Il tempo sembra non bastare mai. Ma il tempo dei ricordi non finisce in un solo ciclo. Per rivivere i ricordi, per immergersi ancora una volta in quei legami profondi, nei sentimenti, basta andare lì. L’ospedale degli oggetti imperfetti, Torralta. Destinazione? Un mondo di magia.


Titolo: La collezionista di meraviglie
Autrice: Valentina Cebeni
Casa editrice: Garzanti
Data di pubblicazione: 20 Settembre 2018
Genere: Narrativa
Store d’acquisto:  Amazon.

Trama:

«In questo laboratorio si curano gli oggetti dimenticati, rotti. Quelli che la gente butterebbe ma non lo fa perché vi è troppo legata. Si dona loro una seconda vita, un punto di partenza per costruire nuovi ricordi, perché non vada tutto perduto.»

Dafne è solo una bambina quando, in un vecchio baule di casa, trova una spazzola d’argento. È così brillante che non riesce a distogliere lo sguardo. Quando la prende in mano le appare una donna che, seduta davanti a uno specchio, si spazzola la lunga chioma bruna. È così che scopre di avere un dono straordinario: le basta sfiorare oggetti antichi per vedere la storia dei loro proprietari. Da allora sono passati anni, in cui ha cercato di ignorare questa capacità, che le parla di un passato che ha fatto di tutto per dimenticare. Ma ora che la sua vita non la soddisfa più, non può fare finta di niente: deve tornare a Torralta, dove tutto è cominciato.

Solo lì potrà sperare in un nuovo inizio. Ad aspettarla c’è la bottega antiquaria di nonno Levante. Appena vi mette piede, si rivede bambina mentre corre tra gli scatoloni ingombri di chincaglierie di ogni genere. E soprattutto ritrova il familiare odore di polvere e vernice. Troppo familiare per non farle venir voglia di riaprire il negozio e riportarlo all’antico splendore. Con l’aiuto dell’amorevole nonna Clelia e di Milan, un insolito collaboratore che ha trovato rifugio proprio nel negozio vuoto, Dafne trasforma la bottega in un ospedale per oggetti dimenticati, dando loro nuova vita. Ma un giorno, tra gli scaffali polverosi, si imbatte in un vecchio orologio da taschino che le parla di una coppia e del loro amore contrastato.

Dafne non sa a chi sia appartenuto, né per quale motivo sua nonna ne conservi uno identico. Sente però che, in qualche modo, quell’orologio ha a che fare con la sua famiglia e con il dono che è tornato a farle visita. Per questo, è pronta a scoprire la verità sul mistero che lo avvolge. Perché solo così, ascoltando ciò che il passato ha da dirle, potrà ritrovare sé stessa.

Recensione: 

“ I sentimenti, angelo mio, sono quanto di
più prezioso abbiamo, e spesso li affidiamo a
degli oggetti; che si tratti di una lettera, di una
poesia o di un fiore appassito, poco importa: non
è il valore economico dell’oggetto a renderlo
prezioso, quanto i sentimenti che esso rappresenta,
che custodisce. È così che l’oggetto smette di essere
tale e diventa una particella di amore, di magia.”

Leggendo la trama de “La collezionista di meraviglie” mi aspettavo davvero tanto da questo libro. Normalmente non è il genere di libri che preferisco. Mi piacciono i libri che si leggono tutto d’un fiato, che regalano adrenalina come se piovesse, che ti fanno rabbrividire, in mille modi diversi. Ma ho deciso di dare un’opportunità anche a questo, a Valentina Cebeni. Una scrittrice che non conoscevo ma che speravo si sarebbe fatta amare.  Ed ecco forse il mio primo errore. Sopravvalutare un romanzo è un qualcosa da non fare. È meglio partire da aspettative basate sulla curiosità, aspettando che siano quelle parole a conquistarsi un posto nel vostro cuore.

La trama del libro è davvero interessante. Un personaggio femminile che sembra essere forte, dotato di quel dono. Poter vedere, attraverso un tocco, la storia di quel proprietario. Come se egli volesse lasciare un ultimo messaggio ai suoi cari, che Dafne comprende e capisce. E Dafne, che ama la storia e i sentimenti racchiusi dentro ogni oggetto, li manipola facendo si che un qualcosa di ormai dimenticato possa tornare ad essere utile, a rendere felice coloro che lo hanno amato.  Lo stile linguistico è molto ricercato, emozionante. Sembra talvolta di leggere pura poesia. I sentimenti racchiusi in ogni parola sono quasi tangibili. Quasi come se potessi toccarli soltanto allungando la mano.  Dafne è forte, ma fragile. Quel genere di protagonista che potrebbe rispecchiare molte donne di oggi.

Una vita difficile, una malattia che ha cercato di strapparle le ali, un amore sbagliato, ma alla quale lei credeva con tutta se stessa. Fino a quando non ce la fa più, e dice basta. Basta vivere per il lavoro, basta vivere per un uomo che non la amerà mai come lei invece si, basta essere l’altra donna, la rovina-famiglie. Basta sperare che l’uomo che ami lasci la moglie ed il figlio per lei.  È un personaggio complesso, che alcune volte ti porta vicino alle lacrime, ed altre ti fa soltanto venire voglia di urlare. Un personaggio che sbaglia, che continua a sbagliare, ma che riesce alla fine a comprendere e ad uscire da quel tunnel nella quale ormai non vedeva l’uscita.

Okay, non è stato un libro che metterei nella mia top ten. È molto lento, molto pacato. E Dafne non è esattamente il mio ideale di personaggio. Immaginavo già la fine della storia, sin dall’ingresso di Milan, il co-protagonista. Ed avevo ragione.

La storia d’amore è chiara sin dalle prime pagine, così com’è chiaro il fatto che, sebbene Dafne sia una protagonista imperfetta, fragile, talvolta quasi isterica, tutti la amano. Tutti la trovano meravigliosa. Tuttavia, leggendolo, ho trovato anche delle perle che mi hanno colpito.  La storia dei due orologi, davvero magica, se approfondita meglio. La storia dei due amanti che attraversa i secoli, alla quale non puoi che affezionarti. Guache, la gatta di Milan che fa sorridere ad ogni comparsa. E la piccola Marie Helene, un tornado in miniatura che non puoi che trovare adorabile dalla sua prima apparizione.

“ Dafne però era bella, di una bellezza non
da copertina patinata, ma sincera. Un bagliore
in una stanza buia, l’acqua offerta a una pianta
riversa su se stessa. La mano tesa verso di lui
in una notte disperata. “

Vale la pena leggere “La collezionista di meraviglie”? Secondo me, si. Si, se volete immergervi in un mondo di emozioni, se anche voi apprezzate le cose imperfette e se credete nella magia dei ricordi.

Ambra Ferraro.

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