Caro ( o cara ) C. K. Harp, posso dirti una cosa?  Ti odio. Ti odio tantissimo. Mi hai fatta piangere per tutto il romanzo, praticamente dall’inizio alla fine e giuro, io non piango praticamente mai per i romanzi, se non per rare eccezioni e questa volta non posso proprio fare a meno di dirlo: ti odio (sempre nel senso positivo del termine).

Ora che ho detto la mia, saluto i miei cari lettori e no, non sono pazza lo giuro. C. K. Harp, uno pseudonimo sotto cui si nasconde qualcuno che di parole se ne intende, mi ha fatta piangere come non ci fosse un domani e ciò non è affatto giusto. Non ero pronta a piangere tutte le mie lacrime. Non ero pronta a nulla, ad essere sincera.
Innanzitutto è il primo romanzo MxM che leggo, ero titubante perché avevo paura di non capire appieno ciò che avrei letto e, invece, già dai preamboli fatti dallo stesso autore (o autrice?), mi sono calmata. Ho amato il fatto che abbia scritto che scrive di persone indipendentemente dal sesso di esse. Però, però, però. Così vi ho praticamente spoilerato il mio giudizio, non va affatto bene, però non posso fare a meno di farlo perché ho amato tantissimo questo romanzo e ho praticamente sclerato con chiunque avessi nelle vicinanze.

schermata-2016-09-26-alle-17-57-54Okay, tornando a vestire i panni di una scrittrice seria (ma dove???), vorrei iniziare a fare la recensione del libro, partendo come solito dalla copertina. Ancora una volta mi trovo una copertina semplice, con toni scuri, ma assolutamente efficace per quanto riguarda lo sguardo: attira ed è ciò che serve per avere dei potenziali lettori. Ancora una volta non posso dire nulla su questo punto, se non che la copertina risulta perfetta per l’argomento trattato (forse le case editrici dovrebbero imparare dagli autori di self, non so, vedete voi, mi sembrano più adatti nello scegliere le copertine).

Sono abbastanza sensibile sull’argomento malattia e leggendo il libro è forse anche per questo che ho pianto, ma vorrei semplicemente fare i complimenti a chiunque ci sia dietro questo pesudonimo (maschio o femmina che sia non mi importa, per me hai scritto benissimo ed è ciò che conta, così come contano le persone e non il sesso, non voglio cercarti e non voglio rovinare tutto questo).  Ho trovato questo libro scritto magnificamente. Chiunque abbia curato l’editing ha fatto un lavoro eccezionale, non ho trovato un errore, niente che potesse farmi storcere il naso. I salti temporali, benché siano molti, fanno comprendere tutto in maniera piena e totalizzante e ti fanno entrare nella storia. Come ho detto all’inizio, la malattia è stata un fattore che sicuramente mi ha fatta piangere, ma devo essere onesta: è stata una storia così sincera, così viva che non potevo non commuovermi. La storia e i personaggi sono così maledettamente perfetti nella loro imperfezione e nella loro realtà che non si può non amarli. I sacrifici, i rimpianti, la paura di non aver fatto abbastanza, di aver sbagliato. E poi quel raggio di sole alla fine della storia, quel barlume di speranza che mi ha fatta felice nella consapevolezza che, dopotutto, in ogni istante, la felicità può tornare a bussare alla tua porta.

Non ho altro da aggiungere, lettori. Vorrei solo invitarvi ad acquistare il romanzo e recensirlo se potete su amazon o, magari, commentare qui, in modo da poter capire cosa ne pensate, adorerei confrontarmi con voi.

LINK DI ACQUISTO: Amazon

E anche per oggi è finita!

Alla prossima,
Yls.

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