Che gli animali abbiano ancora pochi diritti, lo sappiamo tutti, o almeno chi dell’argomento si interessa!

Perché c’è anche chi lo considera un argomento di serie b, e non c’è da biasimarli, ognuno ha le proprie priorità, ognuno dà importanza differente alle cose. Basta riconoscere che, al di là della personale classifica di importanza, le vite contano e dunque vanno rispettate e i diritti riconosciuti.

Che poi Sempronio, dalla zattera, butti la moglie o il cane, nel famoso quanto stupido gioco dell’importanza, non è importante. I diritti non hanno una scala di valore. Devono averli tutti.

E per “tutti” si intendono anche gli animali, che giornalmente vengono violentati, picchiati, impiccati, avvelenati, ridotti a burattini in lotte clandestine per il puro piacere sadico di persone che magari poi la domenica se ne vanno pure a messa.

E quindi che fa il Movimento Animalista? Ieri è sceso in piazza urlando a gran voce l’esigenza di una presenza forte all’interno del Parlamento. Una presenza che si ricordi degli animali, proprio per quel discorso sui diritti, che non hanno gerarchie ma devono averli tutti!

Dunque il Movimento Animalista si fa politico. Oserei dire partitico o almeno si rischia questo. Si tratta di un pericolo non indifferente, perché tolta la dimensione volontaria, di associazionismo e di lavoro sul campo, un movimento che si inserisce nei ruoli della politica, che si “insinua” nel parlamento, non rischia di entrare in meccanismi che a poco a poco si allontanano dai nobili intenti?

Credo che per perseguire il rispetto per la vita non occorra prendere un nobile intento e farlo bandiera politica, ma credo sia più sano inserirlo in un piano più generale che si faccia promotore di  un programma chiaramente politico ma chiaro e cristallino. Prendere questo nobile intento e fondare un movimento partitico temo possa sfociare nell’utilizzo di una bandiera vaga. Un Movimento Animalista, sulle altre argomentazioni, come si pone?

Può un sentimento animalista farsi carico di un partito politico e restare autentico? Non deve servire un gruppo che guarda agli animali, per tutelarli. Devono servire politici che guardano alla vita con rispetto e solo se in quella “vita” inseriamo “tutti” si riesce a fare davvero qualcosa, un livellamento di diritti, senza distinzioni.

Le associazioni è giusto che lottino per delle cause, pure singole. I partiti devono abbracciare tante cause, perché non siano slogan e siano parte di un programma serio, ampio, vero.

Alessia

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