Buongiorno carissime lettrici, oggi sono qui per una nuova recensione. 

Il libro di cui vi parlerò oggi è un thriller, uno dei pochi che ho letto. Sto parlando di “Era una famiglia tranquilla.” di Jenny Blackhurt.

Iniziamo dalla sinossi.

Trama:

Un’accusa infamante. Una pena scontata da innocente. Una bugia durata troppo tempo. Le hanno detto che ha ucciso suo figlio. Ormai ha scontato la sua pena. Ma se le avessero mentito?

Il mio nome è Emma Cartwright. Tre anni fa ero Susan Webster, e ho ucciso mio figlio di dodici settimane, Dylan. Non ho alcun ricordo di ciò che è accaduto, ma devo credere a quello che mi dicono il mio medico e la polizia, no? Ma se uno non riesce a ricordarsi quello che è successo, come può fidarsi ciecamente del fatto che gli altri gli stiano dicendo la verità? E se esiste anche una minima possibilità che mio figlio sia ancora vivo, non credete che dovrei fare di tutto per riaverlo indietro?

Recensione: 

Fin dalle prime pagine la lettura si mostra interessante e intrigante. Ci sono i primi indizi che fanno capire che il libro sarà colmo di colpi di scena e curiosità, come il suo genere richiede.

La protagonista è Susan, una donna che ha ucciso il proprio figlio di poche settimane di vita. Non ricorda bene quello che è successo, ma si è trovata a scontare la pena all’interno di un carcere. Non appena verrà liberata riprenderà la sua vita, ma ricomincerà dall’inizio, cambiando perfino il suo nome in Emma. 

La narrazione, già dall’inizio, scorre con un ritmo incalzante e senza che diventi noiosa o a tratti pesante La storia è già interessante dalla primissima pagina e, andando avanti, non può che migliorare nel suo contenuto e nella sua stesura. Per tutto il tempo mi sono ritrovata a immaginare o trarre delle ipotesi, ma spesso queste venivano smentite nel corso della lettura. 

Non sono molto abituata a leggere questo genere, di conseguenza non ho avuto un grande intuito per il finale che mi ha lasciata piacevolmente sorpresa e, di sicuro, lascerà sorpresi molti dei lettori in quanto non scontato o banale. Il libro è scritto davvero bene, in modo impeccabile.  Non ho trovato nemmeno un errore e la lettura è appassionate.

Ho trovato poche note negative in questo romanzo, ovvero la presenza di troppi personaggi e la difficoltà nel memorizzarli tutti e, purtroppo, alla fin fine alcuni di questi sono anche poco determinanti nel corso della storia. Personalmente ho fatto un po’ fatica a ricordare ogni nome e qualche volta mi è capitato di perdere per un istante il filo del ragionamento, ma comunque si riesce a ritrovarlo subito dopo.

Consiglio questo libro non solo agli amanti del genere, ma anche a chiunque voglia provare per una volta ad entrare nel mondo del Thriller e restarne affascinato. 

Linda. 

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