Il thriller  “Testimone silenziosa”  lascia con il fiato sospeso e ti stupisce pagina dopo pagina.

Titolo: Testimone silenziosa.
Autrice:  Holly Seddon.
Casa editrice:  Newton Compton
Genere:  Thriller
Store d’acquisto:  Amazon.

Trama:

Il caso Amy Stevenson fece scalpore nel 1995. La ragazza, all’epoca quindicenne, scomparve nel tragitto da scuola a casa e fu ritrovata, giorni dopo, mezza morta. La foto del suo viso angelico venne affissa a ogni angolo di strada, trasmessa per giorni e giorni da tutti i notiziari, ma nessun testimone si fece avanti e l’aggressore non fu mai identificato. Quindici anni dopo, Amy è ancora viva, in un letto d’ospedale, circondata da poster di celebrità degli anni ’90 e dimenticata ormai dal resto del mondo.

Finché nella sua stanza non entra la giornalista Alex Dale, impegnata in un’inchiesta sulle condizioni dei pazienti in stato vegetativo. Alex e Amy sono cresciute nella stessa periferia, hanno ascoltato la stessa musica, flirtato con gli stessi ragazzi… Alex non può fare a meno di sentirsi coinvolta e, nella speranza di poter finalmente emergere dall’inferno personale in cui è piombata da qualche tempo, inizia a indagare su quel caso mai risolto. Ma scavare nel passato potrebbe rivelarsi più pericoloso del previsto, soprattutto quando non è più possibile tornare indietro…

Recensione:

Un buon thriller per appassionare il lettore ha bisogno di una serie di elementi che rendano la lettura curiosa e soprattutto non scontata, ma più di tutto deve riuscire a infondere un certo alone di mistero. Tenere il lettore all’oscuro di tutto, pur dando delle spiegazioni, non è facile e spesso il mistero viene risolto prima che l’autrice arrivi a spiegarlo.  Holly Seddon con “Testimone Silenziosa” è riuscita a dissipare il dubbio fino alle ultime pagine, dove finalmente il mistero si risolve.

Ogni lettore di un libro thriller senza rendersene conto veste i panni di un ispettore pronto a risolvere ogni crimine e cogliere ogni minimo indizio, anche quello meno importante e anche un’azione neutra appare come un indizio. Spesso, però, questi dettagli sono messi in modo strategico proprio per farci cadere nella soluzione sbagliata. Io leggendo questo libro, è capitato di cadere in errore per ben due volte. Ero vicina alla soluzione, ma per tutto il tempo avevo puntato il dito verso le persone sbagliate. Alla fine del romanzo  un parte do me pensava “ma come ho fatto a non capirlo subito?”, mentre l’altra parte era soddisfatta per la bravura dell’autrice nell’aver esteso tutto il romanzo senza farci arrivare per primi alla soluzione, e si congratulava con lei.

«Insomma», proseguì Alex più pacata. 
«Ti pare giusto? Devono aspettare che un’altra famiglia
venga straziata per risolvere il caso?»

Il romanzo inizia con un capitolo di Amy, una ragazzina che frequenta il liceo, ha un ragazzo e un segreto. Il suo segreto è un ragazzo più grande, il suo segreto ha un nome, un volto e un’entità che non ci è data sapere. L’unica cosa che sappiamo di lui è, appunto, che la sua età è maggiore rispetto a quello della nostra Amy. Lei viene aggredita da qualcuno e al suo ritrovamento viene confermata la morte celebrale. A questo punto entrano in gioco altri personaggi, sopratutto Alex Dale, una giornalista che ha tutte le intenzioni di scoprire cosa è successo alla ragazza e vuole in ogni modo darle giustizia. Tramite Alex entriamo nella vita di altri personaggi che in qualche modo, volente o nolente, sono invischiati in questa storia. Altri più semplicemente conoscevano Amy e questo li rende a tutti gli effetti sospettati.

La scoperta degli altri personaggi avviene lentamente, a volte ci perdiamo tra la quotidianità di Alex, i suoi problemi e le sue sconfitte, altre volte ci perdiamo nella vita di un misterioso Jacob. Un personaggio che non riuscivo a collegare nella storia, non riuscivo a capire cosa c’entrasse in tutto questo e perché l’autrice avesse deciso di fare proprio dei capitoli con lui come protagonista. Ovviamente c’è un motivo. Un motivo che io personalmente non avevo sospettato minimamente. Ecco perché quando viene a scoprirsi, a metà romanzo, la storia diventa più interessante e tu, lettore, sei pronto a mettere in discussione tutto e tutti per l’ennesima volta.

La paura galleggiava sotto la superficie
e minacciava di spezzargli le gambe. 
La paura era un battito secondario che solo
lui riusciva a sentire, che poteva acquietarsi fino
a diventare quasi impercettibile, oppure così 
forte da annientare tutto il resto. Ma era sempre lì.

Il romanzo è da divorare in poco tempo, a grandi bocconi, poiché la curiosità di arrivare alla fine e scoprire il colpevole di tutto è sempre lì presente, pagina dopo pagina. Lo stile di scrittura è impeccabile, sebbene venga usato un linguaggio semplice il romanzo è scorrevole, ma a volte sembra prolungarsi un po’ troppo in argomenti, ricordi o capitoli che sembrano non appartenere totalmente alla storia o che sembrano poco utili allo svolgimento e risolvimento della stessa.  Questa è l’unica pecca che ho trovato in Testimone Silenziosa. Alla fine di questa recensione consiglio questo romanzo a chiunque sia un amante di storie complesse, di thriller con la T maiuscola e che vogliano lasciarsi coinvolgere e stupire di un finale inaspettato quanto ben studiato.

Linda.

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