“La felicità arriva quando scegli di cambiare vita” è il secondo successo di Raphaëlle Giordano, edito Garzanti.


Titolo: La felicità arriva quando scegli di cambiare vita
Autrice: Raphaëlle Giordano
Genere: Narrativa contemporanea
Costo e-book: €9,99
Costo copertina rigida: €15,21
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Trama

Per il manager Maximilien Vogue la giornata è iniziata con il piede sbagliato. Sta di nuovo litigando con la bella Julie che ora, stanca delle continue discussioni, gli porge un volantino con la presentazione di un corso quanto mai insolito. Un corso tenuto da una donna altrettanto stravagante. Si chiama Romane e di professione combatte l’arroganza sempre più diffusa. È convinta che il mondo sarebbe un posto migliore se tutti praticassimo la gentilezza. Lei sa come insegnarla e offre un biglietto di sola andata per la felicità a chi sceglie di mettersi in gioco. Da buon scettico, Maximilien non crede a una sola parola. Ma poi, un po’ per gioco un po’ per curiosità, decide di iscriversi al corso.

Dapprima i consigli di Romane gli sembrano semplici e banali. Eppure, a poco a poco, si accorge che dentro di lui qualcosa sta cambiando. Scopre che basta un piccolo gesto, ogni giorno, per ritrovare il piacere della condivisione e la bellezza della quotidianità: al mattino dedicare almeno un’ora a prendersi cura di un fiore o di un animale domestico; annotare quanti «grazie» riusciamo a dire prima di andare a letto; imparare a riconoscere e accettare gli errori commessi durante la giornata. E si rende conto che non c’è niente di meglio che trascorrere del tempo con gli amici e riprendere la buona vecchia abitudine di stringere la mano per ritrovare rapporti autentici e duraturi. Perché è solo mostrando il nostro lato più sensibile e attento alle esigenze degli altri che possiamo cambiare la nostra vita e raggiungere la felicità. Quella vera che, una volta trovata, non si può più dimenticare.

Recensione

“Fra le caratteristiche ricorrenti nei soggetti
predisposti all’iper-arroganza si osservano, in
gradi diversi: una certa ipertrofia dell’ego
(e il conseguente egocentrismo), una tendenza al
dominio e un senso di superiorità più o meno
esacerbati, una naturale inclinazione ai giochi
di potere e ai rapporti di forza.”

Forse il titolo, “La felicità arriva quando scegli di cambiare vita”, è troppo lungo perché rimanga impresso, ma questo romanzo offre sicuramente spunti di riflessione più che validi.

In sintesi, Romane è convinta che la bontà d’animo si possa coltivare e praticare, con un po’ di pazienza. Secondo lei, il più è rendersi conto di essere arrogante e chiedere aiuto, innescando così un processo di rinascita. Maximilien, invece, è sicuro che per avere successo nella vita bisogna comportarsi da uomo. Scettico ma curioso, decide di partecipare al programma di Romane presso l’Accademia del sorriso e, piano piano, impara l’arte della gentilezza e smette di prendersi tanto sul serio.

“Romane ricordava anche tutti gli sciagurati e
frequentissimi piccoli attentati alla sensibilità
(indelicatezza, incapacità di ascoltare, meschinerie varie),
la deplorevole propensione di alcuni all’aggressività
gratuita, senza dimenticare la malafede in perfetta
buonafede, così tristemente diffusa.”

L’incipit e le immagini che evoca -l’arena, il toro, il torero e il sangue- sono abbastanza validi e ci lasciano entrare nel vivo della narrazione e del personaggio di Romane. Dolce e al tempo stesso decisa, anche lei ha delle insicurezze, come tutti, tuttavia il suo lavoro consiste nell’aiutare gli altri. Non solo i gruppi che partecipano al suo corso, ma anche le famiglie e i colleghi dei partecipanti. Tutte vittime dell’iper-arroganza maschile.

Maximilien, rigoroso, scontroso e volitivo manager, ha votato la sua vita alla carriera, però per farlo ha lasciato indietro una parte di sé, quella umana, è stressato e sfoga le proprie frustrazioni sui suoi sottoposti. Non è facile avere a che fare con lui.

“Fino al rischio di troppo, che era costato
la vita di sua moglie, la madre di Romane.
Sipario e buio in sala. L’uomo iper-arrogante
era morto insieme a lei quel giorno.”

Romane conosce più che bene gli effetti devastanti dell’iper-arroganza ed è pronta, con condiscendenza, solerzia e, se dovesse servire, fermezza a sconfiggerla. Come dicevo, i concetti esplorati dall’autrice sono interessanti, perché rappresentano la realtà. Sono lo specchio della società moderna. Orde di gente allevate a pane e aggressività, potere, dominazione, forza e maschilismo: tutto radicato nell’educazione, difficile estirpare secoli di tale eredità culturale. I “comportati da uomo” mietono probabilmente più caduti delle bombe, partoriscono adulti morti dentro.

“Si meravigliò di essere nervoso. Lui, nervoso!
Quell’associazione di parole suonava stonata.
Maximilien non lo era mai. Non gli avevano sempre
detto che l’agitazione era una caratteristica dei deboli?
Nella sua famiglia la forza di trasmetteva di padre in figlio.
Un uomo forte doveva assomigliare a una lucertola:
mantenere il sangue freddo e la testa alta.”

Da questo estratto, si può facilmente intuire quanto lo stesso Maximilien sia contemporaneamente carnefice e vittima delle assurde convinzioni che il padre gli ha inculcato in tenera età. Peccato che poi il romanzo si risolva in un banale rosa, con i puntini di sospensione alla fine di molti capitoli, tutti brevi. Esempio: “E andò a farsi una doccia, meditando una strategia di uscita…”. Fine del capitolo. Trovo che questo tipo di narrazione giochi col lettore e lo lasci “appeso” senza un vero colpo di scena, tra l’altro.

In linea generale, comunque, i puntini di sospensione abbondano, così come il discorso indiretto, che l’autrice predilige a scapito del diretto. Il racconto si serve di un narratore onnisciente ma il punto di vista di sposta da Romane a Maximilien, torna a Romane e ancora altri personaggi secondari prendono la parola, creando un po’ di confusione in chi legge. Negli ultimi capitoli, si assiste a un cambio di registro narrativo (la protagonista crea mentalmente un grillo parlante interiore, cosa che non aveva fatto prima) che penalizza questo romanzo.

In linea di massima, penso che l’evoluzione di Maximilien risulti credibile, tuttavia non mi sento di dare un voto alto a “La felicità arriva quando scegli di cambiare vita”.

Alessia Garbo.

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