“Io sono Mia” è il nuovo romanzo di Max Giovagnoli, edito da Newton Compton. Un romanzo che sonda le fragilità del corpo e dell’animo umano.

 

Titolo: Io sono Mia
Autore: Max Giovagnoli
Genere: Narrativa contemporanea
Costo e-book: €5,99
Costo copertina rigida: €8,87

Trama

Mia ha diciotto anni e una brutta cicatrice sul viso. La mattina va a scuola e di sera costruisce scenografie per il Teatro dell’Opera di Roma. Vive a MU, una casa famiglia che somiglia a un sommergibile, ed è abituata a cavarsela da sola. Da sempre. Con le mani riesce a plasmare tutto quello che vuole. Con le compagne e i ragazzi, invece, è una frana. In classe la chiamano “Non” e tutti sanno che non bisogna toccarla… Andrea è stata per anni una delle più spregiudicate produttrici cinematografiche europee. Nessuno ha mai potuto mettersi tra lei e il successo, nemmeno sua figlia. Finché un giorno, un brutto incidente ferma la sua corsa.

Le strade di Mia e Andrea si incrociano di nuovo, in modo del tutto inaspettato, in un viaggio che per entrambe è una fuga. Dalla Roma dei Fori imperiali e delle torri di periferia fino alle aurore boreali e ai vulcani addormentati di un piccolo arcipelago al largo dell’Islanda, Mia e Andrea si trovano a vivere – senza volerlo – l’avventura più importante della propria vita. Dopo tanto tempo, finalmente insieme.
La storia di una madre e una figlia, implacabili e fragili, alla ricerca di un riscatto: disposte a tutto, perché non hanno nulla da perdere.

Recensione

“Sono Mia e basta.
O meglio, Mia che non basta.”

Mia, da che ne ha memoria, ha una vistosa cicatrice sul viso. Ha diciotto anni e si divide tra la scuola e il lavoro a teatro, dove costruisce scenografie. Vive in una casa famiglia, il MU, dove la chiamano Non e dove nessuno osa toccarla. Solo Diana, la sua ex tata, che l’ha seguita al MU può approcciarla. Andrea Gigante è un’ex produttrice spregiudicata, ha votato la sua vita alla sua carriera e ha sempre visto Mia come un ostacolo, il nemico numero uno da cui difendere il proprio lavoro. Ma un brutto incidente le ha deturpato il volto e le ha fatto scoprire che c’è qualcosa nel suo cuore che non va.Thorir e Kolbeinn, il primo anziano e il secondo giovane, sono bracconieri. Hanno perso Asa –la moglie di Thorir- e aspettano che si presenti loro l’occasione per vendicarsi.
I loro destini di incroceranno, quasi in capo al mondo, nei fiordi norvegesi.

“«Potevi andare dovunque.
Inseguire qualsiasi sogno! E invece niente!
Sei rimasto qui a nasconderti nelle menzogne.
A ingannare e tramare. Non ti ricordi?
‘Il tempo è ciò che facciamo di esso’.»”

Madre e figlia intraprenderanno un viaggio avventuroso, tra disavventure e difficoltà di tipo fisico, e si intravederanno tra i passanti in continuazione, così vicine, eppure così lontane.

“Non sono a Roma dove ho la mia rete
e i miei alleati, ma sono pur sempre io.
Mia e Non. Due in una. Per questo, non
importa quali armi mi serviranno quaggiù.
La cosa più urgente è procurarsele subito,
però, prima che sia troppo tardi.”

I POV sono quattro, uno per ogni personaggio principale, ma solo quello di Mia è narrato in prima persona. Una prima pecca di “Io sono mia” è quella dei dialoghi, ce ne sono pochissimi fino al 10% e comunque non abbondano più avanti. Mi rendo conto, però, che può trattarsi di un mio gusto personale. L’intento dell’autore sembra quello di introdurre i soggetti il più rapidamente possibile e caratterizzarli da subito ma questo rischia di annoiare. Se avesse mostrato l’antefatto al lettore, al posto di raccontarlo, credo che avremmo evitato la spiegazione.

“Ho uno spazio tutto mio, sto alla larga
dai bordelli del quartiere e mi pagano pure.
Cosa potrei desiderare di più? A parte una
famiglia e una vita normali, forse.
Alla prossima reincarnazione magari.”

Mia e Andrea hanno una brutta storia pregressa, una storia di abbandono e di rabbia, che ci accompagnerà durante la lettura, anche se non mancano i personaggi secondari. Ognuno di questi contribuisce a proprio modo alla trama, e notevoli sono gli spunti di riflessione sulla caccia alle balene e gli interrogativi di tipo etico che suscita questo romanzo. Sostanzialmente, tuttavia, non mi tornano due cose. Perché Diana (la tata, ndr.) si metta in un certo tipo di guai, così lontani dal suo personaggio, e così estranei ai pasticci in cui una persona preposta alla cura di un altro essere umano potrebbe cacciarsi. E per quale motivo Kolbeinn e Thorir dovrebbero cercare vendetta per la moglie di quest’ultimo, se è morta in mare.
Ciò detto, “Io sono Mia” è un romanzo molto godibile e descrittivo, tanto che pare di essere in Islanda.  

“L’amore scivola sul mare come una carezza sull’erba.
Ed è cieco. Puoi scriverlo sul vento e sulla foglia che cade.
L’amore non fa padroni, non ha sesso e non ha età.
È come una magia.”


Alessia Garbo.

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