“L’amica perfetta” è il thriller, edito DeA, in uscita l’otto maggio.


Titolo: L’amica perfetta
Autrice: E.Lockart
Casa editrice: DeA
Genere letterario: Thriller
Costo formato Kindle/Copertina rigida: €7,99/13,51
Link per l’acquisto: Amazon

Trama

È furba, decisa, determinata. Jule West Williams nella vita ha subito tante ingiustizie e sa che cosa significa non avere niente. È per questo che ora nulla la spaventa. Jule non ha paura di scappare, innamorarsi, reinventarsi in mestieri e vite sempre nuovi, ma anche sempre più pericolosi. Ed è proprio tra una vita e l’altra che incontra Imogen. Le due ragazze non hanno praticamente niente in comune. Immie è ricca, di buona famiglia, vive tra New York, Londra e Martha’s Vineyard. Ha tutto ciò che Jule ha sempre desiderato.

Eppure tra loro c’è subito intesa. L’intesa diventa amicizia e poi ossessione: improvvisamente a Jule la vicinanza di Imogen non basta più. Lei vuole essere Imogen. In un attimo, il legame tra loro diventa un vortice che gira sempre più veloce. E da cui, una volta risucchiati, è impossibile uscire… vivi.

Recensione

Se mi limitassi a scrivere “Leggetelo”, vi fidereste di me? Scommetto di no, ma siamo qui per questo. Ho letto in anteprima per voi “L’amica perfetta”. E Jule, la protagonista, perfetta lo è davvero. Finché non si mette in testa di prendersi la tua vita.

“L’eroe contempla il dolore e la bellezza
racchiusi nelle luci scintillanti della metropoli.
Pensa alla sua missione speciale, ai suoi straordinari
poteri, alla sua forza, alla sua vita, così strana e
violenta, e a tutti i sacrifici che deve fare per viverla”.

Quella di Jule è stata un’infanzia nemmeno troppo problematica. Orfana sì, adottata pure, ma nessun abuso vero e proprio, come mi sarei aspettata. Però Jule è stata a lungo sola e povera. Ha sempre dovuto preoccuparsi di mettere insieme pranzo e cena, ha indossato scarpe e abiti logori, non ha mai avuto un ragazzo, e non perché non ne avesse avuto l’occasione, ma perché non sa realmente se le piacciano i ragazzi o le persone in genere, nessuno le ha mai voluto bene.

“Jule credeva che più sudi durante gli allenamenti,
meno sanguini in battaglia. 
Credeva che il modo
migliore per impedire che ti spezzino il cuore sia fingere
di non averlo. 
Credeva che il modo in cui parli spesso
è più importante di qualsiasi cosa tu dica.”

Jule ha fatto di se stessa una macchina da guerra: è agile e forte, abile nei travestimenti, è un genio della truffa, difficilmente prova rimorso, si è costruita una vita immaginaria con dovizia di dettagli. Fino al momento in cui non rivede Imogen, ricca ereditiera e sua ex compagna di scuola. Jule si trasforma nell’amica perfetta. Affettuosa e comprensiva. Bisognosa di Imogen al punto giusto. Divertente. Ma Imogen è troppo diversa da lei, è complicata, è superficiale nelle amicizie e, principalmente, ha tutto, più di quanto Jule avrà mai, finché la protagonista non decide di tenere per sé la vita dell’amica. Allora Jule diventa ossessionata, possessiva, opprimente.

Le cose stupende di questo libro sono molte. È bello, come solo certe cose sanno essere, quelle insane e sbagliate.

Intanto, va apprezzato il coraggio dell’autrice nell’affidare la narrazione di questo thriller all’assassina. È cosa più unica che rara, disturbante, eppure unica. Ci permette di sondare a fondo la psiche della protagonista, e allo stesso tempo di improvvisarci noi come il buono (magari il poliziotto) di turno, con le nostre teorie sul perché, quando e come.  

“Ora sono io il centro della storia, disse Jule a
se stessa. Non devo pesare come una piuma,
girare mezza nuda, né avere un sorriso perfetto.
Sono io il centro.”

La gestione degli spazi temporali è pure molto particolare. “L’amica perfetta” ci mostra prima quello che è successo dopo e procede a ritroso. Lo so, è un po’ contorto da spiegare, tuttavia ci provo. Se abbiamo letto la trama, sappiamo come andrà a finire, sappiamo che Imogen è morta ma non sappiamo come, né che cosa abbia tramutato l’adorazione di Jule nel suo esatto opposto. Quindi andremo sempre indietro fino a scoprirlo, e l’autrice giocherà moltissimo con la nostra curiosità, nel frattempo. Non avremo un solo momento morto, la nostra mente sarà sempre stimolata dal susseguirsi di eventi e, se siamo dei lettori abbastanza allenati, forse non avremo l’emicrania, alla fine.   

Se proprio dovessi trovare qualche difetto a “L’amica perfetta”, questi sarebbero l’estensione (è troppo breve: avrei voluto costringere l’autrice a scrivere almeno altre cento pagine, non dico tanto) e il finale, che ho trovato frettoloso, per i miei gusti. È senz’altro un romanzo da leggere e rileggere per poter cogliere più particolari possibile, perché l’autrice è stata superlativa nel disseminare briciole di pane lungo il sentiero che ha costruito per noi.

 

Alessia Garbo.

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