Buongiorno care lettrici e benvenute in questa nuova recensione! 

Oggi vi parlerà di un libro scritto a quattro mani da Jo Piazza e Lucy Sykes: “All’inferno non c’è glamour” edito Piemme.

Trama: 

Imogen Tate, stiletto vertiginoso e un alone di fascino che la avvolge come un tailleur di Chanel, può dire di avercela fatta: pupilla di Anna Wintour, è riuscita a posare la sua borsa Hermès sull’ambita scrivania di direttrice di Glossy, scintillante magazine che le mani laccate di tutta New York sfogliano avidamente ogni settimana.

Insomma, il mondo della moda la adora e non può fare a meno di lei. Almeno finché Im non va via per un anno sabbatico. Al ritorno, infatti, sulla sua scrivania trova un altro paio di tacchi a spillo: quelli di Eve Morton, la sua ex assistente. Che adesso, dopo un master nella Silicon Valley, è tornata nella redazione di Glossy a prendere il posto di comandante in capo, con in mano un’arma letale. La tecnologia. Eve è multicanale, “multisociale”, twitta, whatsappa, posta su Instagram e Facebook… Come se non bastasse, ha licenziato metà dello staff e assunto ragazzine magrissime che vanno avanti a tofu e quinoa e lavorano 24/7.

Ma può un tweet sostituire la carta patinata? La classe non passa per Internet o, perlomeno, non solo: e quando una serie di catastrofi minaccia di mandare all’aria Glossy per sempre, Imogen e Eve dovranno unire le forze…
Se cercate un romanzo diabolicamente ironico, ferocemente chic come Il diavolo veste Prada, l’avete trovato.

Recensione: 

Devo ammettere che iniziando il libro ero un po’ dubbiosa… in qualche modo mi sembrava la copia de “Il diavolo veste Prada”, ma dato che non mi fermo alle apparenze e non mi piace giudicare prima di leggere… beh, mi sono immersa nelle pagine per poterne avere un’idea più chiara. Si, somiglia molto a quel tipo di racconto, ma questo è decisamente più tecnologico e mette a confronto due realtà e due età ben diverse. 

Da un lato c’è lei Imogen Tate. La storia inizia proprio con lei nel 1999 quando prende parte, come pubblico, alla sua prima sfilata di moda. Imogen era una professionista affermata, colei che aveva riportato in vita “Glossy” accrescendo le vendite, vincendo premi e conquistando una grandissime fetta del mercato pubbliciatario. Stava realmente ottenendo tutto quello che desiderava e ciò per cui aveva lottato e lavorato sodo. Quindi anni dopo, di lunga gavetta, si mette a capo di Glossy, eppure dopo sei mesi di malattia e lontananza dal suo mondo si ritrova spodestata.

E poi c’è  Eve Morton, super avanti con la tecnlogia, lei infatti usa Twitter, Instagram, Facebook e molti altri social di cui nemmeno io conosco l’esistenza, crea delle runioni lampo e stringe amicizia con tutti, e anche se nessuno se ne accorge, per i suoi “modi carini” riesce a costringere tutti a lavorare 24h al giorno per 7 giorni su sette. Eve va continuamente contro agli ideali di Imogen e al modo in cui lei era abituata a lavorare creando un bel po’ di scompiglio non solo nel posto di lavoro, ma anche nella manualità che solitamente Imgoen adotta.

Le autrici scrivono in modo semplice e fluido, ci sono molti dialoghi e sono decisamente carini. Non ho notato la differenza di dove scriveva una o dove l’altra, come tempo sempre succeda quando un romanzo è scritto a due mani, e il racconto è ricco di comicità e di situazioni che sfiorano l’imbarazzo, ma che fanno sorridere il lettore. Questo romanzo si avvicina molto alla realtà che stiamo vivendo adesso, quella che passa prima dai social. Spesso si perde la bellezza di un momento perchè troppo concentrati a immortalarlo più che viverlo, mette a confronto il “nuovo” e il “vecchio” e ci mostra spesso dei lati positivi e negativi da entrambe le parti facendoci poi capire che, ovviamente, i due mondi possono coesistere senza problemi.

Inoltre ci mostra un mondo che finora abbiamo solo immaginato o visto tramite la televisione; sfilate, giornalisti, modelle, fotografi e stilisti.

Linda.

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