“Il tatuatore” è il titolo del nuovo e avvincente thriller edito Newton Compton.


Titolo: Il tatuatore
Autrice: Alison Belsham
Genere letterario: Thriller
Costo e-book: €2,99
Costo copertina rigida: €10,20
Link per l’acquisto: Amazon

Trama:

BrightonL’ispettore Francis Sullivan, giovane e ambizioso, è stato appena promosso, e questo è il suo primo caso importante. Marni Mullins, una tatuatrice di Brighton, ha trovato un corpo orribilmente scuoiato. Dalle prime indagini sul cadavere risulta chiaro che non si tratta di un omicidio isolato ma dell’opera di un serial killer. Il modus operandi e la firma sono agghiaccianti: mentre la vittima era ancora in vita, l’assassino ha rimosso intere porzioni di pelle, presumibilmente tatuate. Questa pista porta Sullivan a credere che una come Marni, che conosce il mondo dei tatuaggi come le sue tasche, sia l’unica persona in grado di aiutarlo.

Ma lei ha tante ragioni per non fidarsi della polizia. E quando riuscirà a identificare il prossimo bersaglio del killer, lo dirà a Sullivan o si metterà da sola alla ricerca del “Ladro di Tatuaggi”? 

Recensione:

“Cioè crede che abbiamo tra le mani
una specie di ladro di tatuaggi?
-Sì. È esattamente questo. Un ladro di tatuaggi.”

Io ho divorato “Il tatuatore” in un week-end. Il titolo originale, The Tattoo Thief, letteralmente “Il ladro di tatuaggi” forse sarebbe stato più azzeccato e potrebbe ricalcare qualche oscuro caso di cronaca nera. Ma è un difetto davvero microscopico.

Marni Mullins, una tatuatrice di Brighton, trova un corpo in un cassonetto. E suo malgrado si vede coinvolta nelle indagini. Il cadavere, infatti, risulta scuoiato e proprio in corrispondenza di un tatuaggio alquanto pregevole. Qualcuno scortica le persone mentre sono ancora vive e le lascia morire dissanguate. L’ispettore Francis Sullivan, fresco di nomina, chiede l’aiuto di Marni per venirne a capo. La trama è probabilmente già sentita, ma quello che colpisce de Il tatuatore è la scrittura di Allison Belsham. Intanto, pare che la signora sia piuttosto brava a scrivere sceneggiature (avendo letto questo romanzo, non stento a crederlo) e poi, grazie a Il tatuatore ha vinto i Bloody Scotland Crime Writing. Questo per farvi capire che cosa abbiamo tra le mani.

“L’arte è più importante delle persone.
È una cosa che ho capito sin da bambino.
Il corpo umano è l’opera d’arte suprema, quando lo
decoriamo con i nostri lavori la sua bellezza è
amplificata. L’arte deve sopravvivere nel tempo, in
un modo che è precluso al corpo. L’arte è pura e vera,
mentre l’umanità è falsa, vanitosa e depravata.”

L’incipit de Il tatuatore è una bomba! Leggendolo mi sono contorta sulla sedia (e le contorsioni non sono finite lì.). Non sto scherzando. In questa prima fase, la narrazione e le crudissime, cinematografiche descrizioni spettano al Ladro di Tatuaggi. In seguito, l’autrice viene subito al dunque (il ritrovamento del cadavere) senza girarci troppo attorno e, soprattutto, senza voler per forza caratterizzare i protagonisti già dalle prime pagine. Piuttosto, la caratterizzazione di Francis e Marni avviene in maniera graduale e piacevole per il lettore.

Stavolta, abbiamo un ispettore completamente diverso da quelli a cui siamo abituati: niente acciacchi, niente tabacco e superalcolici. Francis è giovane, ligio al dovere e religioso. Ovviamente, tutto ciò non gli vale la simpatia e la stima dei suoi colleghi e sottoposti, che lo vedono come uno sbarbatello timorato di Dio e aspettano di guardarlo fallire già al primo incarico. Del resto, nemmeno Marni si fida di lui, o delle forze dell’ordine in generale, e scopriremo che ne ha ben donde.

“Riusciva appena a vedere, in quel cumulo
di poltiglia sporca e maciullata che un tempo
era la carne della vittima, diversi taglietti che
affondavano nel substrato.”

Ho deciso di incollarvi la descrizione più innocua per non turbare la vostra sensibilità, ma mi serviva per parlare di uno degli aspetti che ho amato de Il tatuatore: l’autrice non lascia niente al caso. Con precisione chirurgica mette in scena i crimini del Ladro di tatuaggi, una penna decisamente non destinata ai deboli di cuore! L’antagonista di questa storia è un villain astuto, ossessionato dal sangue, dalla personalità narcisistica (ego smisurato e ipersensibilità al giudizio altrui), credibilissimo e temibilissimo.

“Cos’era che univa le vittime, a parte i
tatuaggi che avevano in comune? Cosa
faceva di loro un bersaglio?”

Il ritmo è incalzante, i capitoli si susseguono rapidamente senza però lasciarci incompiuti, ma anzi riempiendo tutti i nostri spazi: ogni particolare trova un posto! Mi è sembrava di vedere un film e mi sembra una cosa positiva, ogni buon romanzo è in grado di mostrare. Oltretutto, è impossibile accantonare per qualche ora questo romanzo senza sentirsi in qualche modo richiamati. “Il tatuatore” è anche ben tradotto, cosa che vale la pena specificare, di questi tempi. Servono ulteriori incoraggiamenti per indurvi a leggerlo?

“Ho assorbito tutto come una spugna, finché
non ha avuto più nulla da darmi. Oltre alla sua
pelle, ho conservato anche i suoi clienti.”


Alessia Garbo.

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