“Dancing queen- Una principessa a Roma” è un chick-lit scritto a quattro mani, edito Amazon Publishing.


Titolo: Dancing queen – Una principessa a Roma
Autrice: Melinda Miller
Genere letterario: Chick-lit
Costo Kindle: €3,99
Costo copertina flessibile: €9,99
Link per l’acquisto: Amazon

Trama

Figlia dell’ambasciatore indiano a Londra, Jasmine è promessa sposa fin dall’età di dieci anni al principe Kabir. Prima del matrimonio, si fa convincere da Holly, l’amica fiorista di Notting Hill, a trascorrere un weekend a Roma, città del buon cibo e di uomini affascinanti.

Nell’albergo extralusso affacciato sulla Fontana di Trevi, le due ragazze vengono accolte da Romeo, il maggiordomo dal perfetto volto spigoloso, gli occhi grigi e una gran massa di muscoli. Il ragazzo è adorato dalle ricche turiste straniere e anche Holly e Jas non sono immuni dal suo sguardo penetrante e dai suoi modi impeccabili. Tra una spettacolare colazione in camera e sorrisi ammalianti, Romeo si rende disponibile a far scoprire loro le meraviglie di Roma: la vacanza può così avere inizio.

Le due inglesi si ritroveranno con un gruppo di estrosi personaggi a scorrazzare per la città eterna a bordo di una Vespa e un sidecar. I monumenti tra i più belli al mondo e le strade illuminate fino a tarda notte s’inchineranno ai loro piedi, sulla scia delle Vacanze romane di Audrey Hepburn. L’ebbrezza di questi giorni spensierati sfumerà con la fine del weekend, quando il karma della futura principessa dovrà compiersi e lei rientrare a Londra. Riusciranno la determinazione e l’audacia senza limiti di due romani scanzonati a mettere a tacere anche la voce di Shiva, la divinità più esigente a capo del destino di Jasmine?

Recensione

“Stava commettendo un errore e ne era
cosciente: avrebbe deluso suo padre e lo sapeva.”

Che cosa succederebbe se una futura principessa facesse un viaggio prima che il suo destino si compia? Jasmine è molto ligia al dovere, e il suo dovere è sposare un principe indiano a cui fu promessa a soli dieci anni. Prima di piegarsi definitivamente al volere del padre e al suo dio, Shiva, la giovane parte per un’ultima escursione da donna libera, accompagnata dall’amica Holly. A Roma però incontrerà l’unico ragazzo capace di sovvertire le sue convinzioni e metterla in crisi: il single, donnaiolo impenitente Romeo.

Riuscirà Jas a opporsi al suo fato?

Questo romanzo mi ha lasciato troppe perplessità e poco altro. Intanto, per essere un chick-lit è fin troppo noioso e non mi ha scucito un solo sorriso. A reggere l’intera parte goliardica dovrebbe essere l’amica di Jasmine, Holly. Se non fosse che le due sono completamente diverse tra loro, e non complementari, Jas si lamenta di continuo della presenza chiassosa dell’amica (lasciarla a casa no?), e l’appetito e le indigestioni a ogni ora del giorno e della notte di Holly per poco non la mandano al creatore. Ecco, diciamo che le gag in cui un personaggio rende inagibile la toilette di un aeroplano e si fa praticare una lavanda gastrica non fanno ridere e dopo cinque, dieci, quindici pagine di questi siparietti il lettore si stanca, anche.

“Jasmine era una festa per il cuore: una modella
strappata dalle pagine di una rivista patinata con
il sorriso struggente della ragazza della porta accanto”.

Nessuno dei protagonisti mi ha particolarmente o positivamente colpita. Disseminate lungo il romanzo, ci sono una serie di ingenuità concettuali. Tanto per cominciare, come è possibile che Jasmine e Holly abbiano frequentato le stesse scuole pur appartenendo a due differenti (agli antipodi) ceti sociali? E perché definire “amici” due persone di sesso maschile che hanno una relazione sentimentale? Ma, soprattutto, perché non esplorare il rapporto tra Jasmine e la madre e farne qualche cenno solo alla fine, quando ormai non serve più a caratterizzare la protagonista?

“«Che paradosso la vita: sto per restituire a Jasmine
la pietra che la allontanerà definitivamente da me.»

«La vita è un libro da scrivere a quattro mani e il fatto
che un capitolo non si sia chiuso come ci aspettavamo
non preclude un colpo di scena in quello immediatamente
successivo.»”

La scrittura della coppia di autori sotto pseudonimo non presenta gravi difetti, però rimane senza infamia né lode. La narrazione è in terza persona e il Pov si sposta da un personaggio all’altro, generando una bella confusione, e rimane piatta. L’evoluzione dei protagonisti mi ha convinta poco: per esempio, com’è possibile che Romeo, uno spregiudicato dongiovanni, si sia innamorato di Jas in mezza giornata?

Leggetelo per quello che è: un libro perfetto per la spiaggia. Io, dal canto mio, non potrò dare a questo romanzo più di tre stelle.

Alessia Garbo.

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