Un thriller nuovo, per nulla scontato , che intreccia indagini poliziesche al mondo storico-artistico.


Titolo
: Dentro il bosco
Autore: Lukas Erler
Editore: Newton Compton Editori
Data di pubblicazione: 12 aprile 2018
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Trama:

Cornelius Teerjong è uno storico dell’arte, rimasto cieco a causa di una malattia ereditaria. Ha un carattere rigido e una certa tendenza al cinismo. Giunto a Kassel, in Germania, in occasione dell’evento culturale DOCUMENTA (13), viene informato del ritrovamento del cadavere del suo amico e collega Henk de Byl. Il delitto è reso ancora più macabro dai segni di tortura sul corpo della vittima: de Byl è stato pugnalato e gli sono state asportate le palpebre, come se l’assassino volesse lasciare un messaggio.

Trentasei ore dopo, a Rotterdam, in Olanda, viene trovato il corpo di un uomo, Ruud van Bouveret, che presenta le stesse menomazioni del cadavere di de Byl. A distanza di anni Teerjong, insieme alla fidanzata, la giornalista Jenny Urban, decide di indagare sugli omicidi, per rintracciare un possibile legame tra le vittime.  C’è un filo sottile, infatti, che sembra riportare al passato, a un crimine incomprensibile che aveva scosso il mondo diciassette anni prima. Passo dopo passo, Cornelius e Jenny si avvicinano sempre di più al killer… Ma più cose scoprono di lui, e meno sono sicuri di volerlo davvero incontrare.

La caccia a un assassino spietato compone un puzzle che getta una luce sinistra sul passato delle vittime

Recensione:

Dalla trama avvincente e accattivante, “Dentro il bosco” di Lukas Erler è sicuramente un thriller ben strutturato. Nessun dato è stato trascurato, piuttosto analizzato con perizia ed argomentato. Ci troviamo in un libro dove accanto lo scioglimento della trama, troviamo ricche descrizioni dei luoghi dove il racconto si svolge. Ci troviamo fra la Germania ed i Paesi Bassi, Lukas descrive questi magnifici luoghi insinuando nel lettore il desiderio di recarvisi, di percorrere le stesse strade su cui Cornelius o Jenny hanno camminato.

Accanto tale descrizioni abbiamo le spiegazioni storico-artistiche, esse non potevano di certo mancare considerando che il protagonista è uno storico dell’arte; tale attenzione sicuramente sarà apprezzata da chi – come me – ama l’arte e la storia.
Ebbene in “Dentro il bosco” ci troviamo dinanzi un delitto consumatosi durante uno degli manifestazioni d’arte contemporanea più importanti dell’Europa, che ogni cinque anni si svolge nella città di Kassel in Germania: la Documenta.
Durante questo evento tanto prestigioso quanto importante, Cornelius riceve una chiamata da un membro della polizia – Leonard – che gli comunica della morte del suo amico.

Nonostante Cornelius non abbia assolutamente nulla a che fare con il mondo della polizia e delle indagini, seppur in passato abbia aiutato le autorità, si ritrova catapultato in un delitto a cui non si riesce a venire a capo. Ed è proprio la tempistica e il luogo in cui avviene il delitto a rallentare le indagini e a complicare la ricerca del killer.

 

“ Da quando avevo sedici anni, io sapevo che avrei
voluto fare qualcosa che riguardasse l’arte, già allora
non riuscivo ad immaginare nient’altro. Mi affascinavano
l’estasi dei colori degli espressionisti, i toni caldi
dei maestri fiamminghi, il blu di Chagall… poi,
nel corso degli anni, le mie preferenze sono cambiate,
ma la passione per la pittura ha forgiato tutta la mia vita.
E poi mi sono dovuto fare una ragione del fatto che
non avrei mai più potuto vedere una
di queste opere d’arte. ”

Una persona sensibile alla storia dell’arte potrà immaginare quanto sia difficile rinunciare a tale mondo, quanto sia doloroso rinunciare alla vista di quelle opere tanto care e che segnano la tua esistenza. Cornelius è un personaggio che, nonostante sia stato privato di uno dei sensi a lui più caro, nonostante sia stato privato di una parte consistente della sua vita, ha vacillato ma non ha mollato. Per questo ho apprezzato particolarmente non solo la sua caratterizzazione, gli approfondimenti in merito la sua vita e la sua malattia, ma anche i discorsi sulla storia dell’arte ed il suo lavoro.

“ Lui era afflitto da un pensiero di gran lunga peggiore.
Aveva paura di dimenticare, a poco a poco, il proprio
aspetto così come – qualche anno dopo la sua morte – la
voce di sua madre era scomparsa dalla sua testa.

Tentava in continuazione di richiamare alla memoria
vecchie foto per ricordarsi come era fatto, ma quel
ricordo gli riusciva di anno in anno più difficile.
Il volto era lo specchio dell’io: cos sarebbe stato,
se lo avesse perso? ”


Seppur il coinvolgimento che potrebbe esserci con il personaggio di Cornelius, le descrizioni meravigliose e l’impeccabile sintassi – ricca tra l’altro di frasi in lingua tedesca, olandese e inglese, elemento che ho apprezzato particolarmente – “ Dentro il bosco” manca di un elemento fondamentale: la suspense. Elemento che, in un thriller è una prerogativa fondamentale.
Manca quello stato d’animo che ti lascia con il fiato sospeso, che ti faccia domandare cosa accadrà dopo. Piuttosto l’enigma si scioglie con una facilità quasi disarmante. Benché il movente del killer mi sia piaciuto particolarmente, questo non basta. Non basta per lasciare il lettore senza parole, stupito, meravigliato.
Lukas Erler è indubbiamente uno scrittore formidabile, tuttavia si è perso dietro l’elemento storico-artistico, perdendo di vista il vero obiettivo di un thriller: portare in uno stato di tensione ed eccitazione chi legge.

Valentina De Simone.

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