Uno sport che non solo unisce la danza alla ginnastica ritmica, ma sfida anche la gravità con delle elegantissime corde di tessuto. Scopriamo assieme l’antigravity pilates…

È colpa della gravità. È quella che ci spinge al suolo e ci appesantisce. Ma se esistesse un modo per batterla e quindi per allenarsi in sua assenza? Quel modo esiste e si chiama antigravity pilates.
Quando ci si avvicina per la prima volta a questa pratica, sembra quasi di entrare nel mondo del circo. Vedrete tante bellissime funi, tutte colorate, pendere dal soffitto e all’inizio non capirete cosa ci facciano lì, tantomeno cosa ci facciate voi, ma poi, non appena il maestro inizierà a spiegare, le cose si faranno chiare e non potrete più farne a meno.

La fune, che è sospesa in aria di circa 15 centimetri, in gergo viene chiamata amaca, perché ne ha le fattezze. Durante la prima fase dell’allenamento, il maestro vi spiegherà come riscaldarvi prima di utilizzarla. Come si fa? Semplice, si dovrà tenere un piede a terra, come appoggio, e un altro dentro l’amaca. Dopo il riscaldamento e le prime prove di “volo”, il maestro comincerà a farvi svolgere le classiche posizioni del pilates, ma in assenza di gravità.

Se non conoscete le posizioni del pilates, potete trovarle qui.

Alla fine della lezione c’è il defaticamento, ovvero il momento più rilassante dell’intera lezione. Il maestro spegnerà le luci, cambierà la musica e poi vi inviterà a mettere tutti e due i piedi sulla fune. Infine, usando il corpo come se foste su un’altalena, potrete dondolarvi.

Sarà paradisiaco e soprattutto rilassante.

Ma non è tutto, perché i benefici dell’antigravity pilates sono molteplici. Prima di tutto non è ripetitivo, perché gli esercizi saranno sempre differenti. È divertente, e vi riporterà all’età dei giochi, l’infanzia. La cosa più importante, senza dubbio, è il fatto che non affatica la schiena e non appesantisce le articolazioni, proprio perché, essendo sulla fune, sarete in grado di battere la gravità.
Chi può praticarlo? Tutti, sempre che non abbiate problemi medici invalidanti.

Perciò che aspettate? Correte a scoprire questo sport, magari vi scoprirete acrobati, chissà!

Gioia De Bonis

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