divampare improvviso e devastante dentro di me.
«Non piangere, non ne vale la pena, credimi!» ripete in un sussurro, tornando poi ad asciugarmi le lacrime con le labbra.
Apro gli occhi di scatto e dall’espressione che assume il suo viso sono certa che ha notato l’eccitazione che si sta facendo strada in me. Che donna assurda sono! Amo Raf, ma in questo momento desidero Edo, mi dico prima che le nostre bocche si cerchino contemporaneamente in un bacio che si fa subito più esigente e al quale mi ritrovo a rispondere con una passione che non credevo di possedere.

Sono già all’altezza del duomo quando mi sento afferrare per un braccio; mi volto spaventata ed Edo è davanti a me, ansante per la corsa che evidentemente ha fatto per raggiungermi.
«Ahi! Sei scemo?»
«Sempre gentile…» commenta, senza che l’ombra di un sorriso gli attraversi il viso.
«Scusa! Mi hai fatto prendere un colpo.»
«Non credi che noi due dovremmo parlare?» mi affronta di petto.
«Di cosa?» Fingo di non capire.
«Cazzo, Cate! Come di cosa? Per te non è successo niente ieri sera?»
Si accende una sigaretta facendosi scudo con le mani per ripararsi dall’aria, fa un lungo tiro infiammando la brace e poi butta fuori con rabbia tutto il fumo che ha accumulato nei polmoni.
«Abbiamo avuto un momento di debolezza, tutto qui» cerco di minimizzare, ma alle mie parole lo vedo avvampare.
«Certo! Un momento di debolezza…» ride senza allegria, calciando un ciottolo.
Entrambi guardiamo il sasso rotolare lungo la via in discesa, come ipnotizzati.
«Mi dispiace, non succederà più, te lo prometto» rompo il silenzio. «Sei un caro amico, ci tengo a te.» Gli afferro la mano libera, cercando i suoi occhi sfuggenti. Il contatto con le sue dita calde mi trasmette una scossa inaspettata che evoca all’istante le immagini confuse dei nostri corpi aggrovigliati. Quando Edo solleva lo sguardo verso di me, fulminandomi, fatico a nascondere le sensazioni che sto provando e che tento di ricacciare giù, giustificandomi: «Te l’ho detto, è stata un’istintiva ripicca nei confronti di Raf e tu ci sei andato di mezzo…».
«Tu credi? E visto che avevi un amico a portata di mano hai pensato di approfittarne…» ribatte, ironico.
«No, è che… non mi sono resa conto di quello che stava succedendo.»
«Dio, Cate! Sei una vera stronza… Scommetto che non ricordi nemmeno quello che ti ho detto ieri sera» sbotta, mentre getta via con rabbia quel che rimane della sua sigaretta consumata.
Lo guardo stupita. Davvero avevo rimosso le sue parole che, d’un tratto, tornano a risuonare, assordanti, nella mia testa. Era da tanto tempo che avevo un bisogno disperato di toccarti così…

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