Se avessi potuto scegliere avrei voluto un cane facile: uno di quelli che stanno buoni a dormire, che non rompono lampade, salvadanai e denti; che ti fanno grandi feste al tuo arrivo e che non ti danno pensieri il sabato sera o per le vacanze. Uno da voler bene ma non troppo, non quanto te ne vuole lui.

Se avessi potuto scegliere avrei scelto l’uomo migliore. Il più romantico, il più muscoloso, il più bello. Quello che ti invita a cena fuori, che ti porta sempre rose rosse e ti dice che sei bellissima. Uno col quale sentirti sempre perfetta, amata, desiderata, coccolata, invidiata. Un uomo ballerino, cuoco, poeta, compositore, musicista, non attore, un uomo forte ma che sa amare anche da lontano, quando tu invece hai voglia di non amare, di abbandonare tutto e di abbandonarti.

Se avessi potuto scegliere avrei scelto una famiglia ricca, un fratello affettuoso e una sorella con cui fare shopping e andare in giro per pub. Avrei scelto una famiglia senza problemi e con la casa più grande; forse un fratello più piccolo o una sorella; permessi senza domande; libertà senza pretese.

Se avessi potuto scegliere non sarei nata qui. Non dove studio senza sapere quale sarà il mio futuro; non dove scrivo senza sapere se mai qualcuno mi leggerà; non dove se parlo rischio le botte, o peggio la morte; non dove un fratello a trent’anni cerca lavoro; non dove le lotte sarebbero tante ma di idee ce ne son ben poche; non dove poi, di idee, non ne viene ascoltata nessuna. Sarei nata in una città calda ma non troppo, fredda ma non troppo. Una dove non serve lottare perché tutti hanno già tutto quello che vogliono.

Se avessi potuto scegliere sarei stata alta, bella e snella; senza cellulite o peli superflui; senza doppie punte e con un sorriso da sfogiare, anche quando motivi per sorridere non ce ne sono poi tanti. Sarei stata un po’ stupida, quel tanto che basta per essere felice. Non avrei avuto passioni per le quali alzarmi dal letto, obiettivi per i quali star male. Se avessi potuto scegliere sarei stata una persona senza ideali per i quali combattere, senza sensibilità, senza cuore.

Ma pur compilando con estrema meticolosità liste di desideri impossibili, per una vita perfetta, ti capita un giorno di avere un cucciolo appena nato tra le mani che inizia a respirare col tuo delicato massaggio, e sembra sceglierti, in un istante che non dimenticherai mai. E succede di incontrare un ragazzo che non somiglia neppure lontanamente al tuo uomo ideale, che diventa uomo con te, che ti fa provare delle sensazioni che ami e che odi, ma senza le quali non potresti più vivere, e capisci che l’amore con le liste ha ben poco a che vedere. Succede di non nascere in una famiglia perfetta, ma in fondo non esistono famiglie perfette. Il problema è che sappiamo vedere solo i difetti delle cose a noi vicine. Poi, quando siamo distanti, quando ci pensiamo un po’, soli nella nostra cameretta o in una stanza di una casa nuova, sconosciuta, capiamo che se imparassimo a vedere anche le cose belle vivremmo molto meglio con ciò che abbiamo attorno, con tutto l’affetto che diamo sempre per scontato. Succede di non nascere neppure in una città perfetta, e invece di città quasi perfette ne esistono, ma non possiamo nascere tutti lì, né possiamo lasciare le città imperfette a persone imperfette, perché quelle città celano una bellezza che altri non potrebbero neppure comprare con tutto l’oro del mondo.

Succede di nascere così: un po’ bassa, un po’ goffa, un po’ come tante. Piena di pensieri e paranoie, piena di passioni che non sai scegliere. Un po’ insoddisfatta, un po’ maledetta, ma quel che senti sotto la pelle, nella gioia e nel dolore, non è minimamente paragonabile alla stupida e leggera felicità inconsapevole.

Se solo potessimo scegliere… che noia sarebbe la vita!

Alessia Di Maria

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