Buongiorno carissimi lettori e buon Halloween! Lo festeggerete? Io non so ancora cosa farò, ma sono fuori porta, quindi vi dico solo che potrei tornare a casa morsa da un lupo mannaro o magari da un bel vampiro sexy! Ad ogni modo, anche oggi porto alla vostra attenzione un libro tutto all’italiana, scritto da Laura Portale. Si tratta di ‘Dentro il mio peccato’, primo volume della trilogia ‘Into My Sin’ di cui sappiamo che il secondo volume uscirà a Novembre 2016 e il terzo volume a Gennaio 2017. Dunque, come sempre vorrei procedere con una recensione per gradi, quindi, let’s go!

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unnamedInizio dalla copertina di ‘Dentro il mio peccato’. Dunque. La copertina dovrebbe, non ne sono certa, mostrare Sevan e Amoret, quelli che dovrebbero essere i protagonisti di questa storia, ma le frasi incise sulla copertina, sono di Sara, l’amante di Sevan. Un’amante che appare a inizio libro e viene nominata un’altra volta a metà libro, quando l’uomo (dopo essersi assentato da New York e dalla sua promessa sposa) rientra a New York. Dunque, Sebbene i due ragazzi possano richiamare ciò che troviamo nel romanzo, trovo che l’uso delle frasi sia piuttosto scorretta. Trae in inganno il lettore. Onestamente io mi sarei aspettata un dark romance o un erotico e devo essere sincera, non ho trovato nulla di ciò, in questo volume. Quindi, se da una parte la copertina potrebbe essere azzeccata, dall’altra parte la scelta di accostarla a quelle frasi, non mi è proprio piaciuta.

La trama. Dunque, ho letto la trama su Amazon e l’ho trovata piuttosto confusa. Leggendo il libro, purtroppo, la mia confusione è solo aumentata. Mi dispiace dirlo, ma non ho trovato un filo logico a cui aggrapparmi. Sevan appare nel libro in un modo, pare cambiare per un certo numero di pagine, poi una volta rientrato a New York ritorna a comportarsi esattamente come prima, fermo restando che un bagliore di ragione lo riporta al faro che dovrebbe sistemare con l’altra protagonista del romanzo e torna di nuovo a New York verso la fine. Mi è sembrato di stare un po’ sulle montagne russe, non tanto per le scelte di Sevan che, ad ogni modo, posso comprendere o meno, ma perché la trama in sé è davvero confusionaria e andrebbe trattata con molta più chiarezza.

I personaggi. Dunque. Il protagonista maschile è Sevan e la protagonista femminile è Amoret (che compare per circa tre quarti del libro). Dunque, Sevan è fidanzato con Rebecca, ma ha un’amante, Sara, quando arriva al faro, dopo la morte della donna che lo ha cresciuto, incontra Amoret della quale lentamente si invaghisce e si innamora. In tutto questo, però, mentre sembra voler lasciare Rebecca, l’amante Sara compare a inizio libro e viene nominata a circa metà romanzo, probabilmente perché, una volta tornato a New York, Sevan ha appunto ripreso le proprie abitudini. Non ho capito il personaggio di Sevan. Dovrebbe essere un uomo tormentato, ma non ho esattamente capito da cosa, probabilmente, visto che si tratta di una trilogia, verrà fuori più avanti, ma per ora, è tutto ancora particolarmente oscuro. Rebecca e Sara sono la fidanzata e l’amante di Sevan, come già detto. Compaiono decisamente poco nel romanzo, tanto che a volte mi sono domandata quanto Sevan ci desse importanza o quanto fossero importanti per la trama. Alla fine, Rebecca si rende utile in due punti che non vi posso svelare perché sarebbe spoiler, mentre Sara non si capisce bene a cosa serva. Passiamo poi, ad Amoret. Amoret ha un grande potenziale come personaggio, ma lo vedo un po’ incastrato, non ben definito, forse perché ci si è occupati troppo di Sevan. Devo ammettere che anche i personaggi della piccola cittadina di Amoret sembrano molto interessanti, ma anche a loro è stato dato poco spazio, spero che in futuro a tutti venga data la chance di essere costruiti al meglio.

Per quanto riguarda la grammatica, c’è una nota dolente. Ho trovato svariati errori sparsi per tutto il romanzo. Il fatto è questo: si passa da pagine scritte molto bene a livello di sintassi e anche utilizzo del linguaggio, a pagine in cui il risultato è scostante: volgare e con una grammatica da ricontrollare (soprattutto per quanto concerne l’utilizzo dei congiuntivi). Ora, può capitare che nell’editing certe cose sfuggano, però invito a ricontrollare caldamente il romanzo, in modo tale che si tolgano gli errori e la lettura risulti più piacevole e scorrevole.

Non ho molto altro da dire, prima di espormi completamente, dovrei leggere tutta la trilogia. Per ora posso dire che, dissipata la coltre di confusione, la storia in sé potrebbe avere molto potenziale, ma andrebbero riguardate alcune cose, per rendere chiaro l’intento del romanzo.

E anche oggi ho finito!

Alla prossima,
Yls.

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