A volte l’amore è un affare di condominio! E talvolta nel condominio ci sono amori segreti. Il romanzo di Livia Ottomani è una storia corale sul bello di essere inquilini di una palazzina romana.

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I condomini sono riuniti al completo quando, nel loro palazzo alla Garbatella, arriva l’affascinante Daniele Bracci, un musicista che si fermerà lì per qualche mese. Daniele è frastornato dall’accoglienza più che calorosa. Matteo Spina, il saggio, lo recluta subito per lavorare nell’orto condominiale. Paolo e Rudy, che vivono nell’attico, pensano già a un pranzo di benvenuto. Giovanna, invece, vede in lui un fidanzato perfetto per la figlia Anita… Ma la mattina dopo, quando Matteo Spina blocca Anita per presentarle il nuovo arrivato, la ragazza ha uno shock: perché lei, quel Daniele Bracci, lo conosce bene, e dai tempi del liceo. E ha fatto di tutto per dimenticarlo. E ora? Dovrà fingere di non averlo mai visto prima? Certo, Anita non è l’unica, nel condominio, ad avere qualcosa da nascondere. Giovanna, ogni lunedì, esce vestita di tutto punto. E con una scusa sempre buona per chi le chiede dove va. E Matteo Spina? Nemmeno lui la racconta giusta. Lo sa bene Pina, la pettegola del palazzo, che dietro alle persiane spia quello che accade, e annota poi tutto sul suo diario segreto…

RECENSIONE

Anita si guarda intorno, spera che nessuno abbia assistito alla scena. Non nota il movimento furtivo alla finestra del terzo piano. <Lo sapevo io!> Pina ha il naso incollato alla finestra, poi si volta a cercare il marito. “Lo dicevo io! Quei due non me la raccontano giusta! Non che ci volesse un genio, ma un certo intuito si, e io quello ce l’ho…Lo capisco al volo se tra due persone c’è qualcosa di strano…

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Quando si vive in un condominio pure l’amore può diventare un affare su cui discutere. Si convive costantemente con i riflettori di una piccola lampada accesa sulla finestra, con rumori molesti del piano superiore, con la stravaganza del vicino di casa e un via vai di gente e musica assordante che proviene dall’appartamento accanto.

Il condominio degli amori segreti” è tutto questo e molto di più. E’ un romanzo corale sulla bellezza di vivere in una palazzina della Garbatella a Roma. Non è soltanto uno spaccato verace della zona più vivace di Roma, ma è anche una finestra aperta sulla solidarietà dell’inquilino, sulla convivialità fra appartamenti, sui problemi e conflitti tra cuore e ragione.

E dove c’è ragione c’è per forza un sentimento sopito che torna ad esplodere prepotentemente. E’ questa la romantica storia tra Anita e Daniele, la bella guida turistica e il fascinoso e ricco musicista, contesi e divisi fra un amante giapponese e una bellezza russa. Una vicenda che fa da filo conduttore al romanzo, che si sviluppa fra i ricordi di un primo amore felice e sofferto e un nuovo inizio tutto da vivere e da scoprire.

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Da scovare pure, all’interno del romanzo, tutti gli altri personaggi che popolano e animano questo condominio: Pina la ficcanaso, sempre affacciata alla finestra sul cortile; Giovanna, la madre di Anita donna paziente e disponibile con la fissa di voler accasare la figlia; Matteo Spina, il manny tuttofare della Garbatella, che ha creato con la collaborazione degli altri condomini, un orto urbano; Paolo e Rodolfo, la coppia gay più fashion stylist della zona.

Una strutturazione dei personaggi e della trama che non manca di nulla, che rispecchia perfettamente quell’amalgama succulenta romana di inquilini dal sapore cosmopolita.

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Ciò che però mi ha piacevolmente sorpreso e soprattutto affascinato di questo romanzo è il fatto che è stato scritto da otto mani differenti. Ebbene si, otto sono gli autori de “Il condominio degli amori segreti”, e tutti, indistintamente, sono stati straordinari nella stesura. Una complicità pazzesca che ha permesso alla narrazione di essere fluida e coerente, e al lettore di non distinguere la penna di uno scrittore da quella di un altro. Un esperimento ben riuscito, in cui la Newton Compton ha fatto bene a credere.

Un romanzo sicuramente da non perdere: per la trama densa di intrecci e sorprese; per il bel giro turistico virtuale attraverso Roma antica; per la novità editoriale delle otto mani; per il piacere, semplice di leggerlo e trascorrere ore di distensione e serenità.

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Un mio complimento personale a tutti gli autori per la complicità, e alla casa editrice per aver intrapreso, insieme a loro, questo stupefacente percorso. Un percorso che ha tutta l’ingenuità e la freschezza del film “Vacanze romane”, e la grande bellezza di una commedia all’italiana.

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xoxo

Marianna De Pilla

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