Reuben Sachs e altri racconti è una di quelle opere che chiunque deve conoscere.

Reuben sachs e altri racconti è una visione sgraziata, ribelle, moderna di una società lontana dalla nostra ma, forse, non poi così diversa.

reuben sachs e altri racconti

Titolo: Reuben Sachs e altri racconti.
Autore: Amy Levy
Genere: Classici
Editore: Darcy Edizioni
Link d’acquisto: Amazon.

Trama:

Il giovane promettente avvocato Reuben Sachs, appartenente a una delle famiglie ebree più in vista di Londra, è tornato da un viaggio prescrittogli dal medico per motivi di salute. Ad attenderlo è l’amorevole madre, l’isterica sorella, una serie di amici intimi e parenti di discutibile carattere, ma soprattutto la bella Judith. Attratti l’uno dall’altra, sembra che Reuben si sia convinto delle intenzioni verso la ragazza, se non fosse che ella appartiene a una classe sociale minore e chiaramente osteggiato dalla propria famiglia che non la considera affatto come degna di loro, egli riflette sull’interesse economico che ne verrebbe da una simile unione. Durante una serata tra amici, Judith aspetta l’arrivo di Reuben, in ritardo per motivi di lavoro che lo trattengono in tribunale. A farle compagnia è il ricco, Gentile e impacciato Bertie Lee-Harrison, legato alle famiglie nobili di Londra. È quella sera che si crea un triangolo d’amore e gelosia tra Reuben, Judith e Bertie, un momento di verità breve come un soffio, caduco come la vita di un fiore, il geranio che Judith tiene appuntato sul petto e schiacciato dal geloso Reuben.

Chi dei due giovani sposerà la bella ma povera figlia di un bibliofilo? E che ne sarà dell’innamorato che la perderà? Una storia dal finale inaspettato, che rivela tutta l’intenzione dell’autrice a non cedere a facili sentimentalismi, al lieto fine per forza quasi d’obbligo per i romanzi del tempo, soprattutto pronta a sacrificare l’amore per rispettare la vita reale.

Recensione:

Chiunque mi conosce bene sa quanto io ami la letteratura inglese. Sono cresciuta con Dickens, Oscar Wilde, Tennyson e chi più ne ha più ne metta. Apprezzo lo stile, le storie, le poesie. Tutto ciò che questi autori ci raccontano di un secolo così affascinante, pieno di innovazioni. Un’altra epoca che mi ha sempre resa molto curiosa. Immaginate quindi la mia felicità nel recensire per voi questa autrice che, sebbene non la conoscessi, fa proprio parte di questo periodo storico inglese.

Permettetemi intanto di farvi conoscere questa scrittrice. Amy Levy, nata e vissuta nella seconda metà dell’ottocento. Scrittrice e poetessa femminista, fu una delle prime donne ebree a frequentare l’università di Cambridge. Ha scritto diverse opere – alcune di stampo femminista e “innovativo” per l’epoca, altre riguardo alla condizione ebraica – tra cui il suo primo “ A Romance of a Shop” considerato uno dei primi romanzi New Woman.

Aveva ventidue anni, nella primissima
giovinezza e bellezza; una creatura alta,
dall’aspetto regale, con una squisita testa
scura, tratti come quelli di un volto inciso su
gemma o cameo e occhi pieni, lustri e lugubri,
completamente in disaccordo con le
caratteristiche gradevoli della loro
proprietaria.”

Il libro è formato da quattro racconti brevi.
Iniziamo parlando di quello che da il titolo al libro. Reuben Sachs è un racconto breve, pieno zeppo di personaggi. Il protagonista, che da il nome al racconto, nonostante sia citato quasi ovunque non è realmente il fulcro della storia che gira più intorno alla figura femminile di Judith, ebrea e povera. In questo racconto assistiamo ad una magistrale e goliardica descrizione dei personaggi. Ogni dettaglio fisico, ogni atteggiamento, viene quasi enfatizzato ma senza mai storpiare il racconto. Un’ironia moderna, quasi malvagia, trasuda da ogni singolo capitolo. Fantastico per un’opera di quel tempo, soprattutto se scritto da una donna. Totalmente diverso rispetto ai romanzi della Austen o delle sorelle Bronte.

 Adelaide Sachs, o per darle il giusto titolo, la signora Montague Cohen, era una magra, scura giovane donna di ventotto o ventinove anni, con un viso irrequieto, avido, giallastro e di maniere brusche. Era vestita molto riccamente e alla moda con un abito inadatto di seta verde, e indossava grossi diamanti solitari alle orecchie. Lei e sua madre infatti non erano mai state viste senza simili gioielli, che sembravano tollerare lo stesso legame coi loro proprietari come il codino a un cinese.

Il secondo racconto, “Miss Meredith”, ha uno stile invece molto diverso, più vicino alla cultura dell’epoca. Anche stavolta la protagonista è una donna. Ha uno stile decisamente più classico, più raffinato. Il tema dell’istitutrice bella, dolce e povera viene trattato come tipicamente nel periodo dell’ottocento, con l’Italia a fare da cornice.

Il terzo, “Cohen del Trinity” personalmente non mi ha fatto impazzire. Ha uno stile più pessimistico, dove la mancanza di stimoli e la vita piatta sembrano essere le solite caratteristiche di una vita umana. È il quarto, l’ultimo, quello che ho personalmente trovato più piacevole, più moderno.
“Diario di una ragazza normale” è un racconto breve sotto forma di pagine di diario. Il tema del romanzo è l’estetica, di un mondo in cui conta più che altro l’aspetto. Dove soltanto chi è bello merita di avere successo, di essere amato.

Personalmente ho apprezzato molto questi racconti, e sono felice di aver scoperto un’autrice così interessante e di cui voglio approfondire.
Consiglio questo libro a chiunque abbia un debole per la cultura vittoriana, a chiunque piace leggere “contro corrente”, a chiunque si è sempre chiesto se, oltre la Austen, ci fosse una visione più femminista di un periodo in cui la donna altro non era che un bel pupazzetto pronto ad obbedire ed innamorarsi. Sono più che sicura che non ve ne pentirete.

Ambra Ferraro.

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