Si intitola “Teorema Catherine”, l’ha scritto l’autore di un altro best seller famoso, è edito da Rizzoli.

Titolo: Teorema Catherine
Autore: John Green
Genere: Narrativa contemporanea
Casa Editrice: Rizzoli
Prezzo copertina flessibile: €13,00
Prezzo Kindle: €7,99
Link per l’acquisto: Amazon

Trama:

Da quando ha l’età per essere attratto da una ragazza, Colin, ex bambino prodigio, forse genio matematico forse no, fissato con gli anagrammi, è uscito con diciannove Catherine. E tutte l’hanno piantato. Così decide di inventare un teorema che preveda l’esito di qualunque relazione amorosa. E gli eviti, se possibile, di farsi spezzare il cuore un’altra volta. Tutto questo nel corso di un’estate gloriosa, passata con l’amico Hassan, a scoprire posti nuovi, persone bizzarre di tutte le età, ragazze speciali che hanno il gran pregio di non chiamarsi Catherine.

Recensione:

“E si chiese come fosse possibile che
una cosa che non c’è ti faccia male.”

“Teorema Catherine” mi è stato regalato. O meglio, una persona che mi conosce davvero bene mi ha omaggiato un buono da Feltrinelli e la mia scelta è caduta su questo e un altro libro.  Parto subito dicendo che è un romanzo perfetto per la spiaggia o la montagna. Leggero e ironico, come John Green sa essere, anche quando tratta di temi tosti.

Succede che Colin, ex bimbo prodigio non necessariamente tramutatosi in genio, si innamora sempre di Catherine. Si tratta di persone diverse, tranne in un unico caso, eppure è già successo diciannove volte. Per diciannove volte Colin si è innamorato, non di una Cate, Katherine, Kate e tutte le declinazioni del nome Catherine, ma di una Catherine e basta. Ha intrecciato una relazione più o meno lunga, da due minuti e mezzo a un anno, con una di loro. E inesorabilmente è stato mollato.  Ora, sta soffrendo per l’ennesimo abbandono e si lascia trascinare dal suo miglior, nonché unico amico Hassan in un pazzo viaggio on the road. Si imbatteranno in una minuscola cittadina del Tennessee, in una villa tutta rosa, in Lindsay e sua madre Hollis e decideranno di restare. Infine, visto che un po’ tutti i protagonisti di John Green non desiderano altro che di essere ricordati, si cimenterà in un teorema in grado, secondo lui, di prevedere chi sarà il Mollatore, chi il Mollato, quando con esattezza finirà una relazione e forse lo farà passare alla storia.

“«Lo sai qual è il tuo problema? Non sopporti
l’idea che qualcuno possa andarsene. Sei così
dannatamente terrorizzato dall’idea che qualcuno
possa mollarti, che tutta la tua cazzo di vita è costruita
intorno al non rimanere solo. Beh, non funziona, perché
così non sei un buon amico o un buon fidanzato, così
stai solo pensando forse-non-gli-piaccio-forse-non-gli-piaccio,
e sai cosa? Quando fai così, non piaci a nessuno.»”

Il romanzo è raccontato in terza persona ma il narratore onnisciente segue un unico punto di vista, quello di Colin. Lo stile è lo stesso che ricordavo: scorrevole e allegro, il giusto mix tra sentimento, siparietti divertenti e gag. Tra tutti i libri di John Green, però, è quello che mi è piaciuto di meno. Se “Colpa delle stelle” e “Città di Carta” avevano uno scopo, questo sembra esserne sprovvisto e ti fa chiedere ripetutamente quale sia il punto. Non c’è una trama forte, dietro, non un vero colpo di scena, non che sia necessariamente un male. Stiamo sempre parlando di una lettura d’evasione, in grado di intrattenere sia i teenager che i lettori adulti.

“Aveva nostalgia del suo futuro immaginato.
Si può amare moltissimo una persona, pensò.
Ma non puoi mai amarla tanto quanto la rimpiangerai.”


Alessia Garbo.

  • 7
  •  
  •  
  •  
  •  
    7
    Shares
  • 7
    Shares

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *