Buongiorno e benvenuti nel mese di Marzo!

Sembra proprio ieri il primo Gennaio e invece! Benvenuti alla fine del primo trimestre del 2017! Non posso proprio crederci! Ad ogni modo, bando alle ciance, qui c’è da lavorare! Oggi recensirò per voi un romanzo d’amore made in Italy, come ormai mi piace chiamarli. Si tratta di: Vorrei che fossi felice, di Arianna di Giorgio, edito da Butterfly Edizioni nella collana ‘Love Self’. Non farò spoiler e vi chiedo, se avete letto questo breve romanzo, di condividere con me la vostra opinione, mi piacerebbe poter sapere la vostra!

Il romanzo ha come protagonista Jenny, una trentenne che da qualche anno ha perso l’amore della sua vita in un incidente che l’ha lasciata come unica superstite. Purtroppo, o per fortuna, Jenny è viva e ha passato gli ultimi anni in un tunnel di dolore da cui sta cercando disperatamente di uscire così, benché i suoi genitori non siano particolarmente d’accordo, decide di passare un periodo a villa Jenny, casa appartenuta al nonno e rimanere dunque al mare per cercare di staccare la spina dalla vita a cui è stata abituata negli ultimi anni. Qui incontra Claudia, amica del nonno, e le sue nipoti (nonché amiche!) Sonia e Lidia, ma anche Lorenzo, suo vecchio conoscente. È proprio arrivata a villa Jenny che le cose cambiano prospettiva e la giovane Jenny, benché ancora soffra per la perdita del suo amore, decide di ricominciare a vivere. Mischiando vecchie e nuove abitudini, la donna ricomincia a vivere, salvo poi alcuni imprevisti che sconvolgeranno il suo spirito e di cui non vi dirò niente per evitare di rovinarvi il finale! A grandi somme questo è ciò che accade nel romanzo.

Jenny è distrutta, logorata dal dolore e dai medicinali a cui è abituata decide di tagliare i ponti con il proprio passato doloroso o, quantomeno, di accettarlo in quanto tale. È difficile, per la donna, riuscirci: la vita che avrebbe sempre desiderato le appare in sogno e la realtà le pare nulla, in confronto a ciò che va incontro sognando. Eppure, a Villa Jenny, contornata dalle persone che l’hanno sempre amata, qualcosa cambierà tanto da stravolgerla e farle avere di nuovo paura. Il personaggio di Jenny è davvero ben costruito: benché il romanzo sia breve, ho provato il suo dolore, la sua gioia e le sue passioni. Mi sono immedesimata in lei e ho fatto mie le sensazioni provate da ella. Lidia e Sonia sono amiche che tutti vorrebbero avere, così come Lorenzo. Devo essere veramente sincera: nemmeno l’amore della vita di Jenny che le appare in sogno ogni qualvolta chiude gli occhi è riuscito a starmi antipatico forse perché, in fondo, manifestava il volere di Jenny: quello di tornare a vivere. La difficoltà nel lasciare andare qualcuno non l’ho mai trovata, ma ho trovato struggente questi passaggi, benché fossero necessari per far crescere la protagonista e far evolvere la storia fino al finale.

Com’è scritto? Direi molto bene. L’editing è stato curato alla perfezione e l’autrice è stata in grado di formare una storia che trasmettesse qualcosa ed è ciò che più mi è piaciuto. Non ha importanza la lunghezza del romanzo, ma quanto più il suo contenuto e probabilmente questo in particolare, vale più di mille pagine di un romanzo insipido, perciò non mi resta che fare i complimenti ad Arianna Di Giorgio per questa piccola perla.

Il mio giudizio personale è assolutamente positivo. Come ben saprete, raramente piango per dei romanzi, ma questo mi ha fatto venire persino la pelle d’oca, quindi non mi resta che consigliarvelo vivamente!

 

Alla prossima,
Yls.

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