Iron Flowers è uno dei romanzi fantasy più travolgenti che io abbia letto nell’ultimo periodo. Non divorarlo sarà impossibile. 

Titolo:  Iron Flowers
 Autrice:Tracy Banghart
Casa editrice: De Agostini
Genere: 
Fantasy
Store d’acquisto: Amazon  

Trama: 

Non tutte le prigioni hanno le sbarre. In un mondo governato dagli uomini, in cui le donne non hanno alcun diritto, due sorelle non potrebbero essere più diverse l’una dall’altra. Nomi è testarda e indisciplinata. Serina è gentile e romantica, e sin da piccola è stata istruita per essere un esempio di femminilità, eleganza e sottomissione. Sono queste le doti richieste per diventare una Grazia, una delle mogli dell’erede al trono. Ma il giorno in cui le ragazze si recano nella capitale del Regno, pronte a conoscere il loro futuro, accade qualcosa di inaspettato che cambierà per sempre le loro vite. Perché, contro ogni previsione, è proprio l’indomabile Nomi a essere scelta come compagna del principe, e non Serina. E mentre per Nomi inizia una vita a palazzo, tra sfarzo e pericolosi intrighi di corte, sua sorella, accusata di tradimento per aver mostrato di saper leggere, viene confinata sull’isola di Monte Rovina, un carcere di donne ribelli in cui, per sopravvivere, bisogna combattere e uccidere.

È così che entrambe si trovano prigioniere, l’una di una gabbia dorata e l’altra di una trappola infernale. Per le due sorelle la fuga è impossibile: un solo errore potrebbe significare la morte. E allora, quando non c’è soluzione, l’unica soluzione è cambiare le regole.

Recensione:

Il Fantasy è il mio genere preferito in assoluto. Ogni volta che un romanzo di questo genere mi arriva tra le mani mi sento la persona più felice dell’intero universo. Premetto che mi sento in questo modo ogni volta che leggo un libro di qualsiasi genere, ma i fantasy hanno quel qualcosa in più. Iron Flowers non ha deluso le mie aspettative, che erano davvero tante dopo aver letto la trama, piuttosto le ha soddisfatte a pieno.  Iron Flowers sembra quasi la narrazione di una favola, ricca di tutti gli elementi che servono per renderla tale: una storia d’amore, l’odio, il cattivo, i buoni e l’avventura elementi che potrete trovare uno per uno tra le pagfine di questo romanzo. Avvenimenti che sono ben miscelati insieme e descritti in modo impeccabile in modo da non stancare il lettore, piuttosto renderlo assuefatto dalle pagine tanto da volerle divorare tutte insieme.

Le vere protagoniste di questo romanzo sono le donne, costrette a ruoli marginali: sono schiave, serve e hanno dei limiti che sfiorano l’impossibile, si basti pensare che non gli è concesso fare nulla. Non hanno scelta, non hanno libertà di parola o di pensiero e non possono nemmeno crearsi una cultura: non possono studiare e non possono imparare a leggere. Le scuole sono solo per gli uomini che, in questo romanzo fantasy dispotico, hanno il potere e la cultura. L’unica possibilità per le donne di riusce a risollevarsi un po’ da una vita in miseria è quella di diventare una Grazia. Le Grazie sono le moglie del Supremo, il Re. Ogni tre anni il sovrano sceglie tre donne, le quali diventeranno sue mogli e avranno la possibilità di vivere al palazzo salvando se stesse e la loro famiglia dalla povertà.

Ed è a questo punto che arrivano le nostre protagoniste, due sorelle che non potrebbero essere più diverse di così: Serina e Nomi.

Serina è bella ed è stata educata per diventare una Grazia così da salvare la sua sua famiglia dai disagi sopraelencati. Ha dedicato tutta la sua infanzia al suo aspetto fisico per divenire la più bella e attraente così da essere notata dal sovrano. E proprio perché ogni Grazia può avere al suo fianco un’Ancella, Serina ha scelto sua sorella Nomi in modo che possano vivere insieme a palazzo.

Nomi è l’opposto della sorella: è uno spirito fin troppo ribelle. E’ indomabile e non ama essere trattata come uno scarto e cosa più importante: non condivide il pensiero di Serina e nemmeno il suo desiderio di diventare una Grazia.  Nomi, inoltre, ha una repulsione per le regole infatti pur essendo una donna ha imparato a leggere. Ed è proprio a questo punto che il primo colpo di scena ci investe come un treno in cosa: ad essere scelta non sarà Serina, come tutte ci aspettavamo, ma Nomi.

Nomi aveva gli occhi spiritati e i capelli le sfuggivano
dalla lunga treccia. Il semplice vestito marrone le si
era sollevato su un fianco,  rendendo l’orlo sbilenco.
Anche in quel momento, con il suo abito migliore,
sembrava più indomabile che mai. Una ragazza che
odiava tutto delle Grazie e ciò che rappresentavano…
e adesso era una di loro. 

Da questo momento in poi il romanzo entra nel vivo della sua ambientazione, nel vivo de suoi drammi, colpi di scena ed emozioni folli che si intrecceranno nel vostro stomaco impedendovi di leggere. Perché si, Iron Flowers vi picchierà forte allo stomaco come un pugno ricco di sentimenti e vi costringerà a leggere fino a quando non sarete arrivati al prossimo incubo, al prossimo colpo di scena. E vi assicuro che ce ne saranno tanti e tutti, nessuno escluso, sarà meno prevedibile dell’altro.

Se questo è il destino di Nomi, il destino di Serina sarà sicuramente il peggiore che potrete mai immaginare. Le verrà posta davanti una realtà che non conosce e alla quale non è pronta: lei, cresciuta per essere una Grazia dovrà cambiare ogni minima cosa della sua vita e delle sue convinzioni per sopravvivere a Monte Rovina. Non voglio dirvi come, non voglio farvi alcun spoiler, ma il cambiamento sarà radicale, inverosimile. La colpa del suo destino è della sorella Nomi, tuttavia il legame tra di loro è indissolubile e anche lontane non smetteranno mai, nemmeno per un secondo, di pensarsi, di provare a salvarsi.

In quel preciso momento Serina fece una scelta.
Monte rovina non l’avrebbe piegata. E sicuro come il
fuoco 
che divorava l’isola dall’interno, non
avrebbe permesso 
che l’Erede piegasse Nomi.
Sarebbe fuggita.  
In un modo o nell’altro
sarebbe fuggita.
E avrebbe salvato la sorella. 

Sicuramente questo romanzo è un inno alle donne: alla loro forza, alla loro voglia di essere indipendenti, all’amore che nutrono per gli altri e soprattutto per la famiglia, a come cercano sempre di sollevarsi insieme e come MAI nessuno dovrebbe permettersi di spingerle giù. Questo libro vuole dare potere alle donne e forse è anche questo che l’ha reso così unico, così appassionante. Ognuna di noi dovrebbe prendere esempio o ispirazione da Serina e Nomi. Non dovremmo lasciarci abbattere da chi si reputa più forte, ma essere forti per noi stesse.

Serina e Nomi crescono di pagina in pagina, soprattutto da quando entrambe sono costretta a dover convivere con i propri incubi e nonostante ciò sono pronte a sacrificarsi per salvare l’altra. L’amore, sebbene non sia l’elemento principale di questo romanzo, entrerà lentamente nelle loro vite, in punta di piedi, ma saranno degli sprazzi emozionanti. Anche i personaggi secondari sono ben strutturati e tutto è decisamente definito nel migliore dei modi. Non mi resta che consigliare questo romanzo a chiunque ami il genere, ma anche a chi non è un appassionato di Fantasy e chissà, magari Iron Flowers vi farà ricredere! 

Serina non aveva rimorsi. Sapeva di avere ragione.
Forse sarebbe morta, ma morire alle proprie
condizioni 
era meglio che vivere da assassina.
Sua sorella sarebbe 
stata fiera di lei.
Adesso Nomi non era più l’unica ribelle. 

Linda. 

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