Trattine mie care, oggi voglio parlarvi di una delle mie scrittrici preferite, Susan Elizabeth Phillips, e del suo ultimo romanzo “Cosa ho fatto per amore”. Un romanzo a dir poco straordinario.

SINOSSI

Per Georgie York, un tempo la protagonista di una delle sitcom preferite dagli americani, è proprio un periodo no. La sua carriera cinematografica è in stallo e dover badare a suo padre la sta facendo letteralmente impazzire. Per di più, suo marito l’ha appena lasciata… Un bel danno d’immagine per una delle attrici più amate dal grande pubblico. In un momento del genere, andare a Las Vegas e imbattersi nel suo ex collega, il detestabile ma fascinoso Bramwell Shepard, sarebbe stata per chiunque la peggiore delle soluzioni. Ma Georgie non è una donna come le altre, la sua vita è uno straordinario e inestricabile groviglio di guai. Quando ai suoi però si aggiungono quelli di Bramwell Shepard, la situazione diventa a dir poco esplosiva, perché i destini dei due ex rivali sono più legati di quanto loro stessi avessero mai sospettato.

RECENSIONE

Comprate questo libro e leggetelo subito. Senza ma e senza se. E’ forse uno dei più belli di questa grandissima autrice americana, se non il più bello per me. Io amo la SEP, sappiatelo! Fatevi dire che la mia stima nei confronti di questa scrittrice è sempre in crescendo, perchè ogni volta che mi ritrovo a leggere una sua nuova storia, riesce a sorprendermi e ad incantarmi, lungo tutto il percorso narrativo.

Non è mai banale o scontata, sempre piena di idee che ti mozzano il fiato per la capacità di contemperare le giuste dosi di suspance, intrighi, messaggi nascosti. Il tutto creando dei personaggi con un background complesso e un temperamento ognuno, a suo modo, carismatico. E “Cosa ho fatto per amore” è l’apoteosi di tutti questi ingredienti che distinguono la SEP da tutte le altre scrittrici del romance contemporaneo.

Conosciamo meglio il romanzo.

Georgie York è una attrice hollywoodiana che sta attraversando un periodo non facile. Lasciata da un marito fedigrafo e vanitoso, anch’egli attore di cinema, Georgie dribbla paparazzi come fosse sul campo da calcio e si nasconde dai riflettori per evitare sì l’imbarazzante terzo grado sul suo divorzio, ma anche perché le ultime apparizioni sul grande schermo non sono state proprio un successo di botteghino. Sfugge ai flash come alle insistenti telefonate di suo padre, di qualche agente dell’ambiente cinematografico, e soprattutto evita Bramwell Shepard, l’uomo più disastroso che lei conosca.

Georgie ha bisogno di tranquillità e soprattutto di un piano che le risollevi l’umore e la popolarità. Come fare dunque? La signorina York, ha le sue idee bizzarre in proposito, ma il destino rovina tutti i suoi programmi, predisponendo una strategia che alla fine si rivelerà vincente, seppur in un primo momento sembrasse strampalata.

E se questa strategia comprendesse Bramwell Shepard, ovvero un uomo che tutta Hollywood giudica inaffidabile e buzzurro? E se dietro questa apparenza da divo tramontato e scansafatiche si celasse un uomo di tutto rispetto? Di sicuro Georgie York, a sue spese, lo scoprirà.

Bramwell e Georgie, sono due protagonisti che ho amato molto, in quanto rappresentano il pittoresco quadro del mondo patinato hollywoodiano.

Le pennellate a tinte chiare e a volte fosche che la SEP gli ha attribuito, sono il ritratto preciso di cosa accade a telecamere spente, di come le dinamiche dell’audience, della visibilità, dell’impopolarità e del gossip influiscano sulla vita privata e soprattutto su ansie, stress e sanità mentale.

Non è certo questo un romanzo di denuncia, ma la bravura della SEP ci mostra da tutt’altra prospettiva quella gabbia dorata che è il mondo del cinema e i suoi contorni. E’ stata così in gamba la Phillips con il solo intreccio narrativo della storia a far entrare il lettore in sintonia con tutte le emozioni dei personaggi – tristezza, malinconia, euforia, fiducia, diffidenza, consapevolezza, ammirazione, amore – e a fargli comprendere che non è tutto oro quello che è luce e che niente è come sembra, che le darei un Pulitzer.

Perchè, vedete, la Phillips non lo fa usando escamotage o artifici letterari, o scegliendo un personaggio che faccia da grillo parlante. No, alla Phillips viene naturale, narrando come una scenografa farebbe con la sua telecamera, filmando dialoghi ed azioni.

E infine, nell’intreccio narrativo, così meravigliosamente impastato, la SEP ci fa passare, nel mezzo, un fil rouge che punterà il suo farò illuminante sulla domanda: “cosa ho fatto per amore?” A voi lettori do il compito di scoprire cosa hanno fatto per amore i personaggi del romanzo. Credetemi, ognuno di loro ha fatto qualcosa per amore.

xoxo Marylla

 

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