“Il silenzio che rimane” è un libro che scuote il lettore come a volerlo ridestare dall’impassibilità, persino dall’abitudine con cui noi tutti viviamo in questa nostra realtà fredda.  Artificiale. Che va di fretta e non si sofferma su ciò che ha davvero importanza…

Titolo: Il silenzio che rimane.
Autore: Matteo Ferrario
Genere: Narrativa 
Editore: Harper Collins 
Data di pubblicazione:  31 gennaio 2019
Link d’acquisto: Amazon

Trama: 

Rubano momenti al lavoro per stare insieme e si fanno regalini inutili al fine di strapparsi sorrisi. Più che un uomo e una donna uniti da nove anni, Davide e Valentina sembrano quasi due adolescenti e sono molto diversi dalla coppia consumata e stanca che erano solo qualche mese fa. Da quando hanno ripreso possesso del loro matrimonio, dopo la piccola crisi coniugale che li ha tenuti distanti per qualche tempo, nella loro relazione è finalmente tornato il sereno e ora che stanno riscoprendo il loro amore si sentono più forti e completi.

A Milano l’estate è agli sgoccioli: la città si sta ripopolando, riprende pian piano i suoi ritmi e la sua vera identità. Nell’ora più calda Davide e Valentina approfittano della pausa pranzo per darsi appuntamento in una caffetteria in centro. Eccitati dalla prospettiva di costruire di nuovo il futuro insieme, stanno progettando il loro prossimo viaggio quando un ragazzo irrompe nel locale. Ha i capelli tagliati cortissimi, uno zainetto sulle spalle, gli occhi pieni di astio e una pistola in mano. Pretende giustizia per il fratello licenziato e non ha intenzione di liberare nessuno fino a quando non avrà ottenuto quello che vuole. Il sequestro dura sedici ore e ha conseguenze devastanti, in grado di trasformare il peggiore degli incubi in realtà e di spazzare via ogni certezza, passata e futura. Ed è così che l’odio esplode incontrollato…

Recensione: 

Non avevo mai letto niente di Matteo Ferrario, l’autore de “Il silenzio che rimane”, ho scoperto una capacità narrativa fluente e incalzante come lo scorrere di un fiume tra i monti, dalle cui cime trova la forza per buttarsi verso la valle e trascinare ogni cosa incontri al passaggio. Ecco, le pagine di questo libro hanno saputo trascinarmi in un crescendo di lucidità recuperata come dopo un lungo sonno, con alternarsi di angoscia e riflessione, fino all’epilogo; “Il silenzio che rimane”, lo so per certo, è uno di quei libri che non dimenticherò mai. Una finestra aperta verso la società della quale faccio parte, che anch’io, come voi, contribuisco ogni giorno a rendere tale: fredda, frettolosa, egoista, arrabbiata. 

Una società che odia, e si dimentica di chi è veramente importante fino a quando non si accorge che rischia di perderlo. Che forse lo ha già perso per sempre. 

“Eravamo stati felici, su questo non c’erano dubbi, ma nessuno dei due ricordava di preciso come fosse stato possibile”.

Il problema è che non ce ne rendiamo conto. Ci svegliamo al mattino, crediamo di stare facendo tutto per bene – sì per bene – e non badiamo al fatto che tra le mani già brandiamo il nostro smartphone, mentre facciamo colazione controlliamo le notizie online e ci dimentichiamo di prenderci un po’ di tempo, qualche ora prima di affrontare le incombenze della giornata, per parlare con la persona che abbiamo scelto di avere accanto. “Come stai?” Quanti di voi fanno questa domanda al proprio partner, ai genitori, agli amici, prima di lanciarsi nell’esaminare i fatti salienti della cronaca? Abbiamo voglia di parlare, di fare ipotesi, di dire la nostra… ma non su ciò che ci riguarda davvero. Perché forse è più semplice, o magari siamo solo distratti. Abituati. Chi lo sa!

“Eravamo tutti bestie allo stesso modo. Animali indifferenti, e ci meritavano il male che presto o tardi pioveva addosso a ciascuno di noi”

Durante la lettura di “Il silenzio che rimane” mi sono interrogata a lungo – per tutta la durata del libro – su quanti degli atteggiamenti narrati, di cui il protagonista Davide si pente, mi appartengano. Beh, è stato angosciante scoprire che ne condividiamo davvero tanti, io e Davide. 

“Il silenzio che rimane” è un libro schietto, che dipinge con lucidità i lati oscuri di questa società che è fatta da ognuno di noi. Un libro, come dicevo, che ti spinge a riflettere e che credo abbia il potere di cambiare la vita dei lettori. Un libro che recensirò solo con queste parole, poche rispetto al solito, soltanto perché non riuscirei a rendergli mai giustizia… dovete leggerlo. Ecco, sì, questo ve lo dico: dovete leggerlo! 

 

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